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La passione del diplomatico

Le preziose raccolte di Emanuele D’Azeglio in mostra a Torino, Palazzo Madama, fino al 6 marzo 2017 


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Particolare di: Scodella con David e Golia - Manifattura dell’antico ducato di Urbino, 1507 Maiolica - Firenze, Museo Nazionale del Bargello - David appare come un giovane dalla struttura asciutta con il volto ancora teso per lo scontro con il gigante dei Farisei; le modalità del disegno richiamano il repertorio figurativo di Pinturicchio e Francesco di Giorgio Martini. La scodella, già nella collezione Hailstone, fu acquistata da d'Azeglio in Inghilterra

La mostra a Palazzo Madama ospita fino al 6 marzo Emanuele d’Azeglio. Il collezionismo come passione, mostra che celebra, a duecento anni esatti dalla sua nascita, il grande collezionista e mecenate piemontese che, dopo una brillante carriera diplomatica, fu dal 1879 al 1890 direttore del Museo Civico di Torino. La mostra si concentra sulla grande passione collezionistica di Emanuele d’Azeglio, le cui preziose raccolte di ceramiche e di vetri dorati, graffiti e dipinti, conservate a Palazzo Madama, costituiscono oggi una collezione unica al mondo, per qualità e numero di pezzi. Vittorio Emanuele Taparelli d’Azeglio (1816-1890), nasce a Torino in una delle più importanti famiglie della nobiltà piemontese dell’epoca ed è avviato alla carriera diplomatica che lo porta a prestare servizio in varie sedi europee.



Molto apprezzato da Cavour, nel 1850, a soli 34 anni, diventa ministro plenipotenziario a Londra per il Regno di Sardegna, e poi d’Italia. Nel vivace clima culturale londinese di fine ‘800 diventa un raffinato conoscitore e collezionista d’arte, abilità che sfrutta come strumento di ascesa e affermazione sociale, tanto che per sua iniziativa nasce il celebre Burlington Club, dove ha la possibilità di entrare in contatto con i principali collezionisti e antiquari dell’epoca. Frequenta inoltre i direttori dei grandi musei londinesi, come il British Museum e il Victoria and Albert Museum. Sono gli anni della bricabracomanie, la febbre del collezionismo, passione che si diffonde rapidamente soprattutto tra chi viaggia e che spinge i collezionisti in tutta Europa alla ricerca di tesori nascosti nei negozi d’anticaglie

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Particolare di: Luca Signorelli, attribuito (Cortona 1450 circa - 1523) - Madonna con il Bambino - 1470-1475 circa Tempera e olio su tavola  - Venezia, Fondazione Cini - Il dipinto è stato attribuito a pittore della cerchia di Piero della Francesca, verosimilmente Luca Signorelli nel suo primo periodo dell'attività, la cui mano si ritrova in due dipinti ora a Oxford e a Boston. Fu una delle opere più amate da Emanuele d'Azeglio, che la espose alla British Institution di Londra nel 1865 e la portò con sé al rientro in Italia, lasciandola poi in eredità al nipote Emanuele Pes di Villamarina

Per Emanuele d’Azeglio la passione collezionistica si concretizza in numerose raccolte, che si avvicendano nel tempo: porcellane cinesi e giapponesi, dipinti di antichi Maestri, maioliche e porcellane italiane, infine i vetri dipinti, l’ultima sua grande avventura. Ritiratosi dall’attività diplomatica nel 1868, cresce in lui l’impegno verso il Museo Civico di Torino, a cui fa confluire donazioni e segnalazioni per gli acquisti. Insieme alla raccolta di ceramica, oggetto di attenzione costante e continuamente incrementata, colleziona oltre un centinaio di vetri eglomisés, dipinti e dorati, che lascia in eredità al Museo torinese. Oltre alle opere di proprietà di Palazzo Madama, sono esposti in mostra alcuni importanti prestiti.

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Particolare di: Piatto  - Manifattura di Meissen, 1742-1745 - porcellana dura sul verso: marca spade incrociate in blu, incusso il numero "16" Torino, Palazzo Madama-Museo Civico d’Arte Antica, inv. 1177/C - Il piatto presenta un decoro a fiori (Holzschnittblumen) e insetti, ombreggiati a creare un effetto trompe-l’oeil: al centro è dipinto un Lilium chalcedonicum. Il piatto fa parte di un servizio con armi del ministro sabaudo Carlo Vincenzo Ferrero marchese di Ormea (1680-1745), di cui di conservano una decina di piatti in collezioni pubbliche e private. Fu acquistato da d’Azeglio nel 1883. Durante gli anni della sua direzione procurò al Museo torinese alcuni importanti esemplari della manifattura di Meissen, di cui fino ad allora erano sostanzialmente sprovviste le collezioni


•LA MOSTRA:  “Emanuele d’Azeglio. Il collezionismo come passione” - TORINO, Palazzo Madama  - fino al 6 marzo 2017 - INFO:   011.4433501 - www.palazzomadamatorino.it

 

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