Il fotografo inglese in mostra a Palazzo Magnani fino al 18 luglio 2010

Michael Kenna, Campo San Vio, Canal Grande, Venezia, 2007
La grande fotografia torna protagonista a Palazzo Magnani, il bellissimo spazio espositivo di Reggio Emilia che ha già ospitato nei suo 13 anni di attività, i più importanti fotografi e fotoreporter del mondo, da André Kertész a Eugene Smith, da Luigi Ghirri a Arnold Newman, da Edward Curtis a James Nachtwey, da Werner Bischof a Edward Steichen.
Saranno le immagini di Michael Kenna, uno dei maestri internazionali della fotografia di paesaggio, ad arricchire le stanze dello storico palazzo reggiano con la mostra Immagini del settimo giorno, fino al 18 luglio prossimo.
L’esposizione presenta 290 fotografie in bianco e nero del maestro inglese, ma americano d’adozione, in grado di ripercorrere tutto il suo iter creativo. Tra queste, 200 costituiscono il vero e proprio percorso antologico, 35 documentano lo sguardo sul territorio reggiano, frutto di ricognizioni sul campo compiute negli ultimi tre anni, 35 si misurano con il perenne fascino di Venezia e 20 ripropongono uno dei cicli storici di Kenna, quello sui campi di concentramento e di sterminio nazisti.
Come sottolinea Sandro Parmiggiani: “da quando conosco il lavoro di Michael, vi ho sempre immediatamente colto, e amato, una sorta di respiro lento e profondo del mondo, come se il silenzio fosse finalmente sceso sulla terra....”.
Saranno le immagini di Michael Kenna, uno dei maestri internazionali della fotografia di paesaggio, ad arricchire le stanze dello storico palazzo reggiano con la mostra Immagini del settimo giorno, fino al 18 luglio prossimo.
L’esposizione presenta 290 fotografie in bianco e nero del maestro inglese, ma americano d’adozione, in grado di ripercorrere tutto il suo iter creativo. Tra queste, 200 costituiscono il vero e proprio percorso antologico, 35 documentano lo sguardo sul territorio reggiano, frutto di ricognizioni sul campo compiute negli ultimi tre anni, 35 si misurano con il perenne fascino di Venezia e 20 ripropongono uno dei cicli storici di Kenna, quello sui campi di concentramento e di sterminio nazisti.
Come sottolinea Sandro Parmiggiani: “da quando conosco il lavoro di Michael, vi ho sempre immediatamente colto, e amato, una sorta di respiro lento e profondo del mondo, come se il silenzio fosse finalmente sceso sulla terra....”.











