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Suggestioni da terre lontane

A Palazzo Madama, raccolte di viaggiatori tra Otto e Novecento, fino al 11 settembre 2017


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PARTICOLARE DI: Urne funerarie - Messico, cultura zapoteca (Monte Albán III A) 250-650 d.C - Terracotta con tracce di policromia - Dono Zaverio Calpini 1876 - Le urne, disposte all’interno o all’ingresso del recinto mortuario, rappresentavano divinità, animali, personaggi riccamente vestiti. Numerose raffiguravano il dio della pioggia Cocijo, riconoscibile dai glifi del campo di mais, del fulmine, della pioggia


Un viaggio attraverso quattro continenti illustrato da opere d’arte provenienti dalle ricche collezioni etnografiche del museo e da prestiti di altri musei è quello che viene presentato a Palazzo Madama, dal 6 aprile al 11 settembre prossimi. In tutto sono esposti più di 130 oggetti, tra armi, strumenti musicali, oggetti sacri, ornamenti, in gran parte mai esposti prima d’ora al pubblico, entrati nelle collezioni di Palazzo Madama grazie alle donazioni di diplomatici, imprenditori, artisti, commercianti e aristocratici. 



Reperti archeologici dell’America pre-colombiana. Tamburi, sonagli e lire congolesi. Pagaie cerimoniali, clave e tessuti in corteccia d’albero provenienti dalle isole dell’Oceania. Testi sacri e sculture buddhiste. E ancora manufatti africani, maschere del Mali e della Nigeria; un meraviglioso pariko (diadema) di penne multicolori usato dai Bororo del Mato Grosso nelle cerimonie. La mostra riconduce a un’epoca in cui con sguardo positivista si studiavano i mondi lontani dall’Occidente e quindi esotici. Una stagione in cui i maggiori musei europei si aprirono ad accogliere reperti e manufatti di popoli e continenti diversi alla ricerca di nuove chiavi di lettura per la propria storia e cultura. A Palazzo Madama il percorso espositivo si articola in quattro principali sezioni: Africa, Asia, America e Oceania. Nell’Africa troviamo una selezione di armi e strumenti musicali raccolti dal marchese Ainardo di Cavour, durante un avventuroso viaggio compiuto nel 1862 e da Tiziano Veggia, in Congo.

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PARTICOLARE DI: Sanze - Repubblica Democratica del Congo, etnia Ciokwe, anteriore al 1938 - Legno intagliato, lamina di metallo - Dono Tiziano Veggia, 1955

Dall’Asia proviene la collezione di sculture sacre, stoffe, avori intagliati ed altri oggetti d’uso, esposta per la prima volta, che l’imprenditore Bernardo Scala nel 1880 porta con sé al suo rientro dallo Stato del Myanmar (allora detto Birmania). Dal Messico provengono gli oggetti precolombiani donati al museo nel 1876 dall’imprenditore Zaverio Calpini. Reperti rari e preziosi quali le sculture olmeche, urne cinerarie zapoteche, ornamenti d’oro e idoli della cultura Maya, Mixteca e Azteca. Dal Perù arrivano i pettorali e pendenti in argento e oro donati da Giovanni Battista Donalisio, console di Panama. L’Oceania costituisce l’ultima sezione della mostra, con una selezione tra gli oltre 200 oggetti donati nel 1872 da Ernesto Bertea. 
Il percorso nel suo articolarsi è carico di sorprese e suggestioni e consente di scoprire opere esteticamente insolite e stupefacenti a tal punto da sembrare oggetti attinenti a certa illustrazione fantasy contemporanea o persino progettati da culture extraterrestri.

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PARTICOLARE DI: Tamburi - Repubblica Democratica del Congo, etnia Luba, anteriore al 1938 - Legno intagliato, pelle, corda -  Dono Tiziano Veggia, 1955 - Il foro sulla circonferenza permette di introdurre una membrana, tesa all’estremità di un piccolo tubo. Questa produce la vibrazione secondaria che caratterizza questi tamburi, tipici delle regioni del Kasai e del Kiwu.

•LA MOSTRA:  “Cose d’altri mondi. Raccolte di viaggiatori tra Otto e Novecento” - TORINO, Palazzo Madama - Sala Atelier - dal 6 aprile all’11 settembre - INFO:  011.4433501 - www.palazzomadamatorino.it

 

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