I cookies servono a migliorare i servizi che offriamo e a ottimizzare l'esperienza dell'utente. Proseguendo la navigazione accetti di ricevere tutti i cookies del sito.    Informativa
 

.

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

L’ultimo Samurai

Incanto e cultura dalla terra del Sol Levante. Dalla collezione di Gethin Evans,  preziosi e antichi esemplari di tsuba, la guardia metallica delle armi bianche giapponesi


di Domizia Dalia


img
PARTICOLARE DI: Esemplare di Tsuba firmata “Yamashiro kuni ju Umetada Shigeyoshi saku.

Gethin Evans, trentaquattro anni, ingegnere meccanico del Galles, fin da giovanissimo colleziona armi e armature giapponesi. La sua passione per questi oggetti storici non nasce per caso, ma deriva dai suoi molteplici interessi coltivati per più di venti anni. Oltre che dalla storia e dalla cultura del Sol Levante, è attratto dalle armi e non in ultimo, dalla lavorazione dei metalli. Proprio la forgiatura rappresenta per Evans un punto imprescindibile da cui tutto nasce. Questo spiega l’amore per le spade giapponesi e per i suoi acceSsori – tosugu –. Tra questi ultimi la tsuba – guardia metallica delle armi bianche giapponesi, ricavata da una piastra con al centro una fessura dalla quale far passare la lama – rappresenta per Evans l’elemento più affascinante della spada giapponese, capace di dare quell’equilibrio e armonia estetica da sempre tanto cara al popolo nipponico.


img

PARTICOLARE DI: Tsuba tramandata di padre in figlio. Lo si nota dai diversi cuscinetti creati per adattare il foro ad una nuova spada. Riporta inoltre, delle lesioni riparate dopo un combattimento


Ed è proprio per l’originalità delle forme e delle decorazioni di questi preziosissimi oggetti di metallo che già alla fine dell’Ottocento numerosi collezionisti occidentali ne furono attratti intravedendovi una nuova forma d’arte. Dalla sua tsuba numero uno, acquistata all’età di quindici anni, Gethin Evans di strada ne ha fatta e attraverso la sua collezione composta da sessanta esemplari, trasmette la sua conoscenza sulla cultura artigiana e artistica del Giappone. 



Nonostante sia apprezzata dai collezionisti di tutto il mondo, la tsuba rappresenta ancora una piccola nicchia nel mercato antiquario di opere giapponesi. Ingegnere, lei quando ha incominciato ad interessarsi a questi curiosi oggetti?
Il passaggio è stato graduale. Ho iniziato da bambino ad appassionarmi ai Samurai. All’età di quindici anni con i miei primi risparmi, riuscii ad acquistare una spada giapponese che avevo visto pubblicizzata su un giornale locale, da allora non mi sono più fermato. Dopo aver collezionato diverse spade ho iniziato a soffermarmi e ad apprezzare sempre di più una componente dell’elsa, in giapponese tsuba. Mi incuriosivano la varietà di forme e decorazioni e i differenti materiali  che venivano utilizzati.

img
PARTICOLARE DI: Tsuba del 1600 circa raffigurante una perla fiammante, prodotta dalla scuola di Saotome. È il primo esemplare acquisito da Gethin Evans

La sua prima tsuba, quindi, è stata quella montata sulla prima spada acquistata?
Sì, un esemplare realizzato intorno al 1600 da un produttore di armature della Scuola di Saotome con intagli stilizzati chiamati tecnicamente Sukashi.

Oltre a bilanciare la spada e a proteggere la mano durante un duello, le tsuba erano considerate degli oggetti preziosi tramandati da padre in figlio, tanto che indirettamente servivano anche a mostrare lo stato sociale a cui si apparteneva. Può raccontarci la loro storia?
La storia della tsuba, come per le spade del Giappone, risale a più di mille anni fa. I primi esemplari, già del periodo Nara – VIII secolo – erano molto rudimentali, realizzati direttamente dai fabbri e dai produttori di armature. Dovevano essere funzionali e resistere ai più duri scontri proteggendo la mano e impedendole di scivolare in avanti. Solo in un secondo momento, con l’aumento della produzione di spade, la tsuba si arricchì di decorazioni. Gli artigiani si specializzarono nella realizzazione di questi oggetti e ciò diede origine ai molti stili e scuole esistenti. Dal 1878, a seguito della proibizione di portare la spada, le tsuba continuarono ad essere prodotte come oggetti da collezionare, anche se la maggior parte degli artigiani specializzati convertirono la loro maestria nella realizzazione di pipe, oggetti per la cerimonia del tè e utensili vari per i nuovi turisti occidentali.


img
PARTICOLARE DI: Tsuba raffigurante aghi e semi di pino della scuola di Shoami, primo periodo Edo (1600 circa). Nell’antico Giappone il pino è simbolo di longevità, virtù e solitudine

Oggetti non solo funzionali, ma anche esteticamente belli grazie a raffinate decorazioni…
Nei primi esemplari era preferita la funzionalità, solo successivamente, durante la lunga pace civile che caratterizzò il periodo Edo (1603-1868), gli artigiani affinarono la tecnica privilegiando la forma e specializzandosi in metalli specifici e anche se a volte meno pratici. Per esempio la famosa famiglia Goto, lavorava esclusivamente i metalli teneri e divenne tra le scuole più apprezzate e scelta dalle classi più alte della società giapponese. Man mano che le tecniche e le abilità crescevano aumentava il numero di scuole, tanto che alla fine del periodo Edo se ne contavano più di cinquanta


Come raccontava sono diversi i metalli utilizzati, come anche leghe particolari, mi riferisco allo shakudō, rame e oro con una minima quantità di argento. Una lega che veniva patinata con bagni in soluzioni acide per ottenere quel colore blu - viola scuro che il signore feudale Toyotomi Hideyoshi associò all’immagine della pioggia sulle ali di un corvo…
Sì, sono stati utilizzati molti materiali, le prime tsuba erano in ferro grezzo poi gradualmente sono stati presi in considerazione altri metalli come il bronzo, il rame e alcune leghe particolari come lo shakudō.


img
PARTICOLARE DI: Tsuba del tardo periodo Edo (1850 circa) della scuola di Myochin e firmata  in oro Myochin Muneharu Saku (fatto da Muneharu della famiglia Myochin). Raffigura le foglie di Aoi.

I decori della tsuba si ispirano a molteplici temi e spesso hanno significati nascosti. Mi viene in mente il ciliegio, un fiore molto amato dai giapponesi, oltre che essere anche un simbolo caro ai samurai, poiché cadendo improvvisamente, ricordava loro la sorte del guerriero caduto in battaglia…
Su ogni decoro si potrebbe aprire un approfondimento e scoprire sempre cose nuove. Riassumendo si può dire che sono molti i temi affrontati. Si prendeva ispirazione dalla natura, dalla religione, dalle creature mitologiche, dai racconti, dalle stagioni, dalle poesia, dalla vita di tutti i giorni. Fiori, insetti, animali, sono tra i soggetti più utilizzati come anche le divinità. Esistono delle tsuba che illustrano addirittura scene di battaglie famose. Dietro ogni esemplare si nasconde una grande maestria nella lavorazione a cesello.

La realizzazione di questi oggetti veniva affidata ad artigiani altamente specializzati e alle loro dinastie. Era usuale firmare i pezzi realizzati?
I primi esemplari firmati si trovano a partire dal periodo Momoyama (1573 - 1603), ma si tratta solo dei pezzi più preziosi e di qualità. Su una tsuba si può trovare il nome di un artista, la data di realizzazione e in alcuni casi, anche la scuola di appartenenza e la provincia in cui è stata realizzata. Nella mia collezione possiedo diversi esemplari firmati, come per esempio quella che riporta la scritta “Yamashiro kuni ju Umetada Shigeyoshi saku” che significa: realizzato da Shigeyoshi della scuola Umetada nella provincia di Yamashiro.


img
PARTICOLARE DI: Tsuba della scuola di Owari, del primo periodo Edo (1600 circa), raffigurante un fiocco di neve. Le tsuba provenienti da questa scuola erano tra le favorite dei Samurai, per la loro robustezza e per il design audace


Si nota come alcune tsuba hanno subito delle modifiche nel corso del tempo, come mai?
Questo perché venivano tramandate di padre in figlio e quindi la tsuba doveva adattarsi alle diverse spade. Per esempio se il buco era troppo grande si utilizzavano dei piccoli cuscinetti in rame – Sekkane – per restringerlo. Nella mia collezione è presente una tsuba danneggiata in battaglia. Il proprietario ha preferito ripararla e tramandarla al figlio piuttosto che scartarla.

Continuando a parlare della sua collezione, qual è l’esemplare più interessante che possiede?
È una piccola tsuba a forma di conchiglia a spirale o corno da guerra – chiamato horagai –.
Questo esemplare dalle strane caratteristiche sembra sia stato realizzato da un artista della famiglia di Myochin.

Essendo considerate delle vere opere d’arte le tsuba possono raggiungere quotazioni molte alte che sfiorano anche le diecimila sterline. Questo sicuramente avrà portato anche al commercio illecito di falsi?
Come altri oggetti di valore esiste una grande quantità di falsi provenienti specialmente da Cina, Taiwan e India, ma si tratta in massima parte di oggetti mal fatti che difficilmente ingannano un occhio attento. Esistono poi, degli esemplari più rifiniti che possono facilmente trarre in inganno collezionisti alle prime armi. Per questo motivo consiglio sempre di non comprare online e di documentarsi bene prima di procedere con l’acquisto.


img
PARTICOLARE DI: Tsuba di Tadatora terzo maestro della scuola di Akasaka raffigurante Nata (Accette) e un ramo di prugne. L’esemplare non è firmato, ma per le sue caratteristiche inconfondibili la sua attribuzione è certa. 1750 circa



 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
web:author

Articoli | Menu

i 5arte antica
I preziosi e antichi esemplari di tsuba della collezione di Gethin Evans
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
La Roma dei Re. Il racconto dell’Archeologia
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
“Tintoretto 1519-1594” e “Il giovane Tintoretto”
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Berengario da Carpi. Il medico del Rinascimento
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Printing R-Evolution 1450-1500. I cinquant’anni che hanno cambiato l’Europa
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Meravigliose Avventure. Racconti di viaggiatori del passato
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Carlo Carrà
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Courbet e la natura
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Arte e Magia. Esoterismi nella pittura europea dal Simbolismo alle Avanguardie Storiche
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Da Magritte a Duchamp 1929: Il Grande Surrealismo dal Centre Pompidou
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Marina Abramović. The Cleaner
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Warhol&Friends. New York negli anni ‘80
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Un’estate di aste
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Ferrari F12TdF “Special Edition” in asta
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Storie di Moda. Campari e lo stile
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Vero o falso? Le figurine sotto la lente d’ingrandimento della scienza”
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Pixar. 30 anni di animazione
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
CAMERA POP. La fotografia nella Pop Art di Warhol, Schifano & Co
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Willy Ronis. Fotografie 1934 - 1998
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Ferdinando Scianna. Il viaggio il racconto la memoria
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Giocattoli del Novecento alla Fiera di Verona
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Mercanteinfiera a Parma. Dove l’insolito fa rima con lo stile
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Carta Canta a Reggio Emilia
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
100%Italia: 100 anni di capolavori
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Margherita Sarfatti. Segni. colori e luci di Milano
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Antonio Ligabue. L'uomo, il pittore
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Librerie Antiquarie di Montagna. Mostra Mercato Internazionale
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Romics. Festival Internazionale del fumetto, animazione, cinema e games
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
L'Antiquariato di Villa Castelbarco
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Il Meglio di Millennium. Mostra scambio di auto, moto e accessori d'epoca
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Fiera Mercato Minerali Fossili Bigiotteria
Leggi tutto...