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Una vita ai 300 all’ora

Il mito di Gilles Villeneuve rivive attraverso oltre 170 fotografie di Ercole Colombo. La mostra allo Spazio Oberdan di Milano ripercorre la carriera di uno dei piloti più amati, a 35 anni dalla sua scomparsa. Fino al 16 luglio 2017


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PARTICOLARE DI: Ercole Colombo, Gilles Villeneuve, GP di Spagna, 1978


Sono passati trentacinque anni dalla scomparsa di Gilles Villeneuve, uno dei piloti più amati dal pubblico. Il tragico incidente sul circuito belga di Zolder, rimasto nell’immaginario collettivo di generazioni di appassionati, ha solo posto termine a una carriera breve ma intensa - la sua esperienza nel circus della Formula 1 è durata solo 5 anni, dal 1977 al 1982 -, ma una sequenza impressionante di corse spericolate, il coraggio così esposto, sempre, lo avevano già collocato nella leggenda della velocità.
Allo Spazio Oberdan di Milano, la mostra Wow, Gilles!, ripercorre fino al 16 luglio 2017, la storia umana e sportiva di Gilles Villeneuve, attraverso oltre 170 fotografie di Ercole Colombo, reporter di sport tra i più apprezzati. La rassegna è arricchita da alcune immagini provenienti dal Museo Villeneuve di Berthierville in Canada e dal motore della Ferrari 126CK Turbo del 1981, oltre a una sezione con altri oggetti legati al mito di Villeneuve.



Il racconto prende avvio proprio dal 1950, anno della nascita di Gilles, e analizza il periodo della giovinezza, quando comincia ad articolare la sua passione per i motori. Del 1973 è il suo debutto nel mondo delle monoposto, sino  all’esordio in Formula 1 con una McLaren, nel Gran Premio di Gran Bretagna.
Siamo nel 1977. Il 29 agosto, a Maranello, Villeneuve incontra per la prima volta Enzo Ferrari che, nel mezzo di un divorzio burrascoso da Niki Lauda, desidera ribadire la supremazia delle sue macchine rispetto al pilota. La trattativa è breve: Gilles debutta sulla rossa, il 9 ottobre, in Canada. La mostra raccoglie inoltre le immagini più significative e inedite di una carriera folgorante: dai primi, clamorosi incidenti, alla prima vittoria, ottenuta sul circuito di casa nel 1978, al duello epico con René Arnoux nel Gran Premio di Francia a Digione, 1979.

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PARTICOLARE DI: Ercole Colombo, Gilles Villeneuve, GP di Austria, 1978

Una lunga sequenza di sorpassi, azzardi, sbandate, e contatti che fece nascere tra i tifosi ferraristi quella “Febbre Villeneuve” che mai li abbandonerà. Ercole Colombo, oltre a documentare la sua vicenda in pista, testimonia la nascita di un mito vivente, un eroe dei nostri tempi, amato e ammirato per il suo stile tutto acuti ed esagerazioni.
Il percorso espositivo prosegue con la ricostruzione del suo annus horribilis, il 1982, con lo schiaffo morale ricevuto dal compagno di squadra Didier Pironi che, contravvenendo agli ordini di scuderia, lo superò all’ultimo giro del Gran Premio di Imola, sino al tragico e ultimo volo a Zolder che segnò la fine della sua giovane vita.
La mostra si chiude idealmente con la sala dedicata al figlio Jacques, che ha portato a termine una sorta di missione di famiglia, conquistando uno storico tris di vittorie: il campionato Cart americano, la 500 miglia di Indianapolis e, finalmente, il campionato del mondo di Formula 1, nel 1997.

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PARTICOLARE DI: Ercole Colombo, Gilles Villeneuve, GP di Argentina, 1981

•LA MOSTRA:  “Wow Gilles! Villeneuve. Il mito che non muore” - MILANO, Spazio Oberdan - fino al 16 luglio - INFO: 02.36638600 - www.wowgilles.com

 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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