L’Impero della moda
Milano alla Triennale costumi accessori e stampe di epoca napoleonica testimoniano il ruolo determinante che la moda svolse per la rinascita del paese dopo la Rivoluzione

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Jacques Louis David “Consacrazione dell’Impero Napoleone I e incoronazione della Pricipessa Josephine” (particolare)

Napoleone e la moda. Un inconsueto accostamento. Il fondatore del primo Impero della Francia, viene associato d’emblée  alla vita politica e militare di questa nazione e non di certo al lato più frivolo, quello legato al costume. Poche persone, infatti, sanno che la moda ha svolto un ruolo determinante nella rinascita del Paese dopo il difficile periodo della Rivoluzione e del Terrore  dal quale i francesi, come scrisse Hortense Beauharnais, uscirono disperati e disillusi.
Questi aspetti meno conosciuti del periodo Napoleonico (1795 - 1815) vengono affrontati nella nuova mostra Napoleone e l’ Impero della Moda organizzata presso la Triennale di Milano. Fino al prossimo 12 settembre, sarà infatti possibile immergersi nella società di quegli anni e seguirne l’evoluzione attraverso numerosi costumi dell’epoca. Una panoramica completa con oltre 50 capi, affiancati da una ricca selezione di accessori, di stampe e dell’archivio di Costume Parisien, la prima rivista di moda della storia.  Napoleone Bonaparte fu artefice di una profonda trasformazione della società, per primo capì l’importanza della moda e la utilizzò come uno strumento politico sia per la rinascita economica dell’industria tessile francese sia per amalgamare la vecchia nobiltà con la nuova élite della borghesia, nata dalle ceneri della Rivoluzione.

Si tratta di due classi sociali completamente diverse tra loro: una legata alle buone maniere dell’Ancien Régime, ma non più ricca e potente,  l’altra composta di parvenu ricchi di denaro, ma non di cultura. Moda e mondanità furono, quindi, utilizzate per riunire queste due realtà così distinte. L’astuto progetto di Napoleone assecondò le brame di ostentazione dei nuovi ricchi grazie ad un genere di vita mondana capace di attrarre anche la società dei nobili che avevano sempre guardato con disprezzo i nuovi arrivati. Un’operazione geniale che, in breve tempo, trasformò i parvenu del Direttorio in una classe di potere accettabile dal resto dell’Europa, grazie al gusto e alle buone maniere assimilate dalla vecchia aristocrazia.
In questa esposizione si ripercorrono le tappe delle trasformazioni sociali generate anche dallo sviluppo industriale e commerciale che ha lasciato una larga impronta nel mondo, ancora visibile oggi. Infatti, proprio in quegli anni, a cavallo tra il XVIII e XIX secolo, nascono e si diffondono le prime professionalità legate al mondo della moda, i primi grandi sarti, i parrucchieri di grido, i lussuosi negozi, le pubblicazioni antenate delle più recenti riviste femminili, insomma la passione per la moda intesa in senso moderno.  Un percorso curato da Cristina Barreto e Martin Lancaster, ricercatori e consulenti tessili del periodo Napoleonico che per l’occasione hanno messo a disposizione la loro collezione privata creata negli anni e che evidenza la reale passione per questo preciso momento storico.
Si comincia con il Direttorio - spiegano i curatori -  sensuale e stravagante; sobri e rispettabili invece, i costumi della Restaurazione borbonica, a cui si giunge movendosi tra le sale, fino a sfiorare il puritano pudore vittoriano. La radicale trasformazione della moda maschile, al passo con quella femminile, virile e democratica; la figura del militare onnipresente in questo periodo. Infine, un’ampia raccolta di stampe, immagini e oggetti del periodo e un archivio storico di Costume Parisien, la prima rivista di moda della storia, completano questo viaggio nella storia, illuminandoci, non senza un pizzico di ironia, sulle radici del fashion system di oggi.
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“Le Bon Genre” 49, editore La Mésangère: Le Baiser deviné

•LA MOSTRA: “Napoleone e l'Impero della Moda 1795 - 1815” – MILANO, Triennale di Milano - dal 16 giugno al 12 settembre - INFO: Tel. 02.724341
 

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