Vibranti echi interiori
Al Museo Morandi di Bologna, dal 10 febbraio al 6 maggio 2012

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Particolare di: Carlo Mattioli: “Ritratto di De Chirico”, 1970

La ricorrenza del primo centenario della nascita, celebrata nel corso del 2011 con una serie di eventi espositivi in varie città italiane, ha contribuito a restituire la meritata attenzione alla figura di Carlo Mattioli (1911 - 1994), svelando al pubblico l’opera di un artista visionario e sfuggente ad ogni tentativo di inquadramento in una precisa appartenenza alle avanguardie del suo tempo, autore di una delle più originali esperienze nella storia della pittura italiana del Novecento.
A conclusione di questa rilettura, culminata in un’ampia retrospettiva a Città del Vaticano, il Museo Morandi presenta dal 10 febbraio al 6 maggio 2012 la mostra Carlo Mattioli al Museo Morandi.
Proseguendo nella vocazione ad ospitare mostre temporanee tese ad accostare l’attività di Giorgio Morandi all’opera di altri grandi artisti protagonisti del ‘900, il Museo Morandi accoglie l’incontro tra le opere di due artisti che furono ripetutamente avvicinati per le analogie di un processo immaginativo che trasfigurò il frammento di natura in una visione di pura forma, e di una vicenda esistenziale schiva e appartata, consumata in una solitaria dedizione al lavoro artistico.

Il nucleo principale delle 47 opere di Carlo Mattioli esposte nelle due sale centrali del Museo documenta in particolare la produzione di genere cui l’artista si dedicò negli anni Sessanta, in una delle fasi più intense e forse meno conosciute di tutta la sua carriera.
Le nature morte di questi anni sono opere di vibrante forza drammatica, dominate da impasti materici cupi, densi e grumosi, giocati su una breve tastiera di variazioni, a volte su due toni dello stesso colore: il nero, il grigio, l’ocra, solo di tanto in tanto punteggiati da bianchi squarci a stemperare il tormento di una visione esistenziale pessimistica da cui furono accomunati molti artisti di quella stessa temperie storica.
La mostra al Museo Morandi testimonia come Morandi e Mattioli interpretarono il canone della natura morta come autoritratto spirituale mossi da una comune, inquieta, consapevolezza di appartenere alla sfera del moderno. La giustapposizione tra i due artisti rivela risonanze essenziali nel rigore etico del fare arte, nell’esclusività dell’impegno in pittura, nei silenziosi echi interiori di una poetica che cerca nell’eternità dei temi e dei simboli i suoi ancoraggi.
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Particolare di: Carlo Mattioli: “Ritratto di Morandi”. 1969

•LA MOSTRA: “Carlo Mattioli al Museo Morandi” - BOLOGNA, Museo Morandi, Palazzo d’Accursio - dal 10 febbraio al 7 maggio - INFO: Tel.  051/2193338 - www.mambo-bologna.org/museomorandi/


 

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