Alla "riscoperta" di Adolfo Wildt
Ai Musei San Domenico dal 28 gennaio al 17 giugno 2012

img
Particolare: Adolfo Wildt - Un Rosario–MCMXV, 1915. Collezione privata

Il crescente interesse da parte del grande collezionismo internazionale e la sua presenza in mostre di particolare rilievo organizzate dai maggiori musei del mondo costituiscono un segnale decisivo della riscoperta di Adolfo Wildt (Milano 1868-1931), oggi giustamente riconsiderato tra i massimi scultori del Novecento europeo. Nonostante i riconoscimenti e la fama raggiunti in vita, quando gli fu assegnata senza concorso, ma per chiari meriti la cattedra di scultura nella prestigiosa Accademia di Brera a Milano e fu nominato Accademico d’Italia, entrando così nell’esclusivo pantheon delle glorie nazionali, il suo apprezzamento da parte della critica è rimasto controverso.
La sua incredibile eccellenza tecnica e lo straordinario eclettismo furono attaccati sia dai conservatori, che non lo vedevano allineato per i contenuti ancora pervasi dal Simbolismo e per le scelte formali caratterizzate da richiami nordici (gotici ed espressionisti) estranei alla tradizione mediterranea e all’arte di regime, sia dai sostenitori del moderno che mettevano in discussione la sua fedeltà alla figura, la vocazione monumentale, il continuo dialogo con i grandi scultori e pittori del passato, e la fedeltà alla scultura intesa come esaltazione della tecnica e del materiale tradizionalmente privilegiato - il marmo - che lui sapeva lavorare raggiungendo effetti davvero sorprendenti, sino alla più elevata purificazione dell’immagine.
Questi aspetti, che ne hanno determinato per lungo tempo la sfortuna, esercitano oggi su di noi un nuovo fascino che solo una grande mostra potrebbe finalmente restituire. Partendo dall’eccezionale nucleo di opere conservate a Forlì, dovute al mecenatismo della famiglia Paolucci de’ Calboli, protagonista della storia della città e della storia nazionale, è oggi possibile radunare una serie di straordinari capolavori di Wildt e ricostruire il percorso più completo della sua produzione sia scultorea, sia grafica.
L’idea che governa questa esposizione è quella non di una rassegna di carattere monografico, ma di un percorso che metta in rapporto le sue opere con quelle degli artisti - pittori e scultori - del passato, gli antichi e i moderni, con cui si è intensamente e originalmente confrontato. Il percorso espositivo si articolerà all’interno delle grandi sale che costituirono la biblioteca del Convento di San Domenico e nelle stanze del piano terra.

img 
Particolare: Adolfo Wildt – “Santa Lucia”
 
•LA MOSTRA: “Adolfo Wildt. L’anima e la forma tra Michelangelo e Klimt” - FORLI’, Museo di San Domenico - dal 28 gennaio al 17 giugno 2012 - INFO: Tel.  0543.712606-609





 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
web:author