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COLLEZIONARE CORNICI ANTICHE
Viaggio alla scoperta di una protagonista dell’arte. Inizia con questo numero un approfondimento sul collezionismo di cornici d’epoca, attraverso la storia, l’evoluzione, le interviste con gli esperti


a cura di Carlo Rossetti

“La cornice e’ la piu’ bella invenzione della pittura”, questa affermazione del grande pittore impressionista Auguste Renoir, celebra alla fine dell’800 l’oggetto che nell’arco dei secoli ha accompagnato la pittura nella sua evoluzione celebrando l’estro e il genio di scultori dal nome illustre, ma anche la grande perizia di ignoti artigiani che sono entrati nella storia dell’arte applicata. Collezionare ha dedicato in passato articoli e ricerche sull’argomento, è nostra intenzione ritornare più frequentemente sulla cornice antica, al fine di fornire aggiornamenti, notizie e curiosità ai collezionisti e agli appassionati che seguono con interesse questo affascinante settore del mercato antiquario. Nella grotta di Lascaux dove nacque l’arte, gli studiosi hanno cercato senza risultato  qualcosa che potesse limitare l’insieme del graffito, per interpretare il rapporto intellettivo dell’incisore fra oggetto e spazio. Occorre arrivare al mondo romano per avere un riscontro tangibile; i mosaici rinvenuti nei vari siti archeologici presentano varie geometrie lineari che costituiscono una sorta di cornice per il tema proposto. Anche negli affreschi dalla Grecia a Roma fino all’età carolingia viene introdotto l’uso della bordura dipinta quasi esistesse la necessità di creare un limite allo spazio. L’aspetto di una parete intonacata cambia sostanzialmente nel momento in cui presenta una traccia di contorno, si supera in tal modo una forma casuale e si arriva ad una forma definita. E’ l’esigenza estetica del nostro occhio che preferisce osservare una superficie con limiti precisi, per questo il formato appare una ricerca più necessaria che casuale. Con l’introduzione del dipinto su tavola, nel secolo XIII la cornice assume un ruolo autonomo quando la parte centrale del pannello destinato ad ospitare la pittura, viene ribassata rispetto al perimetro per determinare un contorno o bordo periferico, ha così origine il primo modello di cornice. Dalla trasformazione di questo sistema costruttivo, si pone la base per la creazione della pala d’altare, costituita nei suoi esempi più complessi dalla connessione di più tavole. Dal ‘300 al ‘400 l’evoluzione della tecnica porta ad accorgimenti finalizzati alla conservazione del dipinto. Basta pensare alla creazione di apposite fessure fra le tavole opportunamente chiuse da strisce di tessuto gessate uniformemente con tutta la superficie.
Era questo il sistema per evitare che il restringimento della tavola creasse crepe o fessure sulla superficie pittorica. In questo contesto l’evoluzione dei primi elementi architettonici quali il timpano e gli archi comparsi nel secolo precedente, portarono alla realizzazione di strutture formate da colonne tortili, lesene e pilastri appoggiate sulla stessa base definita predella, decorata generalmente con rappresentazioni ispirate al dipinto stesso. Varie tavole unite con una parte centrale più grande e parti laterali più ridotte divise da vari elementi architettonici danno origine ai grandi trittici e polittici ispirati dalle facciate delle cattedrali del gotico europeo   (...Continua )


 

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