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Bernardino Luini e i suoi figli

A Palazzo Reale, dal 10 aprile al 13 luglio 2014

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Particolare di: Bernardino Luini “Scherno di Cam”  - 1514"1515 circa  - tavola trasportata su tela, cm 166 x 140  - Milano, Pinacoteca di Brera, Reg. Cron. 374 Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo

Dal 10 aprile 2014 l’arte del Rinascimento torna nelle sale di Palazzo Reale con una grande mostra dedicata a Bernardino Luini.
L’esposizione, ospitata nelle sale del piano nobile e nella sala delle Cariatidi, racconta l’intero percorso dell’artista, dalle ricerche giovanili ai quadri della maturità, con un occhio costante, da un lato, al lavoro dei suoi contemporanei (Bramantino, Lorenzo Lotto, Andrea Solario, Giovanni Francesco Caroto, Cesare da Sesto e molti altri); dall’altro, alla traiettoria artistica dei figli di Luini, e in particolare del più piccolo Aurelio. Un intero secolo di arte lombarda va dunque in scena a Palazzo Reale, attraverso tele, tavole, disegni, affreschi staccati, arazzi, sculture in legno e in marmo, codici miniati, volumi a stampa.
Il percorso espositivo presenta una selezione di duecento opere provenienti soprattutto dalle raccolte milanesi  ma integrate da significativi prestiti europei e americani.

Il progetto, oltre ad essere la più grande retrospettiva mai dedicata a uno dei protagonisti dell’arte del Cinquecento in Lombardia, è anche una saga famigliare, quella di Bernardino e dei suoi figli appunto, che vivono in un contesto in cui l’attività artistica è un mestiere, con regole ben precise. Nato a Dumenza sul Lago Maggiore intorno al 1480, Bernardino Luini fu principalmente pittore di affreschi, realizzati non soltanto nelle chiese di Milano, dove si stabilisce intorno al 1500 e dove verosimilmente muore nel 1532, ma anche in altre località lombarde come Saronno e Como, la Certosa di Pavia, e persino a Lugano. “I numerosi dipinti di Luini hanno rappresentato per secoli una sorta di identità figurativa della Lombardia”, affermano i curatori della mostra.
Luini lascia quasi subito la capitale del Ducato e i suoi linguaggi figurativi (da Bergognone a Leonardo), per recarsi verso Est, in Veneto, e verificare altre scelte d’espressione, in parallelo al crescere di Lorenzo Lotto. Il rientro a Milano avviene prima del 1512, quando - con la Madonna affrescata all’abbazia di Chiaravalle - sono poste le premesse dello stile che sarà suo per l’intera esistenza.
“Luini è stato il rappresentante di un classicismo moderato e comunicabile - spiegano i curatori - alla ricerca di una nuova leggibilità e in sintonia con istanze di rinnovamento della Chiesa. In una manciata d’anni all’alba del Cinquecento, l’artista ha messo a punto una formula espressiva di enorme successo devozionale, che sarà tra l’altro graditissima al cardinale Federico Borromeo. Quante generazioni hanno pregato di fronte alle Madonne di Bernardino Luini; quanti santini sono stati tratti dalle sue creazioni”.
La fama di Luini raggiunge il culmine nel corso dell’Ottocento, quando incontra il gusto dell’Europa romantica, con Stendhal, Balzac e Ruskin che ne celebrano le qualità in termini entusiastici.

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Particolare di: Bernardino Luini  “Ragazze al bagno”  1513"1514 circa  affresco trasportato su tavola, cm 135 x 235  Milano, Pinacoteca di Brera, Reg. Cron. 5529  Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo


•LA MOSTRA:  “Bernardino Luini e i suoi figli” - MILANO,  Palazzo Reale - dal 10 aprile al 13 luglio -  INFO: Tel. 02.54913, www.comune.milano.it/palazzoreale






 

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