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La pittura energica del grande innovatore

Edouard Manet. La mostra a Palazzo Reale celebra il ruolo centrale del maestro nella pittura moderna. A Milano, dall’8 marzo al 2 luglio 2017


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Particolare di: Edouard Manet - Ramo di peonie bianche e cesoie, 1864 - Olio su tela, 30,5 x 46,5 cm - Parigi, Musée d’Orsay © René-Gabriel Ojéda /  RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari

E’ innegabile il ruolo centrale di Edouard Manet nella storia dell’arte europea. L’intento di quest’uomo sfrontato e coraggioso, dotato di carisma particolare e di un immenso talento artistico, è stato quello di congiungere alla grandezza della pittura classica, la libertà dell’arte moderna. E non vi è alcun dubbio che ci sia riuscito.

Il suo prestigio, le sue idee e pratiche innovative nel campo pittorico, lo fanno diventare in breve leader e protagonista del movimento impressionista di cui in realtà non ha mai voluto fare totalmente parte: non partecipa alle otto mostre impressioniste tenutesi tra il 1874 e il 1886, esponendo sempre, nonostante la possibilità di esser rifiutato, al Salon, unica sede di cui riconosce l’autorità. Da subito mira a essere consacrato come l’innovatore, colui che porta l’arte nel solco della  modernità.



Ci riuscirà con straordinario vigore tramite una pittura magnifica, ricca di virtuosismo e invenzioni, energica nell’uso dei colori e nel taglio delle composizioni, e la sua ascesa si fermerà solo con la sua fine precoce. La mostra Manet e la Parigi moderna che apre l’8 marzo a Milano al piano nobile di Palazzo Reale – fino al 2 luglio – intende raccontare il percorso artistico del grande maestro (1832-18823) che, in poco più di due decenni di intensa attività, ha prodotto 430 dipinti, due terzi dei quali copie, schizzi, opere minori o incompiute.

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Particolare di: Alfred Stevens - Il bagno, 1873-1874 - Olio su tela, 73,5 x 92,8 cm - Parigi, Musée d’Orsay © René-Gabriel Ojéda /  RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari

Un corpus in sé affatto esteso, ma in grado di rivoluzionare il concetto di arte moderna. Una vicenda la sua, che si intreccia a quella di altri celebri artisti, molti tra loro compagni di vita e di lavoro di Manet, frequentatori assieme a lui, di caffè, studi, residenze estive, teatri. Le opere presenti in mostra arrivano dalla prestigiosa collezione del Musée d’Orsay di Parigi: un centinaio di opere, tra cui 55 dipinti – di cui 17 capolavori di Manet e 40 altre splendide opere di grandi maestri coevi, tra cui Boldini, Cézanne, Degas, Fantin-Latoure, Gauguin, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Signac, Tissot. Alle opere su tela si aggiungono 10 tra disegni e acquarelli di Manet, una ventina di disegni degli altri artisti e sette tra maquettes e sculture. 
L’esposizione intende celebrare il ruolo centrale di Manet nella pittura moderna, attraverso i vari generi cui l’artista si dedicò: il ritratto, la natura morta, il paesaggio, le donne, Parigi, sua città amatissima, rivoluzionata a metà ‘800 dal nuovo assetto urbanistico attuato dal barone Haussmann e caratterizzata da un nuovo modo di vivere nelle strade, nelle stazioni, nelle Esposizioni universali, nella miriadi di nuovi edifici che ne cambiano il volto e l’anima.

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Particolare di: Henri Gervex - Il ballo dell'Opéra, 1886 - Olio su tela, 85 x 63 cm - Parigi, Musée d’Orsay © René-Gabriel Ojéda /  RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari


•LA MOSTRA: “Manet e la Parigi moderna” - MILANO, Palazzo Reale - dall’8 marzo al 2 luglio- INFO: tel. 02.  88445181 www.palazzorealemilano.it 

 

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