Il “simbolismo” di Eugenio Prati a Trento 


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 Il suono dell’Angelus, (1897), olio su tela, 82 x 124 cm, Collezione privata

Dal 5 dicembre 2009 al 25 aprile 2010 il Mart, nella sua sede di Trento a Palazzo delle Albere, rende omaggio a Eugenio Prati, uno dei più significativi artisti dell’Ottocento trentino.

 
All’epoca della sua morte, nel 1924, Prendergast era conosciuto come uno dei più importanti modernisti americani di inizi Novecento e in particolare come il primo ad essere stato fortemente sensibile all’arte francese post-impressionista di Cézanne.
La mostra ruota attorno al rapporto fra la produzione pittorica di Eugenio Prati e l’arte verista di fine Ottocento, proprio in quella fase di transizione verso il simbolismo, che l’artista avvicinò grazie ad una serie di relazioni internazionali.
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La spina, (1902), olio su tela, 91 x 148,3 cm, Collezione privata

Si parte quindi dai dipinti veristi di Prati, sia quelli del suo periodo veneziano come quelli più legati ai temi della quotidianità contadina della terra trentina, per arrivare alla sua stagione simbolista influenzata dalla cultura letteraria e musicale di fine secolo. Prati ha inseguito un’idea di pittura molto vicina alla lezione di Giovanni Segantini, privilegiando soggetti legati alla semplicità del quotidiano e della vita rurale, interpretati in chiave lirica e spirituale.
Dai soggetti storici, le tematiche affrontate da Prati sono quindi evolute  verso scene di genere di vita quotidiana della Valsugana e del Tesino, vedute di Venezia o dei paesaggi trentini, per approdare a un simbolismo mistico appreso nella Francia di fine secolo.

•LA MOSTRA: “Eugenio Prati (1842-1907) fra Scapigliatura e Simbolismo..” - TRENTO, Mart Trento - fino al 25 aprile .  INFO: Tel. 800.397760
 

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