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And so this is Christmas …..lights

Inventato da Edward Johnson, già assistente di Edison, il primo set di lucine per l’abete di Natale risale al 1882. Abbiamo incontrato Giorgio Mondello, che colleziona fili di luci vintage da vent’anni

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• Domizia Dalia

La collezione di luci di Natale posseduta da Giorgio Mondello, romano Doc, è una rarità in Italia. Nel nostro Paese, infatti, i collezionisti di questi addobbi si posso contare sulle dita di una mano, eppure le illuminazioni in un albero sono fondamentali e immaginarne uno senza è quasi impossibile. Una passione che il nostro collezionista coltiva da quando, una ventina di anni fa, intravide tra i banchi del mercato di Porta Portese un filare di lucine simili a quelle che aveva avuto da bambino. Il ricordo, legato al periodo felice delle feste, lo portò ad acquistare quel pezzo e continuare a ricercarle in tutto il mondo, diventandone un vero esperto. Il suo compito non è certo facile qui in Italia, dato che chi possiede vecchie luci vedendole aggrovigliate e in parte non funzionanti il più delle volte le elimina. Cosa ben diversa accade negli Stati Uniti dove il culto per gli oggetti vintage e per i decori natalizi è molto diffuso.



Mi è capitato più di una volta di soffermarmi davanti ad un dipinto in cui viene immortalata una classica scena di genere ambientata durante le festività natalizie. Il protagonista indiscusso è sempre uno scintillante abete al centro del focolare domestico. Parliamo quindi di alberi illuminati rappresentati in epoche antecedenti alla diffusione dell’energia elettrica…

Infatti inizialmente erano addobbati con candeline di cera agganciate alle estremità dei rami attraverso mollette di metallo o coppette di latta decorate a tema. In questi dipinti spesso si nota accanto all’albero un secchio contenete acqua o sabbia perché il rischio incendi era elevatissimo. Oltre a questo è facile scorgere una coperta posta sotto l’albero e utilizzata per evitare che la cera colasse direttamente sul pavimento. 

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Il primo set di lucine è stato inventato nel 1882 da Edward Jhonson, allora già assistente di Edison. Mentre, l’azienda americana General Electric è stata la prima a realizzarle e a commercializzarle, anche se la diffusione di massa è avvenuta solamente nei primi due decenni del Novecento. Immagino che trovare questi primissimi esemplari sia davvero un’impresa. Le sue lucine più antiche a che epoca risalgono?

La mia collezione presenta più di centottanta serie di luci dagli anni Trenta fino alla fine degli anni Sessanta, quelle posteriori non mi interessano sono grossolane, per non parlare di quelle prodotte in Cina. La maggior parte di quelle che possiedo sono state fabbricate in Italia, ma molte provengono anche da Stati Uniti, Russia e Inghilterra. Trovare una confezione completa di quel primo esemplare “Decorative lighting with Edison” venduto nel 19031904 composto da una serie di lampadine colorate sarebbe davvero un sogno, ma come è facilmente intuibile bisogna cercare oltreoceano.


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La corsa verso tecnologie sempre più avanzate ha sicuramente portato innovazioni anche in questo campo. Ma più di ogni altra cosa è l’evoluzione estetica delle lucine che ha subito diversi mutamenti, quali sono i principali?

Tecnologia e creatività sono sempre andate di pari passo. Le prime lucine erano di vetro, in seguito sono state realizzate utilizzando i materiali emergenti. Negli anni Trenta erano prodotte  spesso con la celluloide, poi soppiantate da quelle realizzate in plastica. I primi esemplari riprendevano il concetto delle candeline in cera realizzate in metallo con al posto della fiammella lampadine illuminate con corrente a 125 volt. Con il tempo i soggetti si sono moltiplicati e dai più antichi lampioncini – molto rari – si arriva alle figure come per esempio piccoli animali, fiori, ghiaccioli e molti altri ancora.


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Nella sua collezione spicca una serie particolarissima che ha come soggetto lo spazio…

Si tratta di una serie prodotta in Russia che rende omaggio alle missioni volte alla conquista dello spazio ai tempi dello Sputnik. Ecco allora che i soggetti in questo caso diventano i pianeti, i satelliti le stelle e i missili. 


Oltre al soggetto e al materiale, un indizio importante per riconoscere l’epoca di un esemplare credo sia il filo della corrente…

Le serie più antiche si riconoscono anche perché presentano il filo cotonato, simile a quello dei ferri da stiro. In seguito è stato sostituito da fili sottilissimi intrecciati di colore verde. Quando si è passati dai 125 volt ai 220 volt per smaltire le scorte prodotte sono stati utilizzati degli adattatori per aumentare la tensione, perciò non è difficile trovare delle lucine che presentano anche una parte di filo doppio posto tra quello sottile e la presa. Anche le spine possono essere particolari, realizzate in bachelite colorata. 


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Tra le aziende produttrici quali sono le più rilevanti?

Le più famose aziende sono: Silvestri, Noma, Paramount, Philips, Clemco, Osram, Edison, Pfico e ovviamente General Electric che dal 1909 ha utilizzato il nome Mazda sulle lampadine al tungsteno, miglioramento di quelle con i filamenti di carbonio. Il nome deriva da Ahura Mazdā, divinità persiana Dio della Luce. Con questo appellativo l’azienda leader americana volle sottolineare la qualità superiore di una precisa tipologia di lampadine. Sulla rivista del 1917 Popular Science la General Electric ha fatto pubblicare il seguente annuncio “Il marchio Mazda può apparire solo sulle confezioni di lampadine che soddisfano gli standard del servizio Mazda. Il marchio è di proprietà della General Electric Company”. Sottolineando come Mazda non fosse il nome di una cosa ma di un servizio. Dal 1920 le lampadine al tungsteno si diffusero ampiamente  e molti produttori di addobbi natalizi le adottarono apponendo sulle confezioni la specifica “with Mazda Lamps”


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Per voi collezionisti il fatto che siano funzionanti e che abbiano il packaging originale è molto importante?

Sicuramente ne accresce il valore anche se per me non è determinante nella scelta e nell’acquisto di un pezzo. Tuttavia possiedo diverse serie con scatola originale. Inoltre il mio vero hobby è quello di renderle funzionanti perciò acquisto anche lucine da riparare. 


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Dove le acquista?

Principalmente nei mercatini, quando posso viaggio verso il nord Europa dove si ha una maggiore possibilità di trovare interessanti addobbi natalizi vintage. Come le dicevo sono andato persino in Russia, Lituania e Polonia. Per acquistare pezzi americani, invece, utilizzo internet. Per esempio dopo molto tempo sono riuscito a comprare le Bubble Lites, a forma di candeline contenenti un liquido che scaldato dalla luce produce delle bollicine, un effetto davvero grandioso!



 

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