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Dagli splendori di corte al lusso borghese
Alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, dal 17 maggio prossimo
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Particolare:  Pannello con coppa di frutta fiori e racemi, eseguito per l’altare della Cappella dei Principi, disegno di Niccolò Betti, 1864, commesso di pietre dure su fondo nero del Belgio, Firenze, Opificio delle Pietre Dure

Il prestigioso Opificio delle Pietre Dure, fu fondato nel 1588 da Ferdinando I de’ Medici, come manifattura artistica specializzata nella lavorazione delle pietre dure. La manifattura continuò la sua attività anche sotto la dinastia lorenese, impegnandosi per oltre tre secoli, fino alla fine del XIX secolo, nella decorazione della Cappella dei Principi in San Lorenzo, ma anche nella creazione di prestigiosi oggetti artistici in pietre dure destinati ad essere donati ai Grandi di tutta Europa. _Di questa splendida stagione produttiva resta testimonianza nel Museo presso la sede storica di via degli Alfani.
Con il Regno d’Italia e la fine del Granducato di Toscana, venne a mancare il principale committente dell’Opificio, che subì una grave crisi e rischiò la chiusura. La mostra in apertura a Palazzo Pitti il 17 maggio, si collega alle iniziative per i 150 anni dell’Unità d’Italia, focalizzandosi sul nuovo percorso apertosi dopo il 1861 per la brillante manifattura artistica.
Fu infatti con l’avvento del Regno d’Italia che l’Opificio di fondazione medicea, dovette modificare il suo status di laboratorio al servizio esclusivo della corte, per aprirsi al mercato e offrire le sue sempre eccellenti creazioni a una clientela privata, fra la quale non mancarono committenti regali, come lo zar di Russia e Ludwig II di Baviera.

Le creazioni che l’Opificio delle Pietre Dure andò realizzando negli ultimi decenni dell’Ottocento, anche quando destinate al ceto borghese allora emergente si distinsero per ricchezza dei materiali e  squisitezza tecnica, patrimonio irrinunciabile dell’antico “commesso fiorentino”. Pannelli parietali, piani di tavolo, cofanetti, sculture in pietre dure e oggetti di arredo, periodicamente inviati alle Esposizoni Internazionali, a partire da quella che nel 1861 celebrò a Firenze l’unità d’Italia, affascinano per lo splendore cromatico delle pietre rare, messe in opera con esercitata sensibilità pittorica, ma anche per le invenzioni decorative aggiornate sul gusto artistico del tempo, delle arti applicate come della pittura e della scultura, esse pure rappresentate in mostra attraverso esempi che restituiscano il tessuto artistico entro il quale operava l’antico laboratorio, con la nuova denominazione di Opificio delle Pietre Dure. A loro volta, le realizzazioni dell’Opificio furono il riferimento quasi obbligatorio per i laboratori privati cittadini di mosaico fiorentino, in ascesa all’epoca presso il pubblico e alle Esposizioni, e dei quali la mostra seleziona le produzioni più significative, alcune delle quali incontrarono il  gusto di Vittorio Emanuele II, che le acquistò per la reggia di Palazzo Pitti.

•LA MOSTRA: “Dagli splendori di Corte al lusso borghese. L’opificio delle pietre dure nell’Italia Unita” -FIRENZE, Galleria d’Arte Moderna Palazzo Pitti - dal 17 maggio all’11 settembre -  INFO: Tel. 055/2388602 - www.unannoadarte.it

 

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