Sorprendente Marc Quinn
Una A Verona dal 22 Maggio al 27 settembre 2009
La costante riflessione sulla natura, la vita e la morte dell’artista della YBA, viene espressa nelle sue opere di grande sensazionalità mediatici

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Marc Quinn - Seals in the backwater - 2008

E’ arrivata a Verona lo scorso mese di aprile, calata da una gru che l’ha posizionata nell’antica Porta Iovia, la statua raffigurante la modella Kate Moss, opera dell’artista inglese Marc Quinn.
La statua, che ha già iniziato a catturare l’attenzione della gente, fa parte delle opere dello scultore a cui è dedicata l’importante mostra in programma a Verona dal 22 maggio al 27 settembre 2009. L’evento, organizzato dalla Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti del Comune di Verona, è collaterale alla 53ª Esposizione Internazionale d’Arte  La Biennale di Venezia. Marc Quinn, uno degli esponenti più originali della Young British Art, sarà presente con una completa selezione di opere in un evento espositivo che darà alla città una prestigiosa rilevanza internazionale. La mostra si svilupperà lungo un percorso che andrà a dialogare con i principali siti storici della città attraverso grandi installazioni che verranno posizionate nella cornice scenografica dei monumenti più rappresentativi. Nella mitologica Casa di Giulietta, “cuore” della rassegna, saranno esposti, accanto ai suoi più celebri lavori - come il  ciclo straordinario dedicato ai Flowers Paintings -  anche una serie di opere inedite e l’importantissima opera Siren, realizzata in oro massiccio.

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Marc Quinn - Kiss- 2001

Marc Quinn nasce a Londra nel 1964. Raggiunge la notorietà all’inizio degli anni novanta, protagonista della Young British Art (di cui fanno parte artisti come Damien Hirst e Tracey Emin), con opere di grande sensazionalità mediatica, sorprendenti o drammaticamente paradossali, la prima delle quali fu Self (foto a sin.), che riproduce la sua testa ottenuta con 5 litri del suo sangue congelato, mentre la più recente, Sky, come un inquietante leitmotiv, ricostruisce la testa del figlio dell’artista utilizzando la placenta ed il cordone ombelicale del bambino. La forza espressiva della ricerca estetico-concettuale dell’artista inglese è orientata soprattutto alla trattazione dell’ ‘essere umani’, con tematiche di grande interesse ed attualità e una costante riflessione sulla Natura, la vita e la morte, in cui l’arte svela spesso verità rovesciate o enigmatiche: “così, nell’immagine serena di un fiore si svela il ghigno di una celata decomposizione, allo stesso modo in cui un miscuglio ripugnante di sangue e placenta disegna i tratti teneri e commoventi di una nuova vita.”  Nel 2005 realizza Sphynx in cui la modella Kate Moss, presentata in una contorsionistica posa yoga, diviene un simbolo contemporaneo di bellezza assoluta, “una figura eroica e ultraterrena”. Tale effige viene poi ripresa nella sua famosa Siren, esposta recentemente tra dicembre e gennaio al British Museum di Londra, in cui “la statuaria eleganza della modella è plasmata nell’adorazione estatica dell’oro zecchino”. Quinn utilizza anche tecniche “tradizionali” in senso concettuale e simbolico: la famosissima Alison Lapper, esposta nel settembre del 2005 a Trafalgar Square, è il calco in marmo bianco di Carrara del corpo nudo di una amica artista, una donna focomelica e felicemente incinta, e fa parte della serie “The complete Marbles”, in cui, appunto, persone affette da malformazioni fisiche sono rappresentate come naturali discendenti dei modelli delle sculture classiche.  L’artista inglese spazia da sempre anche nel campo della pittura, delle stampe e della fotografia: celebri le serie ‘macro’ di fiori coloratissimi e un po’ minacciosi. “La ricerca di Marc Quinn, anche se apparentemente sembra orientata sul bagliore dell’effetto, della sorpresa, dello scandalo, in realtà vuole sfruttare la evidenza di certi ‘inganni’ linguistici per spezzare la spirale transitoria dell’attualità e misurarsi con il grande mistero della storia.”  [le citazioni sono tratte dal testo di Danilo Eccher]

LA MOSTRA: “Il mito Marc Quinn” – VERONA, Casa di Giulietta, via Cappello, 23. Fino al 27 settembre. INFO: Tel. 045. 8001903
 

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