I cookies servono a migliorare i servizi che offriamo e a ottimizzare l'esperienza dell'utente. Proseguendo la navigazione accetti di ricevere tutti i cookies del sito.    Informativa
 

.

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Hungry and foolish fino alla fine
A Torino, Museo Regionale di Scienze Naturali, fino al prossimo 26 febbraio 2012
img

Il Museo di Scienze Naturali di Torino presenta Steve Jobs (1955-2011), prima mostra italiana dedicata all’imprenditore californiano scomparso il 15 ottobre scorso, innovatore e imprenditore tra i più influenti della storia contemporanea. Proprio come Henry Ford o Thomas Alva Edison, le imprese di questo originale e straordinario personaggio non si possono circoscrivere solo in ambito tecnico. Infatti, le sue innovazioni, dal personal computer all’iPad, passando attraverso iTunes e Pixar, hanno trasformato completamente il nostro modo di comunicare, lavorare, informarci e svagarci, segnando irreversibilmente il nostro tempo e quello delle generazioni future. La mostra, al secondo piano del Museo Regionale di Scienze Naturali (via Giolitti 36, Torino) ripercorre la storia umana e imprenditoriale di Steve Jobs attraverso 10 aree tematiche: dalla fondazione della Apple nel 1976 nel garage di casa (fedelmente riprodotto in scala 1:1) al licenziamento di Jobs dalla sua stessa azienda (dove tornerà trionfalmente nel 1997), dalla creazione della Pixar, vera e propria rivoluzione nell’industria del cartone animato, al testamento tecnologico dell’imprenditore americano, passando dalla creazione di “macchine” ormai entrate nella storia della tecnologia come il Lisa, il Macintosh e l’iMac fino ai più recenti iPod, iPhone, iPad. Pezzo forte della mostra, l’ormai rarissimo l’Apple-1 (primo computer creato da Steve Jobs e dal socio Steve Wozniak nel 1976), che il presidente di BasicNet Marco Boglione si è aggiudicato da Christie’s per 157 mila euro nel novembre 2010._Nella riproduzione del celebre garage di Palo Alto, California, trova spazio tutto il mondo di Steve Jobs: dai dischi in vinile che ascoltava quand’era adolescente (Bob Dylan, The Beatles, Janice Joplin, Bach) ai libri di cultura hippy, zen e buddista fino ai primi progetti d’elettronica. “Steve Jobs 1955-2011”, però, non è soltanto un viaggio tra ricordi e memorabilia, ma un vero e proprio percorso interattivo ad alto contenuto tecnologico, con touch screen, archivi elettronici e documenti multimediali sfogliabili virtualmente.

Nati sotto il segno della «i»
Quando Steve Jobs tornò in Apple nel 1996, dopo esservi uscito alla fine degli anni Ottanta a causa delle sue idee troppo innovative che non venivano recepite, l’azienda che aveva fondato vent’anni prima era sull’orlo del fallimento: troppi prodotti e poche idee. L’imprenditore statunitense decise di dare un taglio netto e riorganizzò tutta la produzione. Nel 1998 uscì il primo prodotto della nuova era Jobs: l’iMac, una macchina dal design accattivante e coloratissimo. L’iMac ebbe un enorme successo, dando vita alla rinascita della Apple. Ma il vero colpo da maestro Jobs lo ottenne con un’altra tecnologia. Quando il 23 ottobre 2001 Steve Jobs, dopo circa 25 minuti di chiacchierata sul mercato musicale, tirò fuori dalla tasca dei jeans l’iPod, il pubblico rimase sbigottito. Era un riproduttore musicale con le misure di un mazzo di carte e permetteva di salvare mille brani musicali. Il successo fu enorme e in poco tempo gli iPod si diffusero a milioni e poi a centinaia di milioni. La rivoluzione della «i», voluta da Jobs, riprese nel gennaio del 2007 quando la Apple presentò l’iPhone, un innovativo telefono con un’interfaccia (multi-touch) che permette di navigare all’interno dei contenuti con semplici gesti delle dita. Nel gennaio 2010, infine, è stato lanciato l’iPad, l’ultimo prodotto Apple nato sotto il segno della «i», un tablet che sta rivoluzionando il mondo dell’editoria e del giornalismo e il modo di accedere al web.
 
•LA MOSTRA: “Steve Jobs 1955 - 2011” - TORINO, Museo Naturale di Scienze Naturali - fino al 26 febbraio 2012 - INFO: Tel.  011/4326354, n. verde 800 329329




 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
web:author

Articoli | Menu

i 5arte antica
Carte da gioco. La collezione di Andrea Vietti
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Leonardo da Vinci 3D
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Leonardo in Francia. Disegni di epoca francese dal Codice Atlantico
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Leonardo. La Madonna Benois dalle collezioni dell’Ermitage
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Leonardo e i suoi libri. La biblioteca del Genio Universale
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
L’eterna musa. L’universo femminile tra ‘800 e ‘900
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Preraffaelliti. Amore e desiderio
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Balla Boccioni Depero. Costruire lo spazio del Futuro
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Fortunato Depero. Dal sogno futurista al segno pubblicitario
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Biennale d’Arte 2019. 58ª Esposizione Internazionale d’Arte
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Pensatevi liberi. Bologna Rock, 1979
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Cinema in bikini. Italiani al mare: manifesti 1949-1999
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Rock’n’roll Is A State Of The Soul
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Pop-App. Scienza, arte e gioco nella storia dei libri animati dalla carta alle app
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
L’arte del gol. Pittura, scultura, fotografia e il gioco più bello del mondo
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Piccoli tasti, grandi firme. L’epoca d’oro del giornalismo italiano (1950 – 1990)
Leggi tutto...
 
i 5arte antica

L’Italia del Rinascimento. Lo splendore della maiolica

Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Urania Casa d’Aste. Successo per i maestri del fumetto italiano
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Leonardo da Vinci 3D
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Aste Bolaffi. Oltre 5 milioni per le monete
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Un coniglio da 91 milioni di dollari
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Casa d’Aste Phillips. Orologi da record all’asta di maggio
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Liu Bolin-Visible Invisible
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Anthropocene - Edward Burtynsky - Jennifer Baichwal - Nicholas de Pencier
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Roma nella camera oscura. Forografie della città dall’ottocento ad oggi
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
100.000 visitatori per Verrocchio
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
35º Congresso Internazionale di Storia dell’Arte
Leggi tutto...