Amori e scoperte di Giovanni Testori
La lunga carriera del critico, storico e drammaturgo lombardo al MAR Museo d’Arte della città di Ravenna

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Particolare di: Sergio Vacchi, Ritratto di Testori, 1991, smalto su tavola di legno, cm 119x92, collezione privata

Dopo le mostre dedicate a Roberto Longhi, Francesco Arcangeli e a Corrado Ricci, il MAR Museo d’Arte della Città di Ravenna prosegue la sua indagine su figure di primo piano della storia della critica d’arte, rendendo omaggio ad un altro protagonista della storia dell’arte e della critica militante: Giovanni Testori (1923-1993). La mostra viene inaugurata l’11 febbraio per proseguire fino al 16 giugno 2012. Per l’occasione è stato costituito un prestigioso comitato scientifico composto da Andrea Emiliani, Mina Gregori, Antonio Paolucci, Ezio Raimondi, Alain Toubas e Claudio Spadoni.

Pittore, drammaturgo, giornalista ma soprattutto storico e critico d’arte, Giovanni Testori si è distinto per la sua lontananza da facili compromessi, per il coraggio di scegliere strade anche impervie perché distanti da quelle “maestre” dell’ufficialità. Allievo prediletto di Roberto Longhi, intraprese la lunga attività di critico d’arte all’inizio degli anni ‘50, con particolare attenzione alla pittura lombarda dal realismo cinquecentesco al manierismo del ‘700. Nei suoi numerosi testi di critica e in particolare in quelli teatrali, emerge una sperimentazione linguistica che lo porta a creare un linguaggio nato dalla fusione tra il dialetto lombardo ed elementi della lingua inglese e francese. Il percorso della mostra si articolerà in diverse sezioni dedicate ai vari periodi della storia dell’arte studiati dal critico milanese e agli artisti da lui amati, a partire dai suoi primi scritti su Manzù, Matisse, Morlotti, poi i francesi Courbet e Géricault; dagli approfondimenti e le riscoperte sulla linea della pittura di realtà in Lombardia del ‘500 (Gaudenzio Ferrari, Foppa, Savoldo, Romanino, Moretto) e del ‘600 (Moroni, Ceresa, Fra Galgario, Ceruti), i “manieristi” lombardo piemontesi (Cerano, Morazzone, Tanzio da Varallo, Daniele Crespi, Cairo,) accompagnati da Caravaggio, sua grande passione dichiarata, passando attraverso l’attenzione a figure della Nuova Oggettività (Dix, Grosz, Radzwill), Nuovi Selvaggi (Fetting, Hodicke, Zimmer, Salomè) e Nuovi Ordinatori (Albert, Chevalier, Schindler, Merkens), e artisti come Bacon, Giacometti, Sutherland, Sironi, Guttuso, Gruber, Marini, Vacchi, Varlin, Jardiel, Vallorz, Rainer - per citare alcuni nomi - per giungere fino a Cucchi e Paladino. Di ognuno di questi artisti saranno esposte diverse opere, in alcuni casi quelle stesse scelte e possedute da Testori. La rassegna presenterà anche un omaggio Testori con selezione di ritratti fra i tanti eseguiti da diversi pittori per lo studioso.
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Particolare di: Alberto Giacometti, Portrait du prof. Corbetta, 1961, olio su tela, cm 60x50, collezione privata
 
•LA MOSTRA: “Miseria e splendore della Carne. Caravaggio Courbet, Giacometti, Bacon. Testori e la grande pittura europea” - RAVENNA, Museo d’Arte della città di Ravenna - dal 12 febbraio al 17 giugno - INFO: Tel. 0544.482477 - 0544.482356


 

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