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RoyPop
Una mostra dedicata all’artista Pop Roy Lichtenstein, apre il 2010 alla Triennale di Milano. Oltre 100 opere raccontano la carriera del pittore americano diventato famoso per i quadri dai colori sgargianti e ricoperti da puntini

Di Domizia Dalia

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Roy Lichtenstein, Red Horsemen (partic.),1974


Dopo le antologiche dedicate ad Andy Warhol, Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, la Triennale di Milano ospita, fino al 30 maggio, una retrospettiva interamente concentrata sull’arte e sul personaggio di Roy Lichtenstein, pittore americano diventato famoso per i quadri dai colori sgargianti e ricoperti da puntini. Un modo di dipingere del tutto nuovo, un ritorno alla figurazione dopo gli anni in cui, negli Stati Uniti, gli artisti tendevano unicamente a cavalcare l’onda dell’espressionismo astratto. Nessuno, allora, poteva immaginare il successo che Roy avrebbe avuto con i suoi lavori entrando, così, di diritto nei libri di storia dell’arte poiché considerato tra i padri della Pop-Art.
Lichtenstein, comincia il suo percorso negli anni cinquanta, ma deve aspettare il 1961 per introdursi all’interno del giro di quelli che contano. E’ il mercante d’arte più famoso di New York, Leo Castelli, a volerlo nella sua scuderia insieme agli artisti più apprezzati come Jasper Johns e Robert Rauschenberg.
“Si presentò con i suoi dipinti sotto braccio. Era il 1961 ed ero molto meravigliato da quello che stava realizzando Roy, dall’uso che faceva della pubblicità, dei fumetti e così via. Non capivo esattamente di cosa si trattasse. Nel mio caso, era stato ancora una volta un certo spirito dadaista ad avermi colpito”.
Con queste parole Leo Castelli spiega come intravide fin da subito la novità nell’operazione di Lichtenstein: riuscire a mettere in discussione il dogma del modernismo, che imponeva di creare degli originali. E’ lui, infatti, il primo artista che teorizza un’estetica capace di trasformare una copia in un autentico, grazie ad un processo di decontestualizzazione e di svuotamento del messaggio originario.
Lichtenstein analizza la struttura dell’immagine rubata dai fumetti, dalle pubblicità, da tutto ciò che i moderni mezzi di comunicazione di massa rendevano comuni e banali. Ci si trova di fronte ad un’operazione spiazzante, l’astrazione, da un punto di vista puramente artistico, non viene più considerata come l’unica possibilità data ad un artista del dopoguerra per essere in sintonia con lo spirito del tempo.
E’ questo il nuovo clima in cui nasce la Pop-Art, un movimento che prende le distanze dalla dimensione soggettiva ed emozionale dell’atto creativo -tanto caro agli espressionisti astratti- e che, nel caso di Lichtenstein, si manifesta sia attraverso un’immagine bidimensionale, sia con l’appiattimento del colore ed infine con la ripresa della tecnica tipografica. L’artista azzera, in questo modo, il contenuto espressivo dell’immagine riprodotta, rendendola subito riconoscibile come propria grazie al suo moderno linguaggio figurativo.
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Roy Lichtenstein, Girl with Tear I (partic.),1977

Il concetto, la forma, l’appropriazione, nulla viene trascurato da Gianni Mercurio, curatore della mostra. Un percorso espositivo suddiviso in sezioni tematiche che seguono un andamento puramente cronologico. Si parte dai primissimi lavori degli anni cinquanta fino alle ultime composizioni degli anni novanta. Si delinea in questo modo, sala dopo sala, l’evoluzione dello stile e del linguaggio di Lichtestein, che partendo dalle prime appropriazioni degli artisti europei -tra cui Picasso, Cézanne, Monet- rielaborate usando soggetti tipici della cultura americana, arriva alla definizione della sua identità artistica sancita con la consacrazione dell’ “oggetto stampato” ingrandito fino ad evidenziare il retino tipografico con tutti quei puntini che diventano, per Roy, un vero e proprio elemento pittorico.
Un’artista che con il suo gusto per la citazione ha gettato le fondamenta di tutta l’arte postmoderna.

•LA MOSTRA: “Roy Lichtenstein. Meditations on Art” - MILANO, Triennale - fino al 30 maggio.  INFO: Tel. 02.72434208

 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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