Una luce carica di compassione
Don McCullin a Reggio Emilia, Palazzo Magnani, fino al 15 luglio 2012

Particolare di: Quartiere di Bogside, Derry, 1971 © Don McCullin (Contact Press Images)
Don McCullin (Londra, 1935), uno dei miti della fotografia del Novecento, è stato il testimone di molti dei conflitti e delle tragedie umanitarie che hanno connotato la seconda metà del secolo appena trascorso. A coinvolgerlo come fotografo e fotoreporter sono state, e sono, le sofferenze collettive, siano esse frutto di conflitti dichiarati, e quindi guerre, rivolte, conflitti etnici, che di tragedie ed emergenze sociali: le gang urbane, le diverse emarginazioni, il dramma dell’Aids in Africa...
A Palazzo Magnani, la mostra Don McCullin. La pace impossibile. Dalle fotografie di guerra ai paesaggi 1958-2011, fino al 15 luglio, racconta il Novecento del nostro pianeta visto con gli occhi di questo straordinario testimone del tempo. Si tratta di un percorso di enorme potenza espressiva, lungo 160 immagini - fotografie rigorosamente in bianco e nero, tutte stampate personalmente da McCullin - scattate in alcuni dei teatri in cui McCullin ha volontariamente scelto di essere presente.
Nella mostra di Palazzo Magnani scorrono sotto i nostri occhi conflitti aspri e sanguinosi e apocalissi umanitarie: la costruzione del muro di Berlino (1961); il conflitto tra Greci e Turco-Ciprioti a Cipro (1964); la guerra in Congo, nello stesso anno; la lunga guerra del Vietnam, culminata nella terribile offensiva del Têt (1965-68); la guerra civile e la carestia in Biafra (1968-69); la guerra nella Cambogia dei Khmer Rossi (1970-75); la guerra civile in Irlanda del Nord (1971); il colera nel Bangladesh (1971); la feroce guerra tra milizie cristiane e palestinesi in Libano, fino ai massacri di Sabra e Shatila (1982); i lebbrosi e i poveri dell’India (1995-97); le vittime dell’Aids e della tubercolosi nell’Africa meridionale (2000). In mostra sono presenti inoltre le fotografie che scavano nel volto e nelle contraddizioni della società inglese - le gang e i teddy-boys; i senza-tetto e i disoccupati; i nobili alle corse dei cavalli di Ascot - e varie immagini degli ultimi due decenni, alcune delle quali inedite, presentate per la prima volta: le nature morte, altari votivi che lui stesso mette in scena nella sua casa; i paesaggi nelle campagne che la circondano, fotografati sempre e solo di notte e d’inverno; le rovine della gloria di Roma, cui s’è appassionato grazie alla frequentazione di Bruce Chatwin; i popoli primitivi che tuttora abitano il pianeta e che, pur brandendo un fucile mitragliatore, restano ancora dentro l’abisso del tempo.
Le immagini di McCullin sfidano la nostra indifferenza e passività, sia per la loro drammaticità e forza di impatto - in ogni fotografia il nero e l’ombra sono sempre in agguato, cingendo d’assedio la luce -, sia per la perenne capacità di compassione, anche nelle vicende più estreme, per le persone e per la dignità propria di ogni essere umano.
Particolare di: Somerset, Gran Bretagna, 1991 © Don McCullin (Contact Press Images)
•LA MOSTRA: “Don Mccullin. La pace impossibile. Dalle fotografie di guerra ai paesaggi 1958/2011” - REGGIO EMILIA, Palazzo Magnani - fino al 15 luglio - INFO: Tel. 0522/454437 -
www.palazzomagnani.it