A Milano, Pinacoteca di Brera, fino al 28 marzo 2010
Carlo Crivelli Madonna della Candeletta, 1430 Olio su tavola Milano, Pinacoteca di Brera © Archivio fotografico della Soprintendenza
Carlo Crivelli è ancora oggi un pittore che sconcerta, impossibile da catalogare?con etichette complessive come ‘gotico’ o ‘rinascimento’.?Veneziano, quasi coetaneo di Bellini e Mantegna lasciò la patria dopo il 1458 e non vi tornò più, trovando nelle signorie e nelle città marchigiane il luogo dove fare apprezzare i suoi polittici, giganteschi e rutilanti di ori ma con dettagli anticheggianti in impeccabile prospettiva, o le sue tavolette dove l’occhio si perde in dettagli verissimi e commoventi.
Nel 1881 i commissari napoleonici convogliarono a Brera ben tredici tavole del pittore, due pale singole e dieci scomparti che componevano due polittici. Per il Bicentenario della Pinacoteca questi dipinti ritornano a Milano, (con l’unica eccezione della pala raffigurante la Consegna delle chiavi, troppo delicata per viaggiare).
Nel 1881 i commissari napoleonici convogliarono a Brera ben tredici tavole del pittore, due pale singole e dieci scomparti che componevano due polittici. Per il Bicentenario della Pinacoteca questi dipinti ritornano a Milano, (con l’unica eccezione della pala raffigurante la Consegna delle chiavi, troppo delicata per viaggiare).

Carlo Crivelli Trittico di Camerino (tavola centrale), 1482 Tempera su tavola Milano, Pinacoteca di Brera © Archivio fotografico della Soprintendenza
La mostra non vuole ricostruire la carriera di Crivelli ma sarà un modo per riflettere sulle logiche che hanno guidato la prima organizzazione di Brera e le politiche di crescita di alcuni importanti musei stranieri nel corso dell’Ottocento.? Inoltre il percorrere in sequenza le opere, tutte eseguite nella parte finale della carriera del pittore fa cogliere in sintesi passaggi cruciali del suo percorso artistico.
Accanto ai dipinti si sono voluti raccogliere oggetti delle categorie più diverse, dai tessili alle ceramiche, dai tappeti alle oreficerie che dimostrano la capacità di Crivelli di tradurre col pennello effetti propri di altre tecniche. Essi testimoniano anche come queste pitture partano da una riproduzione disperatamente puntuale della realtà.
Accanto ai dipinti si sono voluti raccogliere oggetti delle categorie più diverse, dai tessili alle ceramiche, dai tappeti alle oreficerie che dimostrano la capacità di Crivelli di tradurre col pennello effetti propri di altre tecniche. Essi testimoniano anche come queste pitture partano da una riproduzione disperatamente puntuale della realtà.
•LA MOSTRA: “I Crivelli che arrivarono a Brera” - MILANO, Pinacoteca di Brera - fino al 15 febbraio - INFO: Tel. 199199111


