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Raffinate stranezze
L’appuntamento con le “Collezioni del non senso” continua con una serie di “utensili” da tavola dagli utilizzi più disparati. Dalla collezione di Alessandro Stefanini.
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Posata in argento dorato per tagliare e servire il formaggio 1880

● di Domizia Dalia

Immaginiamo di trovarci di fronte ad una sontuosa tavola ottocentesca. Una di quelle imbandite con cura maniacale, che si possono ammirare durante le visite guidate, nelle sale da pranzo di residenze reali o imperiali. Si rimane incantati davanti ai servizi di finissime porcellane, di luccicanti cristalli e di argenti di famiglia tramandati di generazione in generazione.
Oggetti, questi, che riscuotono sempre un notevole interesse da parte di collezionisti, disposti a spendere anche migliaia di euro pur di aggiudicarsi un pezzo di pregiata fattura, ancor meglio se realizzato da un artigiano famoso.

Tra gli appassionati di questi servizi, alcuni hanno concentrato la loro attenzione esclusivamente su certe posate curiose e bizzarre, oggetti per noi insoliti e difficili da interpretare, ma che un tempo non mancavano nelle case e sulle tavole della borghesia inglese e di tutta Europa.
L’originalità, dunque, è la caratteristica che incuriosisce i collezionisti attirati da strane forchette e cucchiai dalle mille forme, e che rende il pezzo più prezioso.
Alessandro Stefanini conosce bene anche questo mercato, per anni ha setacciato l’Inghilterra in lungo e largo alla ricerca di posate originali, tanto da possederne una raffinatissima collezione capace di raccontarci gli usi e i costumi dei nostri antenati.
Posate create per servire o per gustare differenti portate, come le pinze per mangiare gli asparagi, i cucchiai usati per estrarre il midollo, gli utensili adatti a polverizzare lo zucchero, i coltellini da burro rifiniti in avorio o il forchettone con il  manico scolpito usato per cuocere la carne direttamente sul fuoco. Curiosità che si rincorrono una dopo l’altra. Ecco allora il set di sgasa champagne, chiamato più tecnicamente champagne stripper, inventato nella seconda metà dell’XVIII secolo, quando le bollicine nei vini erano considerate un difetto. Utensili caduti in disuso quando si cominciò ad apprezzare il prezioso vino francese. Riscoperti qualche decennio dopo, sono stati utilizzati, in modo un po’ snob e come oggetti esclusivi, dall’aristocrazia dei primissimi anni del Novecento.

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Cucchiaio per non sporcarsi i baffi, primi '900

A testimonianza di questo uso elitario, sono i materiali, quasi sempre preziosissimi, con cui venivano realizzati, ne esistono alcuni persino in oro e firmati da maison come Cartier.
E che cosa dire del mustache spoon? Brevettato nel 1868, da Solone Ferrer, questo cucchiaio permetteva di assaporare zuppe e minestre senza sporcarsi i baffi che la moda Vittoriana aveva diffuso. Un oggetto tanto divertente quanto raro, se si pensa che il suo utilizzo è strettamente legato ad una tendenza del momento, e quindi prodotto soltanto per pochissimi anni. Tra i maggiori fabbricanti dei mustache spoons bisogna ricordare Gorge Adams, artigiano Londinese, che molto probabilmente creò uno dei suoi bizzarri cucchiai anche per Lord Brummel, affascinate e imitato dandy.   Continuo ad ammirare le posate, e tra estrattori di occhi di pesce ed utensili di ogni genere per burro e formaggio, noto una strana posata, una via di mezzo tra un coltello e un cucchiaio. “E’ per gli appassionati di Stilton”, mi spiega Alessandro. Si tratta di una posata usata per gustare il famoso formaggio erborinato inglese.

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Cucchiaio per assenzio, primi '900

Molto utilizzato nella seconda metà dell’Ottocento, questo utensile permetteva di estrarre con facilità piccole porzioni di formaggio direttamente dalla forma, servita a tavola, lasciando dei piccoli solchi che i veri gourmet amavano riempire con del buon Porto, per poi assaporare gli ultimi bocconi. Di questi Stilton scoops o spoons, ne esistono diversi tipi, da quelli più rustici e semplici a quelli con estrattore, marchingegno che permetteva di effettuare l’intera operazione senza sporcarsi le dita delle mani. Oggi, questi utensili sono molto ricercati dai collezionisti, ma anche dai veri appassionati di Stilton.  Per chi vuole iniziare una collezione come quella di Alessandro Stefanini, sicuramente d’effetto e non molto dispendiosa, ecco qualche consiglio: prestate molta attenzione al materiale utilizzato -argento, silver plate o sheffield plate-, osservate lo stato di conservazione, il tipo di decorazione ed ovviamente se sono presentati nell’astuccio originale. Questi pochi elementi, insieme a quelli che vi svelerà la punzonatura, faranno oscillare, di parecchi euro, il prezzo di una di queste originali posate.
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Forchetta con estrattore per non sporcarsi le dita, primi '900
 
 
 

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