Gli amici di Maeght
La storia di Aimé Maeght che nella galleria parigina rappresentò e divenne amico di alcuni tra i più grandi nomi dell’arte del Novecento. A Ferrara, Palazzo dei Diamanti, cento opere ripercorrono il ventennio d’oro della Galerie Maeght, dal 1945 anno di apertura al 1964. Dal 28 febbraio al 2 giugno 2010

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Aimé Maeght e il suo amato cane Asco alle spalle del Cane di Giacometti il giorno dell’inaugurazione della Fondation Marguerite et Aimé Maeght, 28 luglio 1964 - (particolare) - © foto Jean Mounicq-ANA, Archives Maeght

Bonnard, Matisse, Kandinsky, Braque, Chagall, Miró, Giacometti e molti altri artisti animarono l’universo di Aimé Maeght. Figura chiave della scena artistica del secondo Novecento, egli fu un editore di fama e, soprattutto, fondatore a Parigi di una delle gallerie più influenti e innovative del secolo, nonché, a Saint-Paul de Vence, della Fondation Marguerite et Aimé Maeght, un tempio dedicato alla creazione artistica e un crocevia internazionale di pittori, scultori, poeti, scrittori, musicisti e personaggi della cultura.
Aimé Maeght promosse l’attività di maestri affermati e contribuì alla nascita di una nuova stagione della loro arte. Si dimostrò inoltre attento alle ricerche delle generazioni più giovani, dando prova di saper competere con le gallerie nordamericane protagoniste del rinnovamento artistico del secondo dopoguerra. Per approfondire la conoscenza di un capitolo così avvincente della storia dell’arte moderna, Ferrara Arte organizza la mostra Da Braque a Kandinsky a Chagall. Aimé Maeght e i suoi artisti, che resterà aperta a Palazzo dei Diamanti dal 28 febbraio al 2 giugno 2010. L’esposizione è anche l’occasione per studiare un aspetto della storia dell’arte del Novecento fino ad oggi poco indagato ma assolutamente fondamentale: il mercato dell’arte e i suoi principali animatori, i mercanti e i galleristi.
Un centinaio di opere: soprattutto dipinti, ma anche sculture, ceramiche, disegni, incisioni, affascinanti fotografie e volumi illustrati delle Edizioni Maeght, permettono di ripercorre il ventennio d’oro che intercorre dall’apertura della galleria parigina nel 1945 all’inaugurazione della Fondazione, nel 1964, momento culminante di questa storia sia dal punto di vista creativo che della notorietà internazionale.
Aimé strinse amicizia con due grandi protagonisti dell’arte del Novecento come Matisse e Bonnard, grazie ai quali mosse i primi passi nel mercato dell’arte, abilmente aiutato dalla moglie Marguerite. Negli anni Trenta la coppia aveva aperto un negozio e una stamperia a Cannes. Durante la guerra la donna, rimasta sola a causa della partenza del marito per il fronte, vendette fortuitamente, ad un prezzo esorbitante, un quadro di Bonnard conservato nella stamperia per essere riprodotto. L’artista l’apprezzò e le offrì di vendere altre sue opere. Fu proprio su consiglio di Bonnard e di Matisse che nel 1945 Maeght acquistò la galleria a Parigi, sulla Rive Gauche, inaugurandola con una personale dello stesso Matisse.
Uno dei temi indagati dalla mostra, sarà proprio l’intima amicizia che legava Aimé e Marguerite ai propri artisti, un legame nutrito anche della sensibilità e dell’ospitalità che la donna seppe sempre dimostrare loro. Tramite la figlia di Matisse, Marguerite, nel 1945 Aimé conobbe Braque con il quale in breve nacque un’amicizia profonda e uno scambio fecondissimo. Fondatore del cubismo assieme a Picasso, Braque era allora un maestro indiscusso dell’arte moderna: il contratto in esclusiva che firmò con Aimé e la mostra allestita nel 1947 rappresentarono il primo traguardo importante della carriera del gallerista.

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Aimé Maeght e Duke Ellington alla Fondation Maeght, 1966 - (particolare)-

Una sezione della rassegna è dedicata ad uno degli episodi che fecero più scalpore nella storia della galleria, la memorabile esposizione Le Surréalisme en 1947  organizzata da André Breton e Marcel Duchamp. Si trattava della prima grande mostra surrealista del dopoguerra, che segnava il ritorno a Parigi dei principali protagonisti del movimento dopo l’esilio nordamericano durante gli anni della Seconda Guerra mondiale. In mostra viene riproposto il catalogo con la provocatoria copertina ideata da Duchamp, che presenta, applicata, una protesi di seno femminile in gomma, accompagnata dalla didascalia “si prega di toccare”, in cui viene ribaltato, con spirito dissacratorio, il rapporto tradizionale con l’opera d’arte. La mostra del 1947 fu per Aimé l’occasione per avviare una collaborazione estremamente fruttuosa e stringere una grande amicizia con Alberto Giacometti, che sino alla metà degli anni Trenta aveva militato nelle fila del surrealismo, in seguito abbandonato per tornare a rappresentare la figura.
Tra i grandi nomi che la Galleria Maeght rappresentò in esclusiva c’era anche Chagall, che vi espose per la prima volta nel 1950 una selezione di dipinti, gouaches, incisioni e ceramiche. La sezione a lui dedicata riunisce un analogo ventaglio di tecniche esplorate dall’artista russo per ricreare visivamente il proprio mondo poetico.
Aimé spaziò dall’arte figurativa all’arte astratta, seguendo una propria poetica personale e una ricerca instancabile della qualità. Per queste ragioni, due anni dopo l’esposizione surrealista, Maeght organizzò una grande mostra dedicata all’opposto versante dell’astrazione. Vi riunì artisti di diversa provenienza, come Kandinsky e Léger. Tra le presenze più assidue della galleria vi furono poi due personalità come Miró e Calder entrambi legati ai Maeght da un contratto di esclusiva e da una solida amicizia. Con il suo atteggiamento sperimentale e le sua propensione per la grafica, Miró fu l’artista che meglio seppe valorizzare la strumentazione e l’esperienza tecnica offerta dai Maeght in quell’ambito.
Nel giro di pochi anni la Galleria si era imposta come il principale punto di riferimento dei maestri riconosciuti del movimento moderno. La mostra si chiude con un’ampia sezione dedicata alla Fondazione, un progetto che, sin dalla sua genesi, deve molto agli artisti di Aimé. Dopo la tragica morte del figlio giovanissimo del gallerista, Bernard, Braque e Léger lo incoraggiarono ad aprire in sua memoria un centro dedicato all’arte moderna. Maeght raccolse l’idea e pose mano alla realizzazione di un luogo dove i diversi linguaggi espressivi potessero dialogare tra loro, in una sorta di “opera d’arte totale”.

•LA MOSTRA: “Da Braque a Kandinsky a Chagall. Aimè Maeght e i suoi artisti” - FERRARA, Palazzo dei Diamanti - dal 28 febbraio al 2 giugno.  INFO: Tel. 0532.244949


 

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