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Notturni parigini

BRASSAÏ 260 fotografie originali di uno dei più grandi artisti del Novecento. A Milano, Palazzo Morando, dal 20 marzo al 28 giugno 2015 

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Particolare di: Al bistrot, 1930-32 © Estate Brassaï 


“Brassaï. Pour l’amour de Paris”, è la mostra a Palazzo Morando, Costume Moda e immagine, dedicata all’opera intensa e luminosa di uno dei più grandi fotografi del Novecento, e racconta la storia eccezionale di una passione, quella che ha unito per più di cinquant’anni il fotografo agli angoli e ai più nascosti recessi della capitale francese, ma anche a tutti quegli intellettuali, artisti, grandi famiglie, prostitute e mascalzoni, che hanno contribuito alla leggenda di Parigi. Sarà così l’occasione di una vera e propria scoperta, l’opportunità di conoscere, attraverso una selezione di circa 260 fotografie originali, l’intensa attività di questo straordinario autore che approda a Parigi ancora bambino e che per tutta la vita vivrà la capitale francese come fonte delle sue riflessioni e fil rouge del suo lavoro. Nato nel 1899 a Brasso (l’attuale Brasov) in Transilvania, Gyula Halàsz (prende il nome di Brassaï quando inizia a fotografare nel 1929) ha solo quattro anni quando suo padre lo porta con sè a Parigi. Questo periodo affascina il giovane e resta impresso nella sua memoria



Il fascino per Parigi porta infatti Brassaï a raggiungere la “Ville des lumières” nel 1924, dopo i suoi studi d’arte a Berlino. Ben presto incontra Robert Desnos e Jacques Prèvert i quali lo inseriscono nell’ambiente degli artisti e degli intellettuali che hanno contribuito a rinominare gli Anni Folli di Montparnasse e lo introducono al surrealismo. Brassaï in quegli anni ricerca gli oggetti più ordinari e ne trasforma il significato, osa giustapposizioni insolite e defamiliarizza la percezione, togliendo il reale dal suo contesto. Il suo pensiero si concentra nel trasformare il reale in decoro irreale. Ecco come nascerà la sua ostinata ricerca dei graffiti a partire dal 1929. Allo stesso tempo Brassaï inizia a inseguire, nella luce notturna della città, una Parigi insolita, sconosciuta e finora non degna di attenzione. Durante le sue lunghe passeggiate, rende visibili le umili prostitute dei quartieri “caldi” o i lavoratori della notte alle Halles, trasforma il rigore classico dell’architettura parigina in scene particolari e fissa l’insolita bellezza delle silhouettes fuggitive, delle illuminazioni accecanti o delle nebbie della Senna. Nel 1932 Picasso, impressionato dal lavoro di Brassaï, gli affida il compito di fotografare la sua opera scultorea, fino ad allora sconosciuta e che deve essere pubblicata nel primo numero di una nuova rivista d’arte: “Le Minotaure”. I due artisti scoprono di avere gusti e affascinazioni in comune che hanno segnato il loro lavoro. Tra tanti spettacoli, quello che attira maggiormente la loro attenzione è certamente il circo. Qui vi ritrovano la bellezza dei corpi umani e la virtuosità degli sforzi fisici, il dialogo tra la bestia e l’uomo, il senso dell’equilibrio e il gusto per il mistero. Mentre documenta la vita reale degli spazi, sa anche catturare “lo spirito di ogni quartiere di Parigi… Così, da qualsiasi lato si guardi il suo lavoro, vi si ritrova Parigi, sempre Parigi”


•LA MOSTRA: “Brassaï. Pour l’amour de Paris” - MILANO, Palazzo Morando - Costume Moda Immagine - dal 20 marzo al 28 giugno - INFO:  02.88462330 - www.costumemodaimmagine.mi.it




 
 

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