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Fiabe d'Europa in figurina
Al Museo della Figurina, fino al 14 luglio 2013

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Particolare di: Cenerentola, 1898-1920 - Lit. Cats Frères, Amsterdam. Pubblicità caffè Charles Anthonis, Anversa. Da una serie di 6 figurine

Una mostra al Museo della Figurina di Modena, dal titolo “Cammina cammina... Fiabe d’Europa in figurina”, fino al prossimo 14 luglio, vuole offrire allo spettatore una panoramica su come la fiaba europea sia stata rappresentata in figurina. Forma di racconto sintetica, che procede più per accostamento di visioni che per connessione logica, la fiaba si presta ad essere raffigurata in un numero esiguo di immagini, o anche in una sola. Sorta di concentrato visivo, la figurina, ora rassicurante, ora terrifica, illustra solo alcune scene chiave del racconto. Ma il numero imponente di figurine e materiali affini in mostra (più di 300), tutti conservati in museo, dà conto minuziosamente dei racconti provenienti da Paesi diversi - la Germania dei fratelli Grimm, la Francia di Perrault, la Danimarca di Andersen - permettendo di riconoscere nella fiaba una delle radici su cui si è costruita la cultura europea, in un processo di scambi, trasformazioni, affermazioni identitarie. Il titolo ‘Cammina cammina...’ non è solo un omaggio alle ripetizioni tipiche della struttura narrativa fiabesca, ma un reale percorso che mette in luce i fondamenti archetipici che si sono poi diffusi, passo passo, da un Paese all’altro, dando forma ad un vocabolario comune. L’intento primario della mostra consiste nello svelamento di nuclei di contenuto complessi, spesso sottovalutati, identificando la fiaba come narrazione esclusiva per l’infanzia, cosa che non era in origine. Anzi, le fiabe erano molto apprezzate dagli adulti, che le raccontavano davanti al focolare o durante i lavori manuali e che le amavano perché ponevano interrogativi sul rapporto tra caso e destino, sul contrasto sulle condizioni di vita e sulla possibilità di modificarle. In altre parole, sul senso del vivere umano. Il percorso di mostra si snoda attraverso sezioni tematiche. Si comincia con ‘Il racconto’, il vero strumento di diffusione della fiaba che è circolata per secoli di bocca in bocca prima di essere fissata in forma scritta. Si continua con ‘I luoghi’, spazi dalla natura fortemente simbolici che proiettano nella concretezza della topografia le emozioni di chi li attraversa. 


‘Le cose’, invece, si fanno emblema del difficile rapporto tra uomo e mondo esterno - lo specchio, il fuso e l’arcolaio, le scarpe e la corona - e dell’illusione di poter avere davvero il controllo del futuro. ‘Il destino’, fortuna e sciagura per l’uomo, delinea le mappe esistenziali degli uomini, senza negare mai, però, la necessità della scelta. Infine, ‘Le riletture’: una sezione dedicata al fiabesco. Ogni tema trova concreta dimostrazione nei materiali esposti, tra cui calendarietti da barbiere, cartoline, giornalini per ragazzi, fogli Epinal, figurine pop-up e numerosi album interamente dedicati alle fiabe, veri e propri libri illustrati, come quelli - preziosi e bellissimi - realizzati dalla ditta di cioccolato Stollwerck.  Una menzione meritano le figurine Bon Marché: più grandi del comune, illustrate come trionfi di dettagli e colori, rappresentano un esempio felicissimo di sintesi iconografica.

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Particolare di: Cappuccetto rosso, 1899 - Lit. J. Minot, Parigi. Pubblicità grandi magazzini Au Bon Marché, Parigi. Da una serie di 6 figurine

•LA MOSTRA: “Cammina cammina... Fiabe d’Europa in figurina ” - MODENA, Museo della Figurina, Palazzo Santa Margherita - fino al 14 luglio - INFO: Tel. 059.2032919



 

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