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Il teorema dell’arte

Rinascimento a Urbino, Fano e Pesaro. Circa ottanta opere, tra dipinti, sculture e oggetti, valorizzano un patrimonio artistico quasi sconosciuto. Nelle tre sedi espositive, fino al 3 settembre 2017


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PARTICOLARE DI: Giovanni Antonio da Pesaro, Madonna in trono con il Bambino, sant’Onofrio, san Giovanni Battisti, san Gerolamo, un santo vescovo e sant’Aiuto inginocchiato


Le città di Urbino, Pesaro e Fano rendono omaggio al Rinascimento promuovendo una grande mostra a cura di Vittorio Sgarbi allestita fino al 3 settembre in tre sedi: Palazzo Ducale, Sale del Castellare, a Urbino; Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, Sala Morganti, a Fano; Musei Civici di Palazzo Mosca a Pesaro. Saranno esposte oltre ottanta opere, tra dipinti e sculture, disegni e oggetti d’arte dall’inizio del Quattrocento alla metà del Cinquecento, di proprietà di fondazioni bancarie, istituzioni e collezionisti privati con l’obiettivo di valorizzare, come indica il titolo stesso, un patrimonio artistico quasi sconosciuto (perché non esposto nei musei pubblici), e al contempo creare un dialogo con le opere rinascimentali presenti sul territorio.



Oltre a maestri di scuola marchigiana (Giacomo di Nicola da Recanati, Giovanni Antonio da Pesaro), sono stati selezionati capolavori inediti o ancora poco noti di artisti rappresentativi delle principali scuole pittoriche della penisola: toscana, tra cui Piero del Pollaiolo, Benvenuto Cellini, Pontormo, Baccio Bandinelli; veneta, come Bonifacio de’ Pitati, Giovanni Bonconsiglio detto Marescalco; ferrarese, tra cui Benvenuto Tisi detto Garofalo, Dosso Dossi, Giovanni Battista Benvenuti detto Ortolano; lombarda, con Antonio de Carro, Gasparo Cairano, Agostino de Fondulis; emiliana e romagnola, come Giovanni Francesco da Rimini, Bernardino da Tossignano, Bartolomeo Ramenghi detto il Bagnacavallo, Parmigianino; umbra, adriatica e centroitaliana, come Raffaello, Perugino, Giulio Romano.

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PARTICOLARE DI: Giovanni Boncosiglio detto Marescalco, Madonna con il Bambino tra i santi Giovanni Battista, Caterina e il committente

Non c’è, probabilmente, nella storia umana e nella sua espressione attraverso l’arte, momento più alto e fervido d’invenzioni di quello che va dalla metà del Quattrocento alla metà del Cinquecento, da Piero della Francesca a Pontormo. Gli artisti danno vita a quello che è stato chiamato, con azzeccata definizione, Rinascimento. Anche prima di quegli anni l’arte era stata sublime, ma Piero della Francesca la arricchisce di una intelligenza che trasforma la pittura in pensiero, in teorema, ben oltre le esigenze devozionali. Sono gli anni delle meraviglie, gli anni in cui l’artista si sfida, in un continuo superamento di se stesso.  
Tra i simboli della cultura umanistica, spicca la silenziosa Città ideale nella Galleria Nazionale delle Marche nel Palazzo Ducale di Urbino, città che divenne per merito dell’intelligenza di Federico da Montefeltro una delle interpretazioni più raffinate e feconde del Rinascimento. Convocando decoratori, artisti e architetti all’avanguardia come Piero della Francesca o Leon Battista Alberti, il principe rinnovò in maniera radicale il contesto culturale e urbano di Urbino, che, all’inizio del Cinquecento, fu definita da Baldassarre Castiglione “una città in forma di palazzo”.

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PARTICOLARE DI: Orafo padovano del XVI secolo, Pisside

•LA MOSTRA: “Rinascimento segreto” - URBINO, Palazzo Ducale - Sale del Castellare - PESARO, Palazzo Mosca - Musei Civici - FANO, Museo Archeologico Pinacoteca del Palazzo Malatestiano - fino al 3 settembre - INFO: tel. 0744.422848 - www.rinascimentosegreto.it

 

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