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Un tesoro ‘segreto’ ritrovato

Il patrimonio della seicentesca Compagnia di San Benedetto Bianco in mostra al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, fino al 17 maggio 2016


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Particolare di: Jacopo Vignali (Pratovecchio, 1592 - Firenze, 1664) - Ritrovamento di Mosè - 1645-1646 - Firenze, Seminario Arcivescovile

Un nucleo di opere poco conosciute, dipinte da grandi artisti del Seicento fiorentino e accuratamente restaurate, sono restituite alla fruizione del pubblico e esposte in mostra  fino a maggio prossimo negli ambienti annessi alla Cappella Palatina di Palazzo Pitti. Realizzata in epoca lorenese per volere di Pietro Leopoldo, la Cappella è ancora oggi aperta al culto, ma era visitabile fino ad ora solo in rare occasioni.



La mostra costituisce una grande opportunità che vede unirsi il principio della tutela del patrimonio territoriale fiorentino con quello della sua valorizzazione, grazie ai restauri effettuati appositamente e alle nuove sale espositive, anch’esse recuperate e inserite da oggi nel circuito di visita del Museo degli Argenti. Il tesoro esposto in mostra proviene quasi interamente dal patrimonio della compagnia di San Benedetto Bianco, che è stata una fra le più importanti e prestigiose aggregazioni laicali fiorentine. Fondata nel 1357 presso il monastero camaldolese di San Salvatore, ma trasferitasi presto (1383) nel convento domenicano di Santa Maria Novella, la Compagnia entrò sotto la stretta influenza spirituale dell’ordine dei Predicatori. Uno degli ultimi atti della Compagnia prima della sua estinzione, fu la cessione alla Curia arcivescovile di Firenze di tutto il patrimonio artistico che aveva accumulato nel corso dei secoli: la maggior parte delle opere d’arte fu depositata durante la Seconda Guerra Mondiale nel Seminario arcivescovile di Cestello e lì, ancora, si trova tutt’oggi.


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Particolare di: Mario Balassi (Firenze, 1604-1667) - Guarigione di Tobi - 1645 - Firenze, Seminario Arcivescovile 


La mostra costituisce una grande opportunità che vede unirsi il principio della tutela del patrimonio territoriale fiorentino con quello della sua valorizzazione, grazie ai restauri effettuati appositamente e alle nuove sale espositive, anch’esse recuperate e inserite da oggi nel circuito di visita del Museo degli Argenti. Il tesoro esposto in mostra proviene quasi interamente dal patrimonio della compagnia di San Benedetto Bianco, che è stata una fra le più importanti e prestigiose aggregazioni laicali fiorentine. Fondata nel 1357 presso il monastero camaldolese di San Salvatore, ma trasferitasi presto (1383) nel convento domenicano di Santa Maria Novella, la Compagnia entrò sotto la stretta influenza spirituale dell’ordine dei Predicatori. Uno degli ultimi atti della Compagnia prima della sua estinzione, fu la cessione alla Curia arcivescovile di Firenze di tutto il patrimonio artistico che aveva accumulato nel corso dei secoli: la maggior parte delle opere d’arte fu depositata durante la Seconda Guerra Mondiale nel Seminario arcivescovile di Cestello e lì, ancora, si trova tutt’oggi.


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Particolare di: Giovanni Martinelli (Montevarchi, 1600/1604 - Firenze, 1659) - Ripudio di Agar (San Giuseppe mostra a Gesù la sua discendenza da Abramo) - 1645-1646 Firenze, Seminario Arcivescovile 

 

•LA MOSTRA:  “Il rigore e la grazia. La Compagnia di San Benedetto Bianco nel Seicento fiorentino” - FIRENZE, Cappella Palatina di Palazzo Pitti - fino al 17 maggio 2016 - INFO: 055.294883

 
 

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