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Puzzle Rinascimentali
Le straordinarie composizioni di Giuseppe Arcimboldo (1527-1593) in mostra a Palazzo Reale. A Milano dal 10 febbraio al 22 maggio 2011
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Particolare: Giuseppe Arcimboldo L’Inverno, 1555-1560 circa - tavola; 84x57 cm - Monaco, Bayerische Staatsgemäldesammlungen (inv. 2040)

Chi non si è imbattuto almeno una volta in una di quelle bizzarre quanto famose teste dell’Arcimboldo? Chi non  è rimasto incantato, stupefatto, divertito di fronte a quelle complicate composizioni? Vegetali, conchiglie, fiori, pesci, animali che messi insieme come tessere di un puzzle danno forma ad un’illusione ottica: ignoti e grotteschi esseri viventi, che sembrano uscire da fiabe fantastiche.
Giuseppe Arcimboldo (1527-1593), artista milanese non può però essere ricordato solo per questo suo personalissimo genere di pittura, anche se per questo è famoso e inconfondibile. La mostra Arcimboldo. Artista Milanese tra Leonardo e Caravaggio, allestita a Palazzo Reale di Milano, consente ai visitatori, fino al 22 maggio 2011, di conoscere non solo la vita, ma anche il contesto nel quale è maturato  uno dei più interessanti e stravaganti artisti del Rinascimento lombardo, che con la sua poliedrica  personalità è riuscito a esprimersi anche in altri ambiti, per i quali è meno conosciuto ma non per questo meno apprezzato.
“Proporre a Palazzo Reale un’esposizione sull’Arcimboldo vuol dire ricollocare l’artista nel contesto d’origine e reinterpretare lo sviluppo dell’arte lombarda coeva e a seguire” - dice l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Massimiliano Finazzer Flory.
Restituire Arcimboldo al suo contesto d’origine è, quindi, il primo scopo di questa mostra, curata da Sylvia Ferino, Direttrice della Pinacoteca Kunshisorishes Museum di Vienna, che per l’occasione presta il numero più corposo di opere.
Un percorso diviso in nove sezioni che avvicina gradualmente il visitatore al mondo di Arcimboldo. Il primo passo è l’analisi della cultura della Milano cinquecentesca, che ne individua i due cardini principali ovvero: le grandi officine milanesi di arti suntuarie - famose in tutta Europa per la qualità e l’eccellenza dei propri manufatti, ai quali è dedicata una sezione - e il genio leonardesco. Da quest’ultimo Arcimboldo è stato sicuramente influenzato, lo dimostrano i disegni grotteschi del grande Maestro,  presenti in mostra tra le opere di altri importanti nomi coevi quali Girolamo della Porta,  Giovanni Antonio de Pedris,  Francesco Melzi, di Giovanni Paolo Lomazzo. L’Ispirazione è rintracciabile in particolar modo nelle fisionomie caricate, nello studio dei corpi e nell’osservazione scientifica della natura. A questo proposito, non dimentichiamo che con la scoperta delle Americhe arrivano in Europa nuove piante e frutti che destano la curiosità di molti e favoriscono lo sviluppo dell’illustrazione naturalistica, per la quale Arcimboldo ha dato numerosi contributi soprattutto in età giovanile


Pochi sanno, inoltre, che Giuseppe Arcimboldo è stato un ricercatissimo artista di corte al servizio degli Asburgo, sotto gli imperatori Ferdinando I, Massimiliano II e Rodolfo II, a Vienna e a Praga, grazie ai quali poté manifestare il suo estro spaziando dai disegni ai dipinti, dalle invenzioni di prodigiosi attrezzi alla coreografia di feste e cortei.
Una personalità moderna che allarga fin da subito i suoi orizzonti artistici, ponendo le basi della cultura visiva seicentesca grazie anche al ruolo giocato sia nello sviluppo della pittura ridicola, esaltata da figure grottesche, che delle nature morte. Proprio queste, ben fatte e veritiere come fossero trompe l’oeil, influenzarono Caravaggio durante la realizzazione del celebre dipinto La Canestra di Frutta della Pinacoteca Ambrosiana. Il cuore della mostra è ovviamente dedicato alle famose teste composte, dipinte in molteplici varianti a partire dal 1563. Grazie al prestito di diversi musei di tutto il mondo, è possibile osservare da vicino anche la celebre Testa reversibile con canestra di frutta e Quattro stagioni in una testa, dipinto scoperto recentemente, nel 2007-2008, durante la preparazione della mostra di Parigi e Vienna. Si tratta di un’occasione imperdibile per confrontare le diverse versioni di teste composte, alla ricerca di significati nascosti, tentando di decriptare il complesso linguaggio di questo pittore. Su questo argomento l’autorevole semiologo e critico francese Ronald Barthes ha scritto Una conchiglia sta per un orecchio: è una metafora. Un ammasso di pesci sta per l’Acqua (dove vivono): è una Metonimia. Il fuoco diventa una testa fiammeggiante: è un’Allegoria. Enumerare frutti, pesche, pere, ciliege, fragole, spighe per lasciare intendere l’Estate è un’Allusione (...) Così procede Arcimboldo, dal gioco alla grande retorica, dalla retorica alla magia, dalla magia alla sapienza.
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Particolare: Giuseppe Arcimboldo Il bibliotecario - olio su tela; 97x71 cm Castello di Skokloster, Svezia (inv. 11616)

•LA MOSTRA: “Arcimboldo. Artista milanese tra Leonardo e Caravaggio” - MILANO Palazzo Reale, Piazza Duomo - dal 10 febbraio al 22 maggio

 

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