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La ricerca dell’equilibrio
Matisse e Michelangelo inaugurano I colori della felicità, 4 anni di grandi mostre al Museo di Santa Giulia, Brescia. L’esposizione analizzerà la relazione fra scultura e pittura nell’arte di Matisse a partire dall’intenso studio che egli compì dell’opera di Michelangelo

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Henri Matisse, Il lanciatore di coltelli (particolare), tav. 15, Jazz, Paris, Tériade, 1947, tavola a pochoir realizzata con gouache di Linel, 42 x 65 cm, Le Cateau-Cambrésis, Musée départemental Matisse, © Succession H. Matisse by SIAE 2010, Photo Philip Bernard

Per i prossimi 4 anni Brescia sarà protagonista di un’offerta culturale internazionale grazie a un progetto dal titolo I colori della felicità. Si comincia l’11 febbraio 2011 con Matisse e Michelangelo. Fino al 12 giugno 2011, la relazione fra scultura e pittura nell’arte di Matisse a partire dallo studio intenso dell’opera di Michelangelo, compiuto tra il 1906 e gli anni Trenta, aprirà il programma negli spazi del Museo di Santa Giulia. La mostra presenterà circa 120 opere del maestro francese, dai primi anni del secolo fino agli anni ‘50, cui si affiancheranno diversi calchi di alcune delle più importanti sculture di Michelangelo tra cui quelle della Cappella Medici, oltre a un importante disegno originale raffigurante due Veneri. L’esposizione proporrà un inedito percorso nella lunga ricerca, durata più di mezzo secolo, che Henri Matisse (1869-1954) compì per giungere a un’arte che fosse una semplificazione assoluta della pittura, alla luce del suo studio giovanile e poi maturo, della scultura di Michelangelo. L’arte di Michelangelo costituì per Matisse un riferimento e una fonte di riflessione che gli permise di lavorare sul perpetuo rapporto tra linea e volume, disegnando e dipingendo in maniera sculturale.

È proprio il rapporto tra scultura e pittura a esprimere al massimo l’urgenza di Matisse di superare continuamente i propri limiti, ed è la scultura il momento in cui egli si riallaccia più apertamente alla tradizione che lo ha preceduto. Michelangelo è in questo il suo maestro supremo. Del genio italiano condivise la passione sempre insoddisfatta per l’opera, mentre ne ammirò la capacità di sperimentare, fino all’equilibrio estremo, la forza e la tensione che distorcono i corpi. Al capolavoro michelangiolesco L’Aurora - conservata nella chiesa di San Lorenzo a Firenze - Matisse si rifà esplicitamente nel realizzare quella statuetta del Nudo disteso che ricomparirà in tanti dipinti contemporanei. A Michelangelo tornerà per trovare nuove soluzioni spaziali nei tormentati anni Venti. L’eco di questa ricerca spasmodica tra tensione ed equilibrio riaffiorerà nella serie delle odalische di questo periodo, nei disegni, e nelle sculture che le accompagneranno.
La conseguenza del suo intenso interrogarsi sulla plasticità dei corpi in rapporto con il loro sfondo decorativo, troverà infine una soluzione inattesa nella geniale invenzione delle gouaches découpées, che riconcilieranno finalmente l’elemento pittorico e quello scultoreo dell’opera. Egli giunse così al definitivo superamento dell’aspetto bidimensionale e di quello tridimensionale dell’opera fino a creare un nuovo universo di forme colorate che di entrambe hanno mantenuto la capacità di sintesi e la tensione.
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Henri Matisse, Studio per "l'albero della vita", (parte di doppia vetrata della cappella di Vence - particolare), vetro colorato, trasparente e smerigliato, legato con piombo, 62,3 x 91,5 x 2 cm, 1950, Nizza, Musée Matisse, © Succession H. Matisse by SIAE 2010, Photo : droits réservés

•LA MOSTRA: “Matisse. La seduzione di Michelangelo” - BRESCIA, Museo di Santa Giulia - dall’11 febbraio al 12 giugno 2011 - INFO: Tel. 800 775083
 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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