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L'amore per il bello
Aspetti inconsueti del collezionismo degli Este in mostra ad Aosta. Al Museo Archeologico Regionale, fino al 1° novembre 2010

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Lelio Orsi Scene di diluvio mitologico con cavalli marini. Affresco dalla ‘stufa’ di Novellara.Modena, Galleria, Museo e Medagliere Estense (particolare)

Il titolo di questa mostra, Rinascimento privato, si rifà a quello del celebre romanzo storico con cui Maria Bellonci vinse lo Strega nel 1986. Non a caso: questa esposizione fa rivivere l’atmosfera culturale che permeò la Corte e la Dinastia dei Principi d’Este tra Ferrara e Modena, alla stregua di quanto Isabella d’Este, che del volume della Bellonci è la protagonista, racconta di sé e della Corte dei Gonzaga. Per questa esposizione giungerà ad Aosta una sequenza di capolavori dall’Antichità romana fino al pieno Rinascimento, a illustrare per la prima volta al pubblico la ricchezza e la varietà di una delle più antiche raccolte principesche europee, quella di Casa d’Este, appunto. Ricchezza e varietà che, nel caso della dinastia fondata da Leonello, colui che alla metà del Quattrocento fece di Ferrara - capitale del suo Ducato - uno dei principali centri della cultura umanistica, non è solo testimonianza di potenza economica ma segno di precisi interessi e passioni culturali. Le medesime che coinvolsero Isabella, andata sposa a Francesco II Gonzaga. Tutte le opere arriveranno dalla Gallerie Estense di Modena. E’ in quella città, infatti, che trovarono corte gli Este dopo che la prima loro capitale, Ferrara, venne “devoluta” allo Stato Pontificio.

La mostra, attraverso una sintesi di quanto si è conservato attraverso quattro secoli di vendite e dispersioni, rievoca per il visitatore l’atmosfera di uno studiolo, ambiente riservato all’otium del principe, nel quale erano conservati gli oggetti più rari e preziosi, simbolo delle ambizioni culturali del principe stesso. Questi oggetti esemplificano straordinariamente l’amore per l’Antico che contraddistinse l’umanesimo di Leonello d’Este, la magnificenza di Borso, le passioni antiquarie di Alfonso I e dei cardinali Ippolito I e Ippolito II. Le ricche raccolte numismatiche sono ben rappresentate dal nucleo di 117 monete d’oro. E ancora, 500 gemme finora mai presentate al pubblico, costituiscono in mostra il nucleo centrale delle Antichità estensi. Personificazioni, divinità, simboli e magiche raffigurazioni accomunano le gemme ad altre opere di arte suntuaria, come alla pittura e alla scultura, alle quali vengono accostate in mostra opere significative delle collezioni estensi. Nel percorso di mostra una trentina di altre opere: affreschi, dipinti, bronzi di piccolo formato, trionfi da tavola, una preziosa zuccheriera in lapislazzuli, testimoniano come le raffigurazioni e i simboli propri dell’Antichità confluiscano stupendamente nella cultura rinascimentale di cui si appropria il variegato gusto collezionistico di casa d’Este.
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Lelio Orsi Scene di diluvio mitologico con cavalli marini. Affresco dalla ‘stufa’ di Novellara.Modena, Galleria, Museo e Medagliere Estense (particolare)

•LA MOSTRA:  “Rinascimento privato. Aspetti inconsueti del collezionismo degli Este, da Dosso Dossi a Brueghel” - AOSTA, Museo Archeologico Regionale - dal 12 giugno al 1° novembre - INFO: Tel. 0165.275902

 

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