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La collezione Jacquemart -Andrè. Da Parigi a Firenze, cent'anni dopo
Capolavori del Rinascimento dal museo francese in mostra a Firenze, Villa Bardini, dal 6 settembre al 31 dicembre 2013

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Particolare di: Paolo Uccello (Firenze, 1397 - 1475) San Giorgio mentre uccide il drago 1430-1435, olio su tavola. Paris, Musée Jacquemart-André - Institut de France (c) Culturespaces - Musée Jacquemart-André, già collezione Stefano Bardini


Tra i più importanti e sofisticati di Parigi, il Museo Jacquemart-André vanta, dopo il Louvre, la più ricca collezione di Rinascimento fiorentino in terra di Francia grazie alle centinaia di capolavori acquistati a fine Ottocento a Firenze, nell’atelier del celebre antiquario garibaldino Stefano Bardini o per suo tramite.
Si configura dunque come un doppio ritorno a casa la mostra Il Rinascimento da Firenze a Parigi, che per la prima volta riporta in Italia il nucleo principale della raccolta Jacquemart-André. Dipinti di Botticelli, Mantegna, Paolo Uccello, Luca Signorelli, Alesso Baldovinetti, sculture di Donatello e Giambologna, bronzetti, mobili, ceramiche, in tutto circa 40 capolavori che riapprodano nella città dove furono creati per essere esposti nella stessa dimora-atelier del mercante che li alienò.


Villa Bardini è in effetti la sede ideale, quasi per una nemesi, di questa esposizione preziosa e spettacolare, dal 6 settembre al 31 dicembre 2013.
L’epopea dei grandi antiquari fiorentini, la nascita del mito Firenze/Rinascimento, la febbre del collezionismo che a cavallo tra Ottocento e Novecento contagiò la parte più colta della ricca borghesia europea e americana, sono capitoli di una storia narrata mille volte.
La straordinaria collezione Jacquemart-André si è formata come quelle dei maggiori musei internazionali, con anni di acquisti selezionati e intelligenti, con in più la passione per l’arte di due coniugi innamorati, colti e lungimiranti, oltre che molto facoltosi.
Edouard André, erede di una famiglia di banchieri dell’aristocrazia imperiale, amico e compagno d’arme di Napoleone III, lasciò prima l’esercito, poi la politica, con lo scopo preciso di colmare di tesori artistici il grandioso palazzo-museo fatto costruire a Parigi sull’esclusivo Boulevard Haussmann. Nélie Jacquemart era invece pittrice, ritrattista della buona società. Si sposarono entrambi già in età avanzata e, grazie a lei, Andrè si innamorò dell’Italia e dei maestri del Rinascimento.
A partire dal 1882, ad ogni anno corrispose dunque un viaggio a Firenze dove trovarono in Bardini l’interlocutore ideale, un mercante-agente abile e fornitissimo, dal quale acquistarono i capolavori a centinaia e di ogni genere, che oggi fanno del Museo Jacquemart-André uno degli splendori di Francia. Rimasta vedova nel 1894, Nélie continuò a frequentare Firenze e a fare acquisti fino alla morte nel 1912, quando lasciò allo Stato palazzo e collezioni con il vincolo di farne un museo pubblico accessibile a tutti.
L’arte, diceva in accordo col marito, deve essere condivisa. Un anno dopo, nel 1913, il Musée Jacquemart-André era già realtà e oggi festeggia 100 anni. Col ritorno a Firenze della parte preminente delle opere fiorentine il cerchio, magicamente, si chiude.



•LA MOSTRA: “Il Rinascimento da Firenze a Parigi. Andata e ritorno. I tesori del Museo Jacquemart - Andrè tornano a casa” - FIRENZE, Villa Bardini - dal 6 settembre al 31 dicembre - INFO: Tel. 055.2638599



 

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