Rivivono le passioni di un collezionista colto e raffinato: Caravaggio, Guido Reni, Guercino e Mattia Preti nella collezione del Cardinale Pallotta

SALVI GIOVAN BATTISTA detto SASSOFERRATO - Madonna- Ro Ferrarese, Fondazione Cavallini Sgarbi
Non è una storia come tante, quella presentata al pubblico dalla nuova prestigiosa mostra curata da Vittorio Sgarbi a Caldarola (Mc), “Le stanze del Cardinale. Caravaggio, Guido Reni, Guercino e Mattia Preti per il Cardinale Pallotta”, il cui Comitato Scientifico è presieduto da Denis Mahon, e che si annuncia come un evento espositivo di prima grandezza. A fare la differenza rispetto alle normali vicende dell’evoluzione delle collezioni d’arte storiche è il calibro dei pittori amati dal porporato, i maggiori artisti del Seicento, che vengono riuniti grazie a un attento lavoro di ricerca documentaria effettuata a Roma, Bologna e Caldarola e fatti rivivere grazie a importanti interventi di restauro, per restituire al pubblico di oggi il fasto di una stagione artistica di eccellenza.

MATTIA PRETI - Resurrezione di Lazzaro - Genova, Palazzo Rosso
A fare da collante fra le varie figure ed esperienze pittoriche che si ritrovano ad abitare le stanze di una memoria collezionistica finalmente ricomposta, si intravede il sogno di grandezza di un Cardinale, fine politico della Roma barocca e Legato Pontificio in Emilia, raffinato e colto collezionista di opere d’arte, che amava il bello. L’assetto originale della collezione contava più di cinquanta dipinti che la mostra riporta a Caldarola nella seducente cornice del Palazzo dei Cardinali Pallotta, dal 23 maggio al 12 novembre 2009. Laddove non è stato possibile individuare con certezza le opere effettivamente appartenute al prelato marchigiano, si è scelto di esporre tele del medesimo autore e dello stesso soggetto di quelle elencate negli inventari, al fine di restituire al visitatore la suggestione dell’intera raccolta. Sono oltre sessanta le opere in esposizione, prestate da vari musei e collezioni private italiane e straniere. Fra tutti si distinguono i pennelli di Caravaggio, Carlo Maratta, Giovanni Lanfranco, Mattia Preti.

