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Sul piatto della BILANCIA

Bilance, bascule, stadere: oltre duecento esemplari dal 1700 al 1950 nella collezione di Rolando Ondei


di Domizia Dalia


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Insieme di bilance da cucina

L’inventore non è noto, di certo sappiamo che la bilancia già all’epoca degli Egizi veniva utilizzata anche per pesare metaforicamente l’anima dei defunti prima del loro ingresso nell’oltretomba. A seguire, ogni civiltà ne ha fatto uso, apportando modifiche e contribuendo alla sua evoluzione fino a diventare un oggetto tecnologico di estrema precisione. Sono però le bilance antiche ad essere le più ricercate dai collezionisti in tutto il mondo. Tra questi Rolando Ondei, di Chiuduno – cittadina in provincia di Bergamo –, nel corso degli anni ne ha raccolte oltre duecento di ogni epoca, genere e misura. La sua collezione si basa su un criterio molto semplice: quello estetico. Ogni esemplare è selezionato con cura e perfettamente restaurato dallo stesso Ondei. Approfittiamo della sua esperienza pluriennale per approfondire questo genere di collezionismo.



La passione per le bilance d’epoca è sicuramente molto diffusa tra i collezionisti e per questo motivo, non è facile scovare i modelli particolari sui banchi dei mercati antiquari…
Quarant’anni fa ho iniziato a esporre nei mercatini della mia zona, un hobby che mi ha permesso di assecondare il mio debole per gli oggetti d’epoca. Proprio per accontentare le richieste dei numerosi collezionisti ricercavo anche queste vecchie bilance. Con il tempo ho acquisito esperienza, ma solo negli ultimi dieci anni ho incominciato a creare una mia raccolta privata.

La sua collezione vanta molti esemplari di diverso genere ed epoca…
I primi modelli, naturalmente molto essenziali, risalgono al quinto millennio a.C.. La mia collezione, invece, abbraccia un arco temporale che va dalla fine del 1700 al 1950 circa. L’esemplare più datato è una bilancia finemente decorata, costruita nella forma più semplice, ovvero quella a due piatti con bracci uguali e sospensione centrale. La sua caratteristica è che pur essendo molto grande ha una capacità massima di soli due chilogrammi, una stranezza che ancora non ho compreso nonostante le numerose ricerche fatte.

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bilance per filati dall’800 al 900

Il termine bilancia deriva dal latino bilanx che significa appunto a due piatti, ma esiste anche la cosiddetta stadera, ovvero una bilancia costituita da un braccio con un peso scorrevole, detto anche romano, e con un piatto o un gancio posizionato su una delle estremità…
Si tratta di una tipologia che si diffuse molto già all’epoca dei Romani. Sul mercato se ne trovano di diverse misure per soddisfare i differenti tipi di utilizzo. Le più grandi hanno una portata che arriva a quattrocento chilogrammi. Principalmente venivano costruite in ferro e molte possiedono in cima una decorazione in ottone. Anche il romano, il peso che scorre, è quasi sempre in questo materiale. Nella mia raccolta possiedo anche degli esemplari con il braccio di legno.

Un’altra macro tipologia è data dalle bilance a bascula…
La bascula è una particolare bilancia a bracci costituita da un piano sul quale va collocato l’oggetto da pesare, in equilibrio con un contrappeso agganciato sulla barra graduata. In linea di massima hanno una struttura di legno con elementi di ferro e di ottone. Principalmente sono sempre state impiegate per pesi notevoli ecco perché spesso si trovano sul mercato esemplari dalla grande portata. Rientra in questa categoria la più grande bilancia che possiedo, quella utilizzata per pesare i vagoni ferroviari. Un oggetto davvero unico che ho potuto collocare solamente nel mio giardino date le dimensioni: alto due metri e largo quasi tre, per una portata di quattrocento quintali.

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Varie bilance postali

Abbiamo parlato della bilancia più grande della sua collezione, qual è quella più piccola?
Una bilancia pesa lettere dei primi anni del Novecento. Non solo è la più piccola, misura poco più di quattro centimetri, ma è anche molto particolare. Questa tipologia è nata nel XIX secolo e serve a stabilire le tasse postali che variano a seconda del peso della busta. Di queste ne possiedo molte, una diversa dall’altra.

Facendo un passo indietro nel tempo, nel XVIII secolo le bilance si sono gradualmente differenziate a seconda dell’utilizzo. Questo non solo in campo commerciale, ma soprattutto in quello scientifico, mi riferisco in particolare alle bilance da farmacia e a quelle analitiche…
Esattamente, le bilance diventano anche uno strumento d’indagine entrando nei laboratori scientifici. Le analitiche sono utilizzate quando occorre un elevato grado di precisione, infatti sono collocate dentro una teca di vetro che serve a preservare la pesata da qualsiasi variazione, come per esempio le correnti d’aria. Anche la bilancia da farmacia è molto precisa, ne possiedo diverse.

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Bilance a piatti uguali primi 900

L’elenco delle tipologie di bilance è ancora molto lungo, può dirci quali sono quelle di particolare interesse?
Sicuramente quella specifica per il sale, poiché uno dei due piatti è di vetro, per evitare il processo di corrosione. Molto interessanti sono anche le bilance a molla, ovvero i dinamometri, in questo caso il peso è dato dall’estensione della molla. È stata l’azienda inglese Salter, la prima a produrle e per questo sono anche dette spring, che significa molla. E ancora tra le tante, posso citare quelle specifiche per il  tabacco, per i cereali, per le monete, per i filati e così via.

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Bilancia pesa vagoni ferroviari

In un mercato in cui i falsi sono sicuramente all’ordine del giorno, a cosa presta particolare attenzione prima di fare un acquisto?
Oltre a fidarmi delle mie conoscenze, controllo sempre che ci sia il timbro della vidimazione. Infatti a partire dal 1850 circa è stata introdotta una legge che obbligava un controllo bimestrale delle bilance per uso pubblico, per accertare il loro funzionamento. Una curiosità a tal proposito: non è difficile imbattersi in pesi romani modificati dai commercianti di un tempo, con l’intento di frodare sul peso. Ed è proprio per la frequenza di questi trucchetti che è stata introdotta questa legge. Un’altra cosa da verificare sono i pesi, devono infatti, coincidere con la portata massima della bilancia, altrimenti non sono quelli originali.

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Stadera in ferro del 700

Considerando la varietà dei pezzi in suo possesso, non sarà facile per lei scovare nuovi esemplari…
Il mio criterio di ricerca si fonda sul principio della diversificazione. Internet mi aiuta a spaziare, ma non è facile trovarne di nuove. Mi piacerebbe molto recuperare la bilancia a bascula del 1850 dell’azienda austriaca Quintez. Di queste, ne possiedo già due di differenti misure, ma per completare la serie mi manca quella da cinquanta centimetri. Mi appello ai vostri lettori…

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Insieme di bilance a bracci uguali
 

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