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Ricordi di un’epoca senza cellulari

PER IL COLLEZIONISTA Storia della scheda telefonica italiana e alcune riflessioni sul mondo del collezionismo 


di Marcello Cecconi


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Sono oramai quasi 45 anni dal lontano 1976, quando le schede telefoniche prepagate fecero la loro comparsa ad opera della SIP, ebbene si la “nostra SIP” può vantare la primogenitura mondiale del lancio delle schede telefoniche prepagate. La Storia, la dobbiamo ad alcuni collezionisti che fin dai primi anni 80, si sono fatti carico non solo di ricercare i pezzi da mettere in collezione ma anche di recuperare documenti, notizie e memorie storiche da vecchi tecnici della società sull’argomento, perchè i primissimi pionieri se così si può dire, hanno iniziato a collezionare e a ricercare andando per cabine, quando però l’oggetto del desiderio era piuttosto anonimo, ricalcava la falsariga dei gettoni quasi tutti uguali, infatti era il periodo delle giallo-blù, delle bianche che per la verità si sono viste poco in giro e le rosse, stampate dalle oramai storiche ditte Pikappa e Mantegazza. 

Ma è con l’avvento della prima serie organica “Regionale”, così denominata dai collezionisti fin dall’inizio e quindi riportata nei cataloghi, che nasce tutto, innescando una vera e propria concorrenza nelle cabine e nei posti pubblici dove si assiste così ad un crescendo di appassionati che và di pari passo con la presa di coscienza da parte della SIP e Telecom. 

A seguito di questo fenomeno viene aperto dall’anno 1994 un canale dedicato, con tanto di servizio novità e spedizioni a domicilio, e SIP parteciperà ai maggiori convegni in Italia e all’Estero fino all’anno 2010, poi con l’avvento preponderante dei “telefonini” diminuirà considerevolmente il fabbisogno di schede e Telecom chiuderà il canale dedicato, continuando a stampare solo 2 o 3 schede all’anno “istituzionali”. Naturalmente anche il collezionismo risente di questa mancanza di “materia prima” e diminuisce di conseguenza, anche se a dire il vero negli ultimi tempi visitando i siti di acquisto/vendita in rete sembra di cogliere un certo interessamento da parte di nuovi soggetti. Ma veniamo alla parte storico/tecnica.



1976: a Roma nasce la prima scheda telefonica prepagata al mondo
Nel 1976, in Italia nasceva la prima scheda telefonica prepagata “al mondo” nella città di Roma, più precisamente nel posto telefonico pubblico del Galoppatoio di Villa Borghese, dove venivano installati i primi telefoni a scheda magnetica. L’esperimento partiva necessariamente in modo molto limitato, in quanto si trattava più che altro di verificare l’accoglienza da parte del pubblico del nuovo sistema; inoltre era necessario verificare la funzionalità e affidabilità delle schede magnetiche che si piegavano o si inceppavano facilmente nei meccanismi dei lettori non ancora perfettamente a punto. Dopo il primo periodo di sperimentazione, gli apparecchi telefonici a scheda iniziarono ad essere installati negli aeroporti, nelle principali stazioni ferroviarie ed in genere nei luoghi di grande affluenza di pubblico. 

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La scelta del sistema a “scheda” tralasciando il fatto puramente tecnico della preferenza alla banda magnetica, fu dettata soprattutto dalla necessità di eliminare le cassettine raccogli monete e gettoni di cui erano dotati tutti i telefoni pubblici, esse infatti erano oggetto di particolari attenzioni da parte di persone, che specialmente nelle ore notturne e in zone poco frequentate le svuotavano del loro contenuto. Con l’introduzione della scheda telefonica prepagata, la SIP risolveva perciò il problema dei furti e della conseguente manomissione e messa fuori uso delle apparecchiature, ma soprattutto introitava in anticipo il corrispettivo di telefonate che sarebbero avvenute giorni, addirittura mesi o anche mai dall’acquisto della scheda.


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PARTICOLARE DI: 1ª scheda prepagata

Le prime schede ad essere utilizzate in modo organico e con una diffusione a carattere nazionale furono le cosiddette “Giallo-blù” del 1977, con il logo SIP in colore giallo su fondo blù. Come le precedenti si inserivano nel telefono verticalmente ed avevano valori facciali di 2000, 5000 e 9000 lire corrispondenti a multipli della tariffa in vigore
per uno scatto. Le schede erano prodotte dalla Soc. Pikappa di Masate e fabbricate in pvc di colore bianco-grigiastro. Caratteristica comune a queste prime schede telefoniche era la mancanza della data di emissione. Dal momento che venivano utilizzate da apparecchi telefonici di marca Sida, sono anche conosciute con il nome di Sida 1° tipo. 
Come tutti sanno le schede italiane allo stato vergine presentano nell’angolo inferiore sinistro del lato A (quello dove compare il valore facciale) una piccola serie di incisioni che permette il distacco di un angolino di tessera; infatti solamente senza l’angolino in questione gli apparecchi telefonici sono in grado di leggere la banda magnetica. Di conseguenza si considerano usate anche se cariche, o parzialmente cariche, tutte le carte prive dell’angolino. 


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Le carte Sida 1° tipo, essendo ancora a carattere sperimentale, presentano un’incisione dell’angolino sinistro (che in termine tecnico viene denominata “trezzatura”) di forma semicircolare per le carte del 1977, e di forma leggermente curva per quelle del 1978; a partire dal 1979, la trezzatura sarà poi sempre dritta; inoltre esse presentano un’altra importante innovazione, la data di emissione, che compare nel lato B della carta sotto forma di codice numerico a quattro cifre (identica ai gettoni) in cui le prime due cifre stanno ad indicare l’anno e le seconde due il mese. Queste carte si trovano perciò con data 7903, 8003 e 8104 corrispondenti rispettivamente a marzo 1979, marzo 1980 e aprile 1981. Si segue così la numerazione che riportavano i gettoni ricordate? 7703 = marzo 1977 
E’ interessante notare come il consumo di questa prime serie di carte fosse abbastanza limitato, data la ancora scarsa diffusione di telefoni a scheda, come si può verificare dalle tirature conosciute delle varie emissioni. Infatti la serie 7903 che dovrebbe aver avuto una tiratura complessiva di 300.000 pezzi, fu in uso fino al Marzo 1980, la data in cui uscì la serie successiva; il consumo nei tre tagli da 2000, 5000 e 9000 lire, si aggirava quindi sui 300.000 pezzi all’anno nel 1979, e in altrettanti pezzi nel 1980 e 1981. 
La serie Sida 1° tipo, considerando tutte le diverse varianti di trezzatura e di bandella, dovrebbe essere composta da 23 carte differenti, emesse tra il 1977 ed il 1981 (diciamo “dovrebbe” perchè non si può escludere che possano essere trovate e catalogate nuove varianti fino ad oggi sconosciute). 

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La tiratura, che per le emissioni del 1979, e 1980, e 1981, dovrebbe essere stata di 100.000 pezzi per tipo, quasi sicuramente è andata completamente dispersa, per almeno tre motivi: in primo luogo le schede completamente usate venivano trattenute dall’apparecchio telefonico e successivamente distrutte; in secondo luogo il collezionismo all’epoca non era abbastanza sviluppato, quindi quasi nessuno raccoglieva le schede telefoniche, ed infine le schede Sida 1° tipo non erano abbastanza belle ed accattivanti, con figure o scritte tali da fare in modo
che l’utente occasionale fosse invogliato a metterle da parte. 
Quindi le schede SIDA 1° tipo esistenti sul mercato sono sicuramente molte di meno di quanto lasci intendere la loro tiratura. Il loro prezzo attuale, pur essendo su livelli abbastanza elevati, è sicuramente destinato ad aumentare, infatti basterebbe che anche solamente una piccola parte dei collezionisti, avesse la voglia e la possibilità di spingersi indietro nel tempo con la sua collezione. 

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•Parte prima. Continua sul prossimo numero di novembre del MENSILE COLLEZIONARE

 

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