“Prendete un giornale. Prendete un paio di forbici. Scegliete nel giornale un articolo che abbia la lunghezza che voi desiderate dare alla vostra poesia. Ritagliate l’articolo. Tagliate ancora con cura ogni parola che forma tale articolo e mettete tutte le parole in un sacchetto. Agitate dolcemente. Tirate fuori le parole una dopo l’altra disponendole nell’ordine con cui le estrarrete. Copiatele coscienziosamente. La poesia vi rassomiglierà.
Eccovi diventato ‘uno scrittore infinitamente originale e fornito di sensibilità incantevole...” Ecco cosa consiglia Tristan Tzara nel 1920 ed ecco sempre lui esclamare nel Manifesto Dada del 1918 che “Dada non significa nulla” e che “l’opera d’arte non deve essere la bellezza in se stessa perché la bellezza è morta”. Il Complesso del Vittoriano di Roma ospita una delle più imponenti e più complete mostre mai realizzate su Dada e Surrealismo a cura dello storico dell’arte, saggista, poeta e filosofo Arturo Schwarz. Oltre 500 opere tra olii, sculture, readymade, assemblaggi, collage, disegni automatici, ripercorrono nella sua interezza la nascita, il susseguirsi dei Manifesti e delle principali mostre, il cammino figurativo dei tanti protagonisti di questi due movimenti rivoluzionari che tanto potere eversivo hanno avuto tra le avanguardie artistiche del Novecento e tanta influenza hanno esercitato sull’arte successiva alla prima metà del secolo scorso. Un ricchissimo settore di quasi trecento periodici e documenti dada e surrealisti completano questa eccezionale rassegna. In mostra le opere dei precursori tra i quali Chagall, De Chirico, Duchamp, Kandinskij, Klee, Klinger, Gustave Moreau e Munch, dei protagonisti del movimento Dada, da Hans Arp, a Hans Citroen, Ben Hecht Otto Schmalhausen, e Francis Picabia e dei protagonisti del Surrealismo, Jean Arp, Robert Desnos, George Malkine, Man Ray, André Masson, Joan Miró, Pablo Picasso, Pierre Roy, Constantin Brancusi, Victor Brauner, Alexander Calder, Salvador Dalì, Max Ernst, Léonor Fini, Alberto Giacometti, Dora Maar, René Magritte,Henry Moore, Meret Oppenheim, Yves Tanguy.
Max Ernst - Loplop Presente. La bella stagione, 1930 circa Olio su tela, 38 x 46 cm Collezioni Thyssen-Bornemisza
•LA MOSTRA: “Dada e surrealismo riscoperti” - ROMA, Complesso del Vittoriano, Sala Zanardelli - fino al 7 febbraio - INFO: Tel. 06.6780363