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Il fasto dello "splendido principe"
Per la prima volta 80 opere delineeranno la figura di Vincenzo I Gonzaga, duca di Mantova e del Monferrato dal 1587 al 1612

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Particolare: Ritratto di Vincenzo Gonzaga, olio su tela

Per la prima volta, dal 18 febbraio al 10 giugno 2012, una mostra rivelerà la figura di Vincenzo I Gonzaga, splendido principe delle corti d’Europa che portò il ducato di Mantova a diventare un importante centro d’arte e la cui corte si misurava per sfarzo con quelle dei grandi regni europei e italiani.
Al Museo Diocesano ‘Francesco Gonzaga’ di Mantova, che esibisce tutta l’oreficeria superstite dei Gonzaga, l’esposizione dal titolo Il fasto del potere, presenterà 80 opere - gioielli, dipinti, armature, incisioni, libri, lettere, tessuti - molte delle quali inedite o note solo agli specialisti, che offriranno la percezione di un’età incomparabile, riassunta in un uomo che segnò per l’Europa intera l’apice della magnificenza.
Il percorso espositivo avrà una preziosa appendice nella reggia di Palazzo Ducale che, per l’occasione, aprirà tutti gli ambienti dell’appartamento di Vincenzo.
Vincenzo I Gonzaga (Mantova, 1562-1612) era legato da parentela o da altri vincoli alle maggiori corti del continente. Pur signore di uno stato di limitata estensione e di modeste risorse, volle dimostrare di non essere da meno di un re, e anzi di distinguersi dai suoi presunti pari per singolarità di iniziative (talora sino alla stravaganza), larghezza di mezzi (regalmente ignorando i vincoli di bilancio), inesausto appagamento delle proprie passioni (gli amori, le feste e il gioco d’azzardo). La mostra evocherà i fasti di un personaggio così esuberante attraverso capolavori di grande qualità, come i  ritratti, le armature, monete e medaglie.

Molto ricca è anche la sezione documentaria, con libri, disegni, manoscritti e stampe dell’epoca che riporteranno alla memoria le feste, le musiche e i testi teatrali composti per lui, le mappe e i volumi sulle glorie del casato, le figure degli illustri personaggi che frequentavano la corte.
Nulla però può dare la percezione del fasto di cui si circondò il duca Vincenzo meglio dei capolavori di oreficeria da lui acquisiti. In mostra saranno raccolti tutti quelli superstiti, salvatisi da dispersioni e saccheggi.
Il duca di Mantova fu un uomo la cui prodigalità rasentava l’incredibile: è stato calcolato che nei suoi venticinque anni di regno sia riuscito a spendere oltre venti milioni di scudi, dieci volte di più di quanto il padre, il duca Guglielmo, gli lasciò in eredità.
Questi soldi, tuttavia, non furono solamente dilapidati. Con essi, arricchì la reggia di bellissimi ambienti, di un teatro, di uno scientifico “giardino dei Semplici”, di opere d’arte con cui incrementò i tesori della “celeste Galeria”; fece scavare l’immensa cripta dell’albertiana basilica di Sant’Andrea e costruire la raffinata palazzina di caccia di Bosco Fontana e l’imponente cittadella di Casale Monferrato. Ebbe al proprio servizio Peter Paul Rubens, che a Mantova diede la prima misura del suo genio; ospitò a corte, liberandolo dal carcere di Ferrara,  Torquato Tasso, e con lui, tra i tanti attori cantanti musici e scrittori, anche Claudio Monteverdi, il quale, proprio per Vincenzo, scrisse l’Orfeo, dando inizio alla storia del melodramma.

•LA MOSTRA: “Vincenzo Gonzaga. Il fasto del potere” - MANTOVA, Museo Diocesano Francesco Gonzaga  - dal 18 febbraio al 10 giugno - INFO: Tel.  0376.320602


 

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