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Fragili ricordi
Prosegue la nostra ricerca di oggetti insoliti e stravanganti dalle collezioni dell’antiquario reggiano Alessandro Stefanini.
Piatti, boccali, alzate e bicchieri commemorativi in vetro pressato celebravano personaggi, matrimoni, incoronazioni e grandi eventi delle case reali
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Posata in argento dorato per tagliare e servire il formaggio 1880

● di Domizia Dalia

Per le recenti nozze reali del principe William con Catherine Middleton, sono stati prodotti migliaia di oggetti commemorativi raffiguranti le effigi della giovane coppia. Piatti, bicchieri, tazze che oggi rappresentano semplici gadgets, ma che sono di sicuro destinati ad elevarsi a cimeli in un futuro prossimo. La storia lo insegna e gli inglesi detengono un evidente primato, l’uso di celebrare personaggi illustri e soprattutto membri della Famiglia Reale, ha origini antichissime. Artisti e poeti, per primi, hanno reso immortali i grandi personaggi grazie a scritti ed opere, ma la storia dell’arte commemorativa, così come la intendiamo oggi, fa la sua prima apparizione in Gran Bretagna, nel 1660, per  celebrare la restaurazione della monarchia sotto re Carlo II Stuart. I mastri incisori e molti artigiani hanno realizzato, per quell’occasione, monete e preziose ceramiche. Articoli, però,  prodotti in numero limitato e per questo conosciuti da pochi. Da allora, è occorso più di un secolo per rendere  popolari gli oggetti commemorativi, grazie soprattutto alle innovazioni introdotte con la Rivoluzione Industriale, come ad esempio, il vetro pressato. Si deve a questa invenzione -infatti- la possibilità di produrre, a basso costo ed in grandi quantità, servizi in vetro molto simili a quelli preziosi con scritte, decori ed effigi in rilievo. Prodotti che, tra alti e bassi, rimasero in voga fino al 1976, l’anno della celebrazione del cinquantesimo compleanno della regina Elisabetta. Oggi questi piatti, boccali, alzate e cestini sono ambiti da numerosi collezionisti pronti a scovare questi fragili cimeli nei mercati delle pulci di tutta l’isola Britannica.  
Alessandro Stefanini possiede anche questa collezione! Coltiva la passione per i vetri commemorativi da più di vent’anni e la sua è di sicuro una delle raccolte più complete, con pezzi uguali a quelli presenti perfino nella collezione esposta al Victorian and Albert Museum di Londra.

“Il fascino di questi cimeli deriva dalla loro storia”, ci racconta Alessandro. Un passato che risale ai primi anni dell’Ottocento quando l’azienda statunitense Sandwich Glass & Co of America, produsse i primi oggetti commemorativi di vetro pressato, tra il 1837 e il 1842, celebrando l’incoronazione della regina Vittoria, il suo matrimonio con il principe Aberto e, persino, la nascita del loro primogenito Edoardo, principe di Galles. Gli inglesi non potevano di certo lasciare in mano ai cugini americani un business di queste dimensioni e grandi aziende vetrarie, come la Sowerby Ellison Work e la Henry Greener & Co, hanno riportato in patria la leadership di questo mercato, imparando in poco tempo la tecnica e raffinando sempre di più il prodotto grazie ai numerosi modelli e alle molteplici combinazioni di colori.
“La tecnica utilizzata è molto semplice” spiega Alessandro Stefanini, mentre prende in mano un piatto del 1887 creato in onore del giubileo della regina Vittoria. La lavorazione avviene attraverso un procedimento meccanizzato che incide il vetro utilizzando la pressione tra due stampi complementari, precedentemente decorati, dentro i quali viene fatto colare un composto liquido di silice ed ossido di piombo.  “Si tratta principalmente di scritte, stemmi, blasoni e silhouette oltre che  decori di vario genere e  motti popolari come With Compliments of the Season, che ha il significato augurale di “Buon Natale”, precisa Stefanini.

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Una delle cose più curiose, intorno a questa produzione, è la presenza di errori nelle scritte incise negli stampi dagli operai che a quei tempi avevano una formazione molto limitata per ricoprire quel ruolo. Non c’è da stupirsi, quindi, di trovare un cimelio con un errore di ortografia o con chiari segni di correzioni nella scritta. Il più noto? Il piatto creato per celebrare le nozze d’argento del principe e della principessa del Galles, del 1888. La parola Wales -Galles- era stata scritta con una S in più. L’errore, subito scoperto e corretto con una grossolana cancellatura dallo stampo della S di troppo, è -però- visibile come un’ombra graffiante nei piatti prodotti. Ovviamente, tra tanti, queste disattenzioni rendono gli oggetti molto speciali da un punto di vista collezionistico, perché più rari. Tra i pezzi meno frequenti e più ricercati, anche il calice color ambra raffigurante lo zar Nicola II, tolto dal mercato subito dopo l’assassinio reale, e gli articoli che avrebbero dovuto celebrare l’incoronazione di Edoardo VIII, mai avvenuta.
Il costo non esagerato di questi manufatti consente al collezionista di ricercarli non solo per esibirli, ma anche per utilizzarli. Per chi vuole, invece, arricchire la raccolta anche con i pezzi più rari e pregiati consiglio di consultare i cataloghi delle principali case d’asta, che spesso inseriscono lotti molto interessanti di cimeli commemorativi, in questo caso, però, i prezzi saranno molto meno democratici!

 
 
 

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