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I TESORI DEL PRINCIPE
Rubens, Brueghel, Rembrandt, Cranach, Hayez, Canaletto ...
Capolavori della Collezione del Principe del Liechtenstein

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Particolare di: Guido Reni, San Giovanni Evangelista che legge, tela 52 x 63 cm

Curata da Johann Kraeftner, Direttore della Collezione del Principe del Liechtenstein e da Gabriele Accornero, Amministratore Delegato del Forte di Bard, la mostra porta in Italia una selezione di opere della più importante collezione d’arte privata esistente al mondo. I principi del Liechtenstein, una delle più antiche famiglie nobili austriache, sono collezionisti da cinque secoli con particolare attenzione per l’epoca barocca, il Classicismo e l’800. Oggi la collezione è raccolta nei palazzi del Principe Hans Adams II, a Vaduz, e in parte visitabile nel settecentesco Palais Liechtenstein di Vienna.
Al Forte di Bard sono esposte 80 opere, alcune di dimensioni monumentali: 75 oli, 3 sculture, 1 cabinet di pietre dure e 1 arazzo, in un percorso che attraversa sette sale negli spazi espositivi del Cannoniere. L’esposizione presenta una straordinaria selezione di capolavori assoluti della storia dell’arte realizzati tra il 1500 e il 1800. Una sezione introduttiva sulla storia della collezione e sul casato è allestita nelle due sale del Corpo di Guardia corredata da immagini video e fotografiche.
Il percorso espositivo si articola attraverso il fil rouge delle Scuole, in analogia con il Palazzo di Vienna, mentre all’interno delle sale la presentazione avviene per autore. Un pannello di sala introduce la scuola e gli autori proposti mentre le didascalie sono arricchite da una breve descrizione trilingue delle opere, approfondibile con le audioguide.
La prima sala è un vero e proprio omaggio a Peter Paul Rubens di cui il Principe Hans Adam II e il più grande collezionista privato al mondo. Spiccano per dimensione e qualità artistica le opere “Marte e Rea Silvia” con il relativo bozzetto e “Il compianto di Cristo”, quest’ultima approfondita da un mirabile testo di Enzo Bianchi in catalogo.
Nella seconda sala, dedicata ai Fiamminghi non ci si può non soffermare sui ritratti di Anthonys Van Dick: “Il Ritratto di Johann VIII” e “Il Conte di Nassau-Siegen e la sua famiglia” ma anche sul capolavoro di Frans Hals “Ritratto di uomo”, uno dei pezzi più rappresentativi della collezione. Rapiscono anche in modo straordinario i pezzi dei Brueghel con particolare riferimento all’opera “Paesaggio con il giovane Tobia” di Jan Brueghel il Vecchio; delicatissimo infine l’olio “ Bouquet di fiori” di Jan Van Huysum.
Passando alla terza sala spiccano i meravigliosi Cranach tra cui il “Sant’Eustacchio” e naturalmente l’unico Rembrandt della collezione, il delicatissimo “Cupido con la bolla di sapone”. Tra le altre opere, di grande pregio e finitura “Il suonatore di violino” di Gerad Dou e la “Veduta del Municipio nella Piazza del Mercato di Haarlem” di Adriaensz Gerrit Bercheyde. Monumentale “Il  Grande Paesaggio di Montagna” di Joos de Momper.
Le sale 4 e 5 sono dedicate agli Italiani, che in parte ritroveremo nel Vedutismo. Qui incontriamo due deliziose sculture di Giambologna tra cui l’opera “Venus Callypigos” oltre al magistrale “Bacco” dell’allievo di Michelangelo Massimiliano Soldani Benzi e al pregiatissimo Cabinet di Melchiorre Baumgartner, mobile in avorio e ebano impreziosito da mosaico fiorentino di pietre dure. Di grande valore l’opera “Ritratto di Prospero Alessandri” di Giovanni Battista Moroni e “La Punizione di Ercole” di Pietro da Cortona. Le sale sono impreziosite da opere di Franceschini, Bellucci e Reni.
Al Vedutismo e al tema dei paesaggi è dedicata la sala 6. Qui ritroviamo due opere di Canaletto tra cui “Venezia: Piazza San Marco con il campanile la Basilica”, ma anche la mirabile veduta romana di Giovanni Paolo Pannini, “Interno del Pantheon di Roma”, il “Capriccio con Pantheon davanti al Porto di Ripetta” di Robert Hubert e le vedute di Waldmuller tra cui spicca “Lato di Vallata con rovine del Castello del Liechtenstein vicino a Mödling“.
La sala 7 affronta il tema del Classicismo e del movimento romantico del Biedermeier, declinati intorno al capolavoro di Hayez “Il consiglio alla vendetta” e alla delicatissima serie di ritratti di Friedrich von Amerling tra cui spicca l’opera “Il Giovane, Ragazza con cappello di paglia”. Mirabili anche le opere di di Angelica Kaufman tra cui “Re Ferdinando I re del Regno delle Due Sicilie e la regina Maria Carolina con i loro figli” ma anche il monumentale  “Nubiano” di Hans Makart e il romantico paesaggio “Nel paese di Roveto” di Jakob Philipp Hackert.


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Particolare di: Peter Paul Rubens, Il compianto di Cristo, 1614-1615, tela 150 x 204 cm
 
La passione dei Liechtenstein per il collezionismo nasce con il primo principe della famiglia, Karl I (1569-1627) che, spronato anche dall’imperatore Rudolf II, iniziò a raccogliere opere d’arte ma anche a commissionarne. Sappiamo che nella sua residenza di Praga, possedeva una significativa collezione di dipinti e oggetti, tipici di una “camera d’arte”. L’ampliamento dell’opera iniziata dal padre spettò al figlio Karl Eusebius von Liechtenstein (1611-1684) che, non occupando cariche pubbliche, poté dedicare tutte le sue attenzioni alla promozione della struttura che ospitava le collezioni. Fu anche il primo a servirsi sistematicamente del mercato dell’arte per acquistare dipinti e sculture. Il figlio Johann Adam Andreas I von Liechtenstein (1657-1712), seppe portare avanti l’attività avviata dal padre. Il momento economicamente favorevole, gli permise di edificare una miriade di castelli, decorarli ed arredarli, e diventando così il maggior committente di costruzioni barocche dell’Europa centrale.
I differenti interessi dei singoli principi si rispecchiano nei diversi punti cardine della collezione. Durante il suo soggiorno a Parigi, ad esempio, Joseph Wenzel von Liechtenstein (1696-1772) aveva conosciuto e apprezzato da vicino l’arte francese, commissionando sul posto anche le sue prime opere. Sotto il principe Johann I (1760-1836) avvenne nel 1806 il trasferimento delle collezioni nel Palazzo Liechtenstein. Alla sua morte la galleria contava 1613 dipinti. Durante la reggenza di Johann II (1840-1929), venne pubblicato il primo catalogo illustrato della galleria, che, sistematicamente riorganizzata, acquistò quella sua indipendenza e personalità che la distingueva da ogni altro museo. Ad una fase turbolenta durante la Seconda Guerra Mondiale, seguì un periodo di necessario consolidamento. E’ a partire dalla metà degli anni Settanta, che riparte l’attività collezionistica, e Johann Adam II von Liechtenstein (nato nel 1945) si allinea tra i grandi collezionisti che l’hanno preceduto. Prima del Forte di Bard la grande mostra al Metropolitan Museum di New York ha mostrato al mondo il significato che questa collezione possiede.
 
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Particolare di: Anthonis van Dyck, Ritratto del Conte Giovanni  Johann VIII di Nassau-Siegen, 1616-1617, tela 204 x 122 cm
 
•LA MOSTRA: “I tesori del Principe. Rubens, Brueghel, Rembrandt, Cranach, Hayez, Canaletto...” - BARD (AO), Forte di Bard - dall'8 dicembre al 31 maggio 2012 - INFO: Tel. 0125.833811 - www.fortedibard.it
 

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