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Il Re di bastoni 

Renzo Traballesi  ci apre le porte della sua importante collezione. Da appoggio, accessoriati, religiosi o da comando, in legno ma anche in porcellana e in vetro, i bastoni sono oggetti in uso dalla notte dei tempi. Tutankhamon ne fu il primo grande collezionista


di Domizia Dalia


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Impugnatura da bastone in porcellana. 1750 ca, Manifattura Capodimonte, Napoli, Italia.

La storia dei bastoni è sicuramente molto antica. Già i primi uomini ne compresero il possibile utilizzo come utensili in grado di sorreggerli. Di questo periodo tuttavia, non si hanno testimonianze certe e per trovarne bisogna far girare la ruota del tempo di qualche millennio fino ad arrivare agli Egizi, epoca nella quale l’utilizzo è documentato in pitture e  papiri. Di tutti i ritrovamenti, però, quello fatto all’interno della tomba di Tutankhamon è stato, forse, il più importante: ben centotrentadue esemplari di bastoni, facenti parte del suo corredo funebre, tutti di raffinata fattura, alcuni dei quali in legno scolpito, rivestito di foglia d’oro con l’impugnatura a forma di testa impreziosita da pietre colorate. Da Tutankhamon – che probabilmente possiamo considerare uno dei primi collezionisti – in poi, sono molti gli appassionati di questi oggetti. Renzo Traballesi, psichiatra senese, classe 1949 è uno di essi. Con entusiasmo ci racconta l’evoluzione non solo della sua personale raccolta, ma anche del bastone stesso che una volta diventato oggetto à la page ha seguito le mode del tempo. Nella sua collezione non esiste comunque l’asso di bastoni. Per il dottor Traballesi i suoi sono tutti degli assi!



La sua collezione è frutto di accurate ricerche svolte in oltre trent’anni. Come mai ha concentrato la sua attenzione su questo specifico oggetto?
Non c’è un motivo preciso, semplicemente sono stato colpito da un bellissimo esemplare con il manico a forma di civetta durante un mio viaggio in Scozia. Essendo io senese, facente parte della contrada della civetta non ho resistito. Da quel momento il ricercarli è diventata una vera ossessione. I primi esemplari avevano tutti lo stesso soggetto, ma poi con il tempo ho ampliato il raggio a tutte le categorie raffinando sempre di più le mie ricerche.

Parlando di categorie, quali sono quelle da tenere in considerazione?
Ovviamente il collezionista di bastoni è attratto da quelli particolari e storici. La prima grande distinzione da fare è che i bastoni si possono radunare in due principali categorie. La prima è composta dai monofunzionali che comprende essenzialmente quelli da appoggio. Rientrano in questa sezione anche i bastoni decorativi, storici, religiosi, marini, di comando e così via. Sottocategorie utili per catalogare con più precisione i diversi esemplari.

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Particolare di: Bastone con impugnatura in oro finemente cesellato. Sulla sommità monogramma di re Ferdinando di Borbone. Punzone di orafo napoletano. Inizi 1800, Napoli, Italia.

Mentre la seconda grande categoria…
È composta dai plurifunzionali o altrimenti detti accessoriati, ovvero quelli che hanno anche altre funzioni e che al loro interno contengono altri oggetti. Questa categoria è molto ampia e gli artigiani nel tempo hanno dato sfogo alla loro creatività. Esistono bastoni animati – quelli da difesa, che contengono una spada o un pugnale o a volte entrambi – quelli musicali, quelli con l’orologio e addirittura quelli da medico che celano gli strumenti essenziali per un primo intervento. Insomma un mondo infinito. 

Mi incuriosiscono particolarmente quelli musicali…
Di questi bastoni ve ne sono di diversi tipi: chitarra, flauto, armonica, flauto traverso, ma quello più raro e più ricercato dai noi collezionisti è il bastone violino. In collezione ne possiedo uno di pregiata fattura con manico “opera” in mogano massiccio a forma di mentoniera che svitandosi libera il corpo ed il coperchio insieme a tutti gli altri elementi. Si tratta di un pezzo risalente alla fine del XIX secolo. I primissimi esemplari di bastoni violino risalgono già alla metà del 1700. Considerato in un primo momento erroneamente di origine russa, è in realtà stato inventato da Johann Wilde, musicista di origine bavarese anche maestro di danza alla corte di San Pietroburgo.

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Particolare di: Bastone con impugnatura in oro finemente cesellato. Sulla sommità monogramma di re Ferdinando di Borbone. Punzone di orafo napoletano. Inizi 1800, Napoli, Italia


Una vera chicca da museo, ma in collezione ne troviamo altre. Tra le tante anche un bastone popolare che se non sbaglio è uno dei suoi preferiti. I cosiddetti popolari, hanno la caratteristica di essere dei pezzi monossili di legno scolpito a tema religioso o mitologico…

È proprio così, in particolar modo mi è molto caro quello settecentesco che rappresenta la prima delle dodici fatiche di Ercole, in cui riesce ad uccidere il gigantesco leone Nemea rendendosi, così, immune alle frecce dopo aver indossato la pelle invulnerabile della belva. 


Le sue ricerche non si sono mai fermate. Oggi cosa predilige?

Come le ho in parte detto colleziono solo bastoni che esprimono una personalità. 

Ultimamente, per esempio, sono molto attratto da quelli in porcellana. 

Come si può intuire sono molto difficili da trovare a causa della loro fragilità. 


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Particolare di: Impugnatura in corallo sulla quale sono scolpiti due putti. Fine ‘800. Torre del Greco, Napoli


Nessun materiale è stato escluso, persino quelli così fragili…

Esistono anche esemplari in vetro, principalmente di due tipi: quelli realizzati a Murano, creati dai maestri vetrai per dimostrare la loro abilità, e quelli cavi contenenti del vino. 

Questi ultimi venivano regalati ai soldati che una volta rientrati dalla guerra rompevano il puntale per brindare al loro ritorno a casa. Nel mercato antiquario si trovano, ma raramente integri con il vino all’interno.


Immagino che il materiale, oltre a diversificare così tanto i bastoni sia anche una delle caratteristiche distintive per attribuirne il valore?

In genere è così, ma non sempre. 

Per esempio i bastoni con elementi in oro – considerato  da tutti uno dei materiali più preziosi – realizzati industrialmente non sono all’altezza di quelli artigianali creati con materiali come la tartaruga, il dente di narvalo e così via. 

A meno  che non si tratti di un bastone d’oro firmato Fabergé!


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Particolare di: Bastone  con impugnatura in tartaruga piena ed intarsi in oro. Firmato Verdier. Seconda metà 1800, Francia. 


Lei oltre che sul mercato antiquario e alle aste, utilizza anche il web per fare i suoi acquisti?

Preferisco i canali tradizionali. Non compro mai senza vedere prima l’oggetto di persona. 

Sul mercato ci sono diversi pezzi assemblati male, con elementi non coevi e addirittura con pezzi che non appartenevano a bastoni. Bisogna anche stare molto attenti a quelli in avorio perché dalla Cina ne arrivano molti di fattura recente spacciati per antichi. 


Qual è il bastone che vorrebbe, ma che ancora non ha trovato?

Forse quello religioso con raffigurata la Via Crucis


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Particolare di: Bastone monossile che raffigura San Michele che uccide il drago, di fatto descrive “la lotta fra Il bene e il male”. 1871, Italia.


 

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