Continua con questo numero il nostro approfondimento sulla cornice d’epoca: Carlo Rossetti, esperto e collezionista, traccia le fasi salienti della storia e dell’evoluzione di questo prezioso oggetto d’arte

Gentile da Fabriano “l’Adorazione dei Magi”, 1423 (particolare)
•a cura di Carlo Rossetti
La realizzazione del trittico e del polittico trae ispirazione dagli elementi architettonici propri dei luoghi di culto per i quali venivano progettati, la sezione richiamava nella forma la pianta della chiesa di cui avrebbe decorato l’ambiente; il pannello più alto corrisponde alla navata centrale e i pannelli inferiori alle navate laterali. Si integravano con armonia nell’ambiente circostante poiché l’incorniciatura era eseguita in rapporto alla ricerca scultorea degli interni e spesso venivano disegnate dai progettisti dopo aver studiato e realizzato le sezioni del pulpito e degli altari. Gentile da Fabriano nel 1423 con l’Adorazione dei Magi compie un passo fondamentale nella concezione della cornice come struttura indipendente: per la prima volta si realizza un contenitore a se stante e autoportante. Nella prima metà del ‘400 nuove tecniche innovative e lo studio della prospettiva, trasformano la pittura. La ricerca di spazi sempre più grandi per riportare un’unica scena valorizza la dimensione orizzontale, si abbandona lo slancio verticale del gotico, seguendo le nuove esigenze pittoriche che prediligono il formato quadrato o rettangolare. Dall’imitazione della facciata di un edificio nasce la cornice a tabernacolo, formata da un basamento alle cui estremità si alzano due colonne o due lesene che possono essere scanalate o decorate da motivi vegetali sulle quali si appoggia un architrave. In questo frangente Leon Battista Alberti nel trattato sulla pittura illustra il principio che caratterizza la sua attività di pittore: un quadrato grande quanto l’artista desidera che rappresenta una finestra dove guardare quello che sarà dipinto. E’ una rivoluzione, si supera lo statico concetto monoblocco della cornice gotica che riproduce la facciata della chiesa in cui sarà collocata e si arriva al concetto di cornice rinascimentale: una struttura architettonica inserita nella parete, un perimetro che delimita una sorta di finestra che incornicia lo spazio evidenziando la profondità del dipinto.
La realizzazione del trittico e del polittico trae ispirazione dagli elementi architettonici propri dei luoghi di culto per i quali venivano progettati, la sezione richiamava nella forma la pianta della chiesa di cui avrebbe decorato l’ambiente; il pannello più alto corrisponde alla navata centrale e i pannelli inferiori alle navate laterali. Si integravano con armonia nell’ambiente circostante poiché l’incorniciatura era eseguita in rapporto alla ricerca scultorea degli interni e spesso venivano disegnate dai progettisti dopo aver studiato e realizzato le sezioni del pulpito e degli altari. Gentile da Fabriano nel 1423 con l’Adorazione dei Magi compie un passo fondamentale nella concezione della cornice come struttura indipendente: per la prima volta si realizza un contenitore a se stante e autoportante. Nella prima metà del ‘400 nuove tecniche innovative e lo studio della prospettiva, trasformano la pittura. La ricerca di spazi sempre più grandi per riportare un’unica scena valorizza la dimensione orizzontale, si abbandona lo slancio verticale del gotico, seguendo le nuove esigenze pittoriche che prediligono il formato quadrato o rettangolare. Dall’imitazione della facciata di un edificio nasce la cornice a tabernacolo, formata da un basamento alle cui estremità si alzano due colonne o due lesene che possono essere scanalate o decorate da motivi vegetali sulle quali si appoggia un architrave. In questo frangente Leon Battista Alberti nel trattato sulla pittura illustra il principio che caratterizza la sua attività di pittore: un quadrato grande quanto l’artista desidera che rappresenta una finestra dove guardare quello che sarà dipinto. E’ una rivoluzione, si supera lo statico concetto monoblocco della cornice gotica che riproduce la facciata della chiesa in cui sarà collocata e si arriva al concetto di cornice rinascimentale: una struttura architettonica inserita nella parete, un perimetro che delimita una sorta di finestra che incornicia lo spazio evidenziando la profondità del dipinto.




