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I luoghi dell'anima

Edvard Munch e la pittura scandinava a Passariano di Codroipo (UD) dal 25 settembre prossimo
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Edvard Munch "Melancolia", 1894-1896

Servizio di DOMIZIA DALIA

“Non si deve dipingere un quadro in modo volutamente falso o freddo. Potrà risultare sbagliato o non rispondente al vero, ma sarà realizzato con sentimento”
Edvard Munch non era un poeta, ma un pittore. Un artista capace di usare le pennellate come fossero parole e i colori come fossero rime, creando così tele ricche di armonia e dai contenuti forti, a volte romantiche a volte drammatiche nella loro realtà.
Un sentimentalismo che in Europa ha identificato un’epoca e che nei paesi del Nord quali Norvegia, Svezia, Danimarca e Finlandia si evidenzia tra la seconda metà del XIX e il primo decennio del XX secolo.  E’ questo l’arco temporale e l’area geografica esaminata per l’ultima mostra proposta a Villa Manin, a Passariano di Codroipo (Udine), che dal 25 settembre apre al pubblico con il titolo Munch e lo Spirito del Nord.
Una rassegna insolita per l’area geografica presa in considerazione che spesso è messa in secondo piano rispetto a Germania e Francia, i cui artisti dominavano la scena internazionale di quegli anni, facendosi promotori del Romanticismo e dell’Impressionismo.

Sono 120 i dipinti esposti, suddivisi in cinque sezioni differenti, l’ultima delle quali dedicata interamente ad Edvard Munch con ben 35 opere autografe. Come fosse una mostra nella mostra quest’ultima sezione tira le somme della diffusione e dello sviluppo dell’arte nella Scandinavia nel secondo Ottocento.
Il focus tematico dell’intera esposizione, si concentra sulla pittura di paesaggio, ispirata ai territori incontaminati del Nord Europa, senza tralasciare, peraltro, gli studi dedicati al ritratto e alla figura umana.
Il riferimento alla natura è un tema dominante per i popoli nordici ed è capace di trasmettere emozioni uniche - evocate dal silenzio, dalla solitudine, dall’assoluto - tipiche di quel Romanticismo, di derivazione tardo-settecentesca che sicuramente influenzò gran parte degli artisti scandinavi.
L’arte stava attraversando un periodo di transizione e anche in questa parte d’Europa, si avviava il lento processo di allontanamento dalla tradizione accademica - tipica della prima metà dell’Ottocento - e in quegli anni cominciava a virare verso un realismo pittorico più in linea con la vita culturale dell’epoca.
Le scoperte del “vero naturale” e della nuova luce, si affrancano dalla vecchia nozione di paesaggio ancora post-settecentesco.
Le nuove tendenze realistiche non lasciano da parte l’anima; la soggettività dell’autore traspare dalle opere, specialmente in Munch, il più talentuoso pittore della nuova generazione.
La mostra prende in esame l’artista a partire dai suoi esordi, nell’ultimo decennio del XIX secolo, che lo legano al pittore norvegese Christian Krohg (1852-1925), considerato già allora il principale esponente del naturalismo norvegese e maestro dei giovani artisti. Munch inizia la sua carriera artistica ufficialmente nel 1883, quando presenta per la prima volta un suo dipinto all’Esposizione d’Autunno, il Salon norvegese creato su stampo di quello più famoso che si teneva a Parigi.
La stampa notò subito Munch, individuando immediatamente nella luce e nei forti abbinamenti dei colori le caratteristiche che rendono questo pittore così moderno ancora oggi e che interpreta un’arte che si allontana dalla tradizione pittorica norvegese, come si può notare osservando alcuni quadri delle sale precedenti.
Un’arte che si avvicina alla letteratura e si fa portatrice di significati ben più intensi ed intimi. Lo stesso Munch scrisse: “Dovevo andare alla ricerca di sensazioni che toccassero il mio più intimo essere”.
L’arte diventa così uno strumento per analizzare l’inconscio e il curatore della mostra Marco Goldin è riuscito a costruire un’esposizione che nel suo insieme rende evidente come la pittura del Nord rappresenta non soltanto luoghi fisici, ma anche e soprattutto luoghi dell’anima.
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Laurits Andersen Ring  “Inizio di primavera. Motivo tratto da Melby. Frederiksværk”, 1901 - olio su tela, cm 95 x 146 - Copenhagen, Ordrupgaard

•LA MOSTRA: “Bronzino. Pittore e poeta alla corte dei Medici” - FIRENZE, Palazzo Strozzi - dal 24 settembre al 23 gennaio 2011 - INFO: Tel. 055.2645155 - www.palazzostrozzi.org

 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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