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Dora Maar. Nonostante Picasso

Conosciuta per essere la musa e amante del maestro, fu anche una grande fotografa. A Venezia, Palazzo Fortuny dedica una mostra alle sue opere.  Fino al 14 luglio 2014

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Particolare di: Bernardino Luini “Scherno di Cam”  - 1514"1515 circa  - tavola trasportata su tela, cm 166 x 140  - Milano, Pinacoteca di Brera, Reg. Cron. 374 Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo

Henriette Theodora Markovitch, meglio nota come Dora Maar (Parigi, 1907-1997), nell’immaginario e nel ricordo dei posteri è stata soprattutto l’amante e la musa del grande Picasso; la donna di rara bellezza e dalla personalità enigmatica che aveva sedotto il massimo pittore del secolo e, abbandonata, era sprofondata nella pazzia, vivendo isolata dal mondo per i restanti cinquant’anni. “Sacrificata al Minotauro”, “Segregata con i suoi fantasmi ammuffiti”, “Dora, lacrime dipinte”: titolarono i giornali quando i suoi beni vennero messi all’asta, dopo la morte. Ma Dora Maar non fu solo questo, fu anche e soprattutto una straordinaria artista e la mostra promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia fino al 14 luglio - tra gli appuntamenti di “Primavera a Palazzo Fortuny” - prima esposizione dedicata in Italia a questa grande fotografa, vuole appunto rivelare il singolare talento di “Dora Maar. Nonostante Picasso”. Grazie ai prestiti ottenuti da importanti musei e collezioni private, la mostra - che espone oltre un centinaio di opere, con alcuni lavori inediti dell’artista di grande interesse - ripercorre la carriera e la personalità di Dora: una donna certamente complessa e tormentata come appare nei dipinti di Picasso, ma anche acuta, intelligente e politicamente impegnata.  Una personalità poliedrica e dalle molte vite. Una grande fotografa. E infatti dopo aver vissuto con la famiglia tra Parigi e Buenos Aires, e dopo aver frequentato l’École et Ateliers d’Arts Décoratif e l’Accademia di André Lhot -  dove incontra e stringe amicizia con Henri Cartier-Bresson - Dora Maar viene convinta a studiare fotografia all’École de Photographie de la Ville de Paris

Risalgono al 1928 i primi lavori realizzati su commissione e nel 1930 la Maar inizia a lavorare come assistente di Harry Ossip Meerson, nel cui studio conosce Brassaï. Quindi il connubio con Pierre Kéfer, il giovane che aveva creato le scene per il film La caduta della casa degli Usher di Jean Epstein. Le loro opere vengono firmate con il timbro Kéfer-Maar ma gli scatti di strada, che pure portano le due firme congiunte, sono quasi totalmente di Dora.
Sono queste forse le sue foto meno note - di cui la mostra al Fortuny propone una straordinaria selezione - eppure di grande interesse per l’attenzione alle frange marginali della società (scene di miseria e vagabondi, ciechi e e storpi), per il mondo dell’infanzia, per la vita quotidiana che si svolge nelle strade ove prevalgono il popolare (mercatini, fiere) e l’eccentrico (il negozio di tatuaggi, la vetrina del mago, il canguro di paglia...).

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Particolare di Dora Maar Sans titre (main et coquillage, circa 1934 )Gelatina al bromuro d'argento, stampa moderna, cm 23,4x17,5 Parigi, Centre Pompidou, Musée national d'art moderne/Centre de création industrielle © Dora Maar by SIAE 2014


•LA MOSTRA: “Dora Maar. Nonostante Picasso” - VENEZIA, Palazzo Fortuny - fino al 14 luglio - INFO: Tel. 041/2405211 e 041/2405211  - www.visitmuve.it







 

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