Capolavori dell’arte orafa italiana per la Corte Sabauda. Lo spettacolo e la ricchezza delle grandi realizzazioni per la famiglia regnante d’Italia, è protagonista dell’esposizione alla Reggia di Venaria fino al prossimo 10 gennaio

La Venaria Reale presenta così una nuova tappa nel suo percorso di riscoperta degli usi, degli oggetti e delle tradizioni della corte sabauda.
Lo sfarzo e la magnificenza, attraverso i quali si esplicita il prestigio dello Stato e della dinastia, verranno rievocati attraverso i grandi ritratti di parata e busti in marmo delle regine e delle principesse d’Italia, ornate dei loro gioielli, realizzati dai migliori ritrattisti italiani quali Giacomo Grosso e Pietro Canonica. Dall’estro creativo-tecnologico di Riccardo Mazza nascono tre “tableaux vivants” con i ritratti della Regina Margherita e di Maria José di Savoia che si illuminano, attraverso particolari proiezioni sulle speciali lastre in alluminio di grandi dimensioni (150x150 cm), per offrire ai visitatori tutta la brillante e seducente bellezza di diademi, pendenti e collier della Real Casa._ I gioielli sono esposti nel cosiddetto “snodo garoviano”, le quattro grandi sale di rappresentanza che precedono la Galleria Grande realizzate all’inizio del Settecento, dove si svolgevano le grandi cerimonie della corte sabauda.
Il Tesoro di Oropa conserva molti oggetti di oreficeria religiosa, ma anche corone appositamente create per la statua della Madonna in occasione delle sue solenni incoronazioni (1720, 1820, 1920) e i gioielli “civili” donati dai canonici biellesi e dalle principesse di Casa Savoia. Tra questi, la corona in oro, argento, diamanti, smeraldi, rubini, zaffiri, ametiste, quarzo e smalto, realizzata per l’incoronazione della statua della Madonna del 1720 secondo un progetto attribuito a Filippo Juvarra, una pettorina in argento, oro, diamanti, smeraldi, rubini, zaffiri, granato rosalie, del 1758 opera del gioielliere Giovanni Amedeo Tempia, e di Benedetto Giacomino, orafo, gioiello ad andamento triangolare costituito da una composizione complessa di ramages, fiori e volute a nastro in lastra di argento e oro. L’opera si può ascrivere alla tipologia del “devant de corsage”, che a fine Settecento si allunga a triangolo verso il basso per seguire il taglio che disegna la scollatura dell’abito sul corsetto.

I Savoia erano una dinastia antica e al contempo nuova per il neonato regno d’Italia: portamenti, prestigio, abiti e gioielli, tutto contribuisce a creare la regalità. Così appaiono le regine e principesse, immortalate nei loro ritratti aulici. Tra le splendide realizzazioni per le principesse di Casa Savoia, il diadema in diamanti della duchessa d’Aosta creato nel 1895 per Elena di Francia in occasione delle sue nozze con Emanuele Filiberto, il secondo duca d’Aosta. Del gioiello, montato in
oro e argento e completamente tempestato di diamanti di taglio circolare, sopravvive la parte che incorpora i nodi Savoia e le cinque stelle d’Italia. Il diadema era una creazione di Musy, la ditta che dal 1706 ha sede a Torino. Da sempre fornitori della Real Casa e artefici per essa delle maggiori creazioni, i Musy instaurarono con la regina Margherita di Savoia un rapporto privilegiato che vedrà la fantasia e l’ingegno orafo unirsi al prestigio della dinastia sabauda.
L’8 gennaio 1830 si celebrarono a Roma le nozze tra il principe ereditario Umberto e Maria José del Belgio, ultima regina d’Italia. Per l’occasione il principe di Piemonte fece creare dal gioielliere di corte Chiappe di Genova uno straordinario gruppo di gioielli, splendidi esempi di art decò che la principessa indossò in tutte le occasioni ufficiali. In mostra un paio di orecchini pendenti in diamanti, realizzati per il giorno delle nozze, e una spilla con nodi Savoia in platino e diamanti.
•LA MOSTRA: “Diademi e Gioielli Reali / Gran Parterre Juvarriano dei giardini” - VENARIA REALE (TO), Reggia - fino al 10 gennaio. INFO: Tel. 011.4992333








