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Belle statuine
Tra arte ed industria, l’avventura delle ceramiche Lenci nel decennio d’oro: 1927-1937

di Domizia Dalia

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Giovanni Grande, I Dioscuri 1, collezione privata

Tra coloro che si ricordano delle bambole, dei pupazzi, e degli accessori di moda in “pannolenci” forse non tutti sanno che la stessa azienda produsse piccole sculture d’arredo in ceramica diventate dei veri e propri oggetti di desiderio per la borghesia di inizio Novecento. Oggi una mostra curiosa e dal taglio insolito, ospitata fino al prossimo 27 giugno presso Palazzo Madama, a Torino, ripercorre la storia della manifattura Lenci con particolare riferimento alla produzione di sculture di ceramica create nei laboratori torinesi a cavallo tra il 1927 e il 1937.
L’avventura Lenci, è un’esposizione che evidenzia l’audacia di un marchio, che sfidò il mercato proponendo nuove mode e un nuovo gusto internazionale.
Nelle diverse sale si ripercorre il decennio d’oro delle sculture Lenci, quelle capaci di fondere insieme due poli che fino a quel momento erano considerati opposti ed inconciliabili: quello dell’arte e quello dell’industria e della produzione in serie; ci si trova di fronte ai primi esempi di design concepiti col significato attuale del termine. I curatori Valerio Terraroli - dell’Università di Torino- ed Enrica Pagella - Direttore di Palazzo Madama- hanno raccolto oltre cento sculture in ceramica, provenienti da numerosi collezionisti privati, insieme a diversi gessi preparatori, disegni e bozzetti che permetteranno al pubblico di apprezzare la qualità artistica delle ceramiche Lenci e di coglierne le diverse fasi produttive, da quella creativa a quella industriale.
Bisogna tornare indietro nel tempo di quasi un secolo per capire l’importanza non solo artistica, ma soprattutto industriale delle aziende manifatturiere italiane, orgoglio e vanto della società moderna dei primissimi anni del secolo scorso.
Un viaggio che ci riporta al 1919, anno in cui i coniugi Scavini, fondarono l’azienda Lenci diventata in poco tempo importante per la produzione di giocattoli, articoli di vestiario e piccoli arredamenti per la casa.
La novità arrivò solamente dopo la visita all’esposizione internazionale di Parigi nel 1925, nella quale gli Scavini poterono scoprire il gusto moderno Art Déco e ammirare le ceramiche italiane prodotte da Richard-Ginori e ideate da Gio Ponti.
E’ in questo momento che si colloca la svolta dell’azienda Lenci pronta a ritagliarsi una nuova fetta di mercato, rivolgendosi ad un pubblico molto sensibile alle novità e sempre alla ricerca di oggetti superflui, ma dal gusto estetico moderno.
In questo settore le sculture in ceramica si collocavano benissimo, diffondendosi rapidamente e diventando anche oggetto di ricerca di appassionati collezionisti. Il successo fu immediato, arrivarono ordini da tutto il mondo, i dipendenti salirono a 600 e l’industria Lenci arrivò a concorrere con l’inarrivabile Richard-Ginori.
Lenci puntò sull’originalità coinvolgendo nell’ideazione e nella produzione di ceramiche molti artisti: Mario Sturani, forse l’autore più creativo e fedele alla ditta, Giovanni e Ines Grande, Elena Scavino, Felice Toselli, Gigi Chessa, Sandro Vacchetti, Abele Jacopi, Nillo Feltrami, Claudia Formica. Artisti diversi tra loro, che proposero soluzioni personalissime e dai differenti temi.
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Mario Sturani, Regime secco, collezione privata

Tra il 1926 e il 1927 furono elaborate le prime serie di sculture di statuine per l’arredo della casa moderna. L’ispirazione dei soggetti e delle forme prese spunto da svariate fonti: dai ritagli delle riviste di arredo e di costume, come “Vogue” ed “Art et Decoration”, dai cataloghi delle esposizioni, dalle illustrazioni di Charles Martin, dai cristalli boemi incisi, dai vetri di Venini, dalle fotografie di personaggi dell’alta società del tempo, insomma tutto il mondo moderno di quegli anni, senza dimenticare gli esempi già prodotti da aziende internazionali come la Wiener Werkstätte e Rosenthal.
Il gusto Lenci era composto da un mescolanza di generi, dai modellini giocosi ed ironici, ispirati alle invenzioni di Fortunato Depero, a scene di vita popolare, da temi naturalistici a nudi femminili di ninfe e principesse.
Una parabola creativa breve, quella delle ceramiche artistiche Lenci, messe in difficoltà dalla grande crisi del 1929 che portò gli Scavini alla cessione dell’azienda nel 1933. In seguito si continuarono a produrre le statuine sia riproponendo i modelli del catalogo storico sia adattandosi alle nuove richieste di mercato che certo non lasciavano più spazio alla raffinatezza del gusto e della realizzazione.
Una mostra che vuole rileggere, attraverso un’azienda, anche lo spirito sociale e culturale di una Torino nuova diventata, ormai, ex capitale del Regno d’Italia.


•LA MOSTRA: “Arte e industria a Torino. L’avventura Lenci. Ceramica d’arredo 1927 - 1937”  -  TORINO, Palazzo Madama, Sala del Senato - fino al 27 giugno. INFO: Tel. 011/4433501 - http://www.palazzomadamatorino.it

 

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