A Città di Castello, arte, cultura e tradizioni del Giappone attraverso gli ex libris di artisti giapponesi, dal 21 Luglio al 16 Settembre 2012

particolare del Loggiato Gildoni, Ex Logge Bufalini, dove si svolge la mostra.
In occasione della Mostra del Libro Antico di Città di Castello, l’organizzatore Giancarlo Mezzetti, bibliofilo, ha realizzato una splendida mostra collaterale dedicata agli ex libris giapponesi. La mostra, è documentata da un ricco catalogo tirato in 1000 copie. Per numero di esemplari esposti e per qualità è considerata la più importante Mostra di ex libris giapponesi realizzata all’estero. L’ex libris ( =dai libri di ) è un cartellino a stampa, - racconta Gian Carlo Tore, storico di Ex Libris - incollato nella seconda pagina di copertina di un libro indicante la biblioteca di appartenenza. Testimonia l’evoluzione e l’indice della cultura dei paesi nei secoli poiché ogni periodo storico ha lasciato la sua impronta nell’ex libris, che ne ha assorbito i caratteri ed i gusti; fondamentale per conoscere le vicissitudini della biblioteca di appartenenza e le donazioni successive è la memoria anagrafica dei personaggi e delle istituzioni. Il primo ex libris, realizzato in Germania, risale alla metà del’400 mentre il primo ex libris giapponese appartenente al Tempio di Daigoji; risale al 1470. La scritta non si differenzia da quelle occidentali “Chiunque prenda questo libro senza permesso sarà punito da tutti gli Dei del Giappone”. Dopo i primi, impressi o incollati sul libro, con l’apertura all’occidente comparvero ex libris di fattura simile a quelli in uso in Europa. Le oltre 500 opere di 107 artisti giapponesi, raccolte dal 1956 ad oggi, da Mariaelisa Leboroni, xilografa internazionalmente conosciuta, ci illustrano la tradizione dell’ex libris giapponese. Le immagini, stilizzate o essenziali, attingono al percorso della vita, indicato da simboli desunti dal mondo della natura e dai simboli degli affetti con riferimenti alle proprie radici e tradizioni. Nell’ambito del mondo della natura il tema del paesaggio è raro, spesso è limitato alla rappresentazione della montagna. Molti sono gli ex libris legati all’arte popolare, che traggono origine da antiche tradizioni, quali orologi, lanterne, giocattoli, bambole simili a un birillo, animali stilizzati e altri legati ai giochi e alle fiabe popolari, riferite alle Feste delle Ragazze e dei Ragazzi.
Non mancano i riferimenti a ponti, a visioni di città, alle architetture laiche e religiose. Negli ex libris giapponesi, rispetto agli ex libris occidentali, non incontriamo elementi che ci possano condurre alle idee, alle aspirazioni o alla professione del titolare, l’ex libris, oltre ad essere un segno di proprietà, diviene un manufatto che arricchisce il libro; evidentemente l’amatore di ex libris non desidera che la sua attività quotidiana invada gli spazi dei suoi interessi di collezionista, che evade dall’esistenza quotidiana, per trovare rifugio nella cultura e nell’arte. L’aspetto formale, la tematica e la tecnica usata rendono facilmente, riconoscibili immediatamente molti degli ex libris giapponesi; con la massima semplicità e talora austerità viene espressa la bellezza del mondo che si vuol rappresentare, filtrata dal sentimento, dall’intimo, mettendo in disparte la differenza tra arte pura e arte applicata.
•LA MOSTRA-MERCATO: “Mostra Mercato Nazionale del Libro e della Stampa Antica” - CITTA’ DI CASTELLO (PG), Loggiato Gildoni, ex Logge Bufalini - 31 agosto, 1 e 2 settembre - INFO: Tel. 075.8529255









