Miss auto d'epoca
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6C 2500 Bertone 1942 e Corrado Lopresto con la coppa d’oro di villa d’Este vinta nel 2011

di Domizia Dalia

Corrado Lopresto, architetto, imprenditore, ma soprattutto collezionista di auto d’epoca. La sua storia comincia trent’anni fa a Reggio Calabria, dove viveva.  Era quindi, molto giovane quando acquistò la numero uno della sua collezione...
Avevo venti anni; comprai una Balilla tre marce. Da allora non ho mai smesso di “giocare” con le automobili d’epoca, le ricerco in tutto il mondo e le faccio rivivere grazie ad operazioni di restauro accuratissime. Il fascino di queste belle vetture, che erano usate nell’ambiente in cui sono cresciuto, mi accompagna fin da quando ero bambino.

Dopo il primo acquisto, i pezzi della sua raccolta si sono moltiplicati, a che numero è arrivato? Immagino anche che il problema dello spazio non sia secondario per un collezionista come lei...

Con la caratteristica di non aver mai venduto le macchine venute in mio possesso sono arrivato ad averne più di cinquanta. Il problema dello spazio è sicuramente presente e mi costringe a cambiare o ampliare i garage dove sono custodite. Oggi le conservo in tre differenti posti qui a Milano.
La sua ricerca segue criteri particolari, o colleziona di tutto?
Le mie attenzioni si concentrano solamente su pezzi unici o particolarmente rari prodotti da carrozzieri italiani. Passo da una Lancia modello Alfa del 1908, che è anche una delle tre rimaste al mondo oltre ad essere la più vecchia del mondo, ai modelli unici del 1996 prodotti da Isotta Fraschini. Possiedo anche il prototipo della nuova Giulietta presentata due anni fa. Ecco, si può dire, che quando c’è un pezzo speciale o da salone io sono sempre in prima linea. Grazie all’unicità delle mie vetture sono diventato conosciuto nell’ambiente e capita frequentemente che gli organizzatori dei concorsi mi contattano per esporre una delle mie auto.

Veri gioielli se si pensa alla possibilità che vi era ai quei tempi, di personalizzare la carrozzeria “su misura”. Era molto diffusa questa moda?
Non era per tutti, ma solo per un’elìte di personaggi che voleva differenziarsi. Si andava da un designer  di vetture proprio come oggi si va da un grande stilista. Inoltre, dagli anni Venti fino al 1950-1960 le automobili venivano costruite intorno ad un telaio a tralicci, quindi con una base più facile da personalizzare. Allora vi erano anche carrozzerie specializzate, grandissimi nomi di oggi, ma che cento anni fa lavoravano artigianalmente, su misura.
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Architetto, si tratta di pezzi davvero incredibili, immagino che accaparrarseli non sia poi così facile...
No, non lo è. Riesco ad arrivare a queste automobili grazie ad una fitta rete di conoscenze nel settore, che ho imbastito nel corso degli anni in tutto il mondo. Sono questi amici ad avvisarmi quando trovano una macchina d’epoca italiana interessante.

Il suo carnet di presenze a concorsi di eleganza è davvero impressionante, Lei ha partecipato a più di trecento concorsi vincendone ben centosessanta. Un ottimo risultato!
Direi di sì, considerando che ho cominciato a gareggiare solamente nel 2001. Allora mi chiesero di partecipare al concorso di Villa d’Este, il più prestigioso campionato d’Europa. Fui invitato per caso e già all’esordio vinsi la coppa d’oro, insieme ad altri premi, grazie alla mia Alfa Romeo 6c 2005 carrozzata Touring, un cabrio meraviglioso che mi ha lanciato nel mondo del collezionismo. Da questo inizio fui proiettato nel giro di queste gare che ogni anno si svolgono in tutto il globo.

Vincere un concorso di eleganza, rappresenta per lei il degno completamento di un’operazione di restauro che permette all’automobile d’epoca di rivivere lo splendore di un tempo.
Come ben pensa, alle spalle c’è un lavoro davvero certosino che io e una squadra di artigiani, messa insieme nel tempo, svolgiamo con passione. Le mie automobili, sono restaurate secondo una logica conservativa. Non hanno nessun oggetto in più di quello che presentavano nella loro prima configurazione. La mia cura sta, quindi, in un’accurata ricerca del periodo storico e della carrozzeria che l’ideò, attraverso documenti, immagini e vecchi film. Ripercorriamo anche le tecniche di lavorazione del tempo e cerchiamo di usare gli stessi strumenti. Per esempio, di recente, per fare il filetto abbiamo utilizzato un pennello di tasso proprio come era stato fatto in origine. Anche il colore non è un dettaglio da trascurare, solitamente i collezionisti ci mettono il becco, io invece recupero il colore originario, grattando la superfice della macchina e riproponendo quello che trovo. Sono questi i dettagli che mi danno quel quid in più e mi permettono di sbaragliare la concorrenza.
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Alfa-Romeo-Castagna

Oggi fare ricerca, è sicuramente più facile grazie ad internet, ma quando era ragazzo come faceva?
Si oggi il mezzo informatico aiuta, ma elimina una parte del divertimento. Mi ricordo i lunghi viaggi in treno fatti da Reggio Calabria fino a Napoli alla ricerca di qualche sfasciacarrozze, o a Torino per documentarmi al museo dell’automobile.

Le manca un’auto d’epoca in particolare?
Il mio desiderio è sempre stato quello di possedere un’Alfa Romeo 33 stradale, disegnata da Scaglione. La considero un capolavoro assoluto, capace di rievocare bellissimi ricordi del mio passato. Il grosso problema è che sul mercato ce ne sono solamente undici e hanno prezzi davvero inaccessibili. Ho comunque avuto la fortuna di recuperare il modellino originale del Centro Stile Alfa Romeo, lungo un metro e questo mi fa già dormire sonni tranquilli!
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Alfa 6c 2500 Bertone 42
 

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