Al Museo del Patrimonio Industriale, Fornace Galotti di Bologna, fino al 31 maggio

Vista d’insieme di una delle due sezioni della Mostra - Museo del Patrimonio Industriale, Archivio fotografico. Foto R. Bertuzzi

Due motobiciclette M.M. 125 da competizione: tipo Milano-Taranto del 1925 (a destra) e tipo Monza del 1926 Museo del Patrimonio Industriale, Archivio fotografico. Foto R. Bertuzzi
La M.M. della quale Mezzetti fu fondatore, è stata nella prima metà del ‘900 la più importante azienda motociclistica bolognese arrivando ad impiegare 80 operai nella realizzazione di moto eccellenti nelle prestazioni, veloci, affidabili, eleganti. Il successo commerciale era stato favorito da quello sportivo che l’aveva vista rivaleggiava con le grandi marche nazionali conquistando 461 podi con 264 vittorie dal 1924 al 1957, 7 Campionati Italiani Piloti e Marche, 10 Record Mondiali Velocità. Dal punto di vista costruttivo fin dagli inizi la M.M., esempio unico a Bologna, si era caratterizzata per lo studio di progetto e la realizzazione di tutte le parti più significative dei suoi modelli, dal motore alla ciclistica. La competenza e la predisposizione all’innovazione di Mario Mazzetti avevano fatto si che le sue moto impiegassero soluzioni innovative, spesso precorritrici nel panorama motoristico nazionale. Tra il 1924 e il 1942 erano stati ben 9 i dispositivi originali da lui ideati, 7 dei quali brevettati, tutti utilizzati sulle M.M.: motore, camera di combustione, cambio, frizione, pompa dell’olio, forcella telescopica idraulica. Ma, a riprova della sua versatilità, egli aveva costruito anche una monoposto di piccola cilindrata, perduta sotto un bombardamento, e progettato un motore stellare per aereo.




