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Negli occhi e nella mente di Ludovico Ariosto

500° ANNIVERSARIO DELL’ORLANDO FURIOSO Palazzo dei Diamanti condurrà i visitatori in un appassionante viaggio nell’universo ariostesco, tra immagini di battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e magie. A Ferrara, dal 24 settembre 2016 all’8 gennaio 2017


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PARTICOLARE DI: Paolo Uccello: San Giorgio e il drago, c. 1458-60 Olio su tavola, cm 52 x 90 Parigi, Musée Jacquemart-André

Il 22 aprile 1516, in un’officina tipografica ferrarese, terminava la stampa dell’Orlando furioso, opera simbolo del Rinascimento italiano. Nel quinto centenario il poema verrà celebrato con un’esposizione che aprirà a Palazzo dei Diamanti il 24 settembre. I visitatori si troveranno davanti a una mostra d’arte che fa dialogare fra loro dipinti, sculture, arazzi, libri, manoscritti miniati, strumenti musicali, ceramiche invetriate, armi e rari manufatti. A orchestrare questo incanto visivo è un’idea semplice: restituire l’universo di immagini che popolavano la mente di Ludovico Ariosto mentre componeva il Furioso. Un lungo lavoro è stato orientato a individuare i temi salienti del poema e a rintracciare, puntualmente, le fonti iconografiche che ne hanno ispirato la narrazione



I visitatori saranno così condotti in un appassionante viaggio nell’universo ariostesco, tra immagini di battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e magie. A guidarli saranno i capolavori dei più grandi artisti del periodo, da Paolo Uccello ad Andrea Mantegna, da Leonardo da Vinci a Raffaello, da Michelangelo a Tiziano a Dosso Dossi: creazioni straordinarie che faranno rivivere il fantastico mondo cavalleresco del Furioso e dei suoi paladini, offrendo al contempo un suggestivo spaccato dell’Italia delle corti in cui il libro fu concepito. Grazie al sostegno dei maggiori musei del mondo, le opere conosciute o ammirate dal poeta, saranno riunite a Ferrara per dare vita ad un appuntamento espositivo irripetibile: dall’olifante dell’XI secolo, che la leggenda vuole sia il corno di Orlando che risuonò a Roncisvalle, alla straordinaria Scena di battaglia di Leonardo da Vinci proveniente da Windsor; dalla preziosa terracotta invetriata dei Della Robbia raffigurante l’eroico condottiero Scipione dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, al romantico, trasognato Gattamelata di Giorgione dagli Uffizi, celebre comandante di ventura ritratto nella sua luccicante armatura moderna

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PARTICOLARE DI: Tiziano: Il baccanale degli Andrii, c. 1523-26 Olio su tela, cm 175 x 193 Madrid, Museo Nacional del Prado


Ariosto non smise mai di rielaborare il suo poema, che fece nuovamente stampare a Ferrara, con lievi ritocchi, nel 1521 e una terza volta, sensibilmente rimaneggiato, nel 1532, pochi mesi prima di morire. Negli anni tra la prima e la terza redazione del Furioso il mondo attorno al suo autore cambiò radicalmente, a cominciare dagli sconvolgimenti culminati nella battaglia di Pavia del 1525 che segnò la sconfitta di Francesco I e l’inizio dell’egemonia politica e culturale di Carlo V sulle corti padane. Parallelamente nelle arti figurative maturano negli stessi anni espressioni nuove, trionfa quella Vasari chiamerà “maniera moderna”.
La stessa olimpica sintesi che in pittura genera le vette del Rinascimento, in letteratura ha un singolare parallelo nella trasformazione linguistica dell’Orlando, che Ariosto porta a compimento nell’edizione del 1532. Grazie ad essa il poema, purificato dalle inflessioni locali, diviene «classico di una classicità nuova», un capolavoro “italiano”, simbolo della letteratura del primo Rinascimento.


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Olifante detto “Corno d’Orlando”, fine XI sec. Avorio, cm 52 x 13 Tolosa, Musée Paul-Dupuy

•LA MOSTRA: “Orlando Furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi” - FERRARA, Palazzo dei Diamanti - dal 24 settembre all’8 gennaio 2017 - INFO: tel. 0532.244949 - www.palazzodiamanti.it

 

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