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Venezia. Sul palcoscenico della Biennale


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di Roberto Brunelli


Ha inaugurato sabato 13 maggio la 57^ Edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo ‘Viva Arte Viva’, curata da Christine Macel. La manifestazione trasforma fino a domenica 26 novembre 2017 la città nella capitale mondiale dell’Arte Contemporanea. 85 Partecipazioni Nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia, selezionati eventi collaterali proposti da enti e istituzioni internazionali sparsi un po’ per tutta la città richiamano in laguna un numero altissimo di visitatori per i sei mesi a venire e gli organizzatori, guidati dal Presidente Paolo Baratta contano di superare gli oltre 500mila visitatori che hanno percorso i padiglioni della Biennale Arte 2015. La giuria ha assegnato il Leone d’oro per la miglior partecipazione nazionale al Padiglione della Germania curato da Susanne Pfeffer per “un’installazione potente e inquietante che pone domande urgenti sul nostro tempo e spinge lo spettatore a uno stato di ansia consapevole”, e all’ artista tedesco Franz Erhard Walther quello per il miglior artista “per la natura radicale e complessa della sua opera che attraversa il nostro tempo e suggerisce la mutazione contemporanea di una vita in transito”. Il Leone d’Oro alla Carriera è stato assegnato alla performer statunitense Carolee Schneemann pioniera della performance femminista dei primi anni ’60 che ha utilizzato il proprio corpo come materia principale della propria arte. Come ha scritto il Professor Stefano Zecchi non è l’Artista che fa grande la Biennale ma è Venezia che fa grandi gli Artisti. Si è portati infatti a credere che per un artista sia sufficiente prendere parte a una manifestazione di tale portata e risonanza mediatica per vederne aumentare automaticamente le quotazioni, errore in cui si imbattono non solo i collezionisti più giovani e/o comunque meno avveduti, ma nel quale, presi dalle pulsioni compulsive tipiche dei collezionisti, è facile che vi incorrano anche i più esperti. La prima cosa da fare è saper identificare gli eventi collaterali approvati dal curatore della Biennale e con il patrocinio ufficiale dai tanti altri che giocano chiaramente sull’utilizzo forviante delle parole “Biennale & Venezia” nella propria promozione e vedono esporvi il più delle volte artisti che pagano agli organizzatori un compenso per la loro presenza.
La partecipazione a quest’ultimi nella quasi totalità dei casi non porta nessun valore aggiunto nè alla loro carriera nè alle future quotazioni, tutt’al più può far curriculum se letto con occhi disattenti e da persone non preparate. Venendo ai padiglioni nazionali anche qui occorre un’attenta riflessione sulla discrezionalità dei curatori che spesso e volentieri vi convocano “i propri artisti” e non rappresentano come auspicato dalla mission della Biennale un palcoscenico d’avanguardia per la promozione delle nuove tendenze artistiche. Per questi padiglioni in fase di conferimento dell’incarico non è raro che un curatore preventivamente interpellato veda rifiutarsi il proprio ambizioso progetto per la difficoltà di trovarvi l’adeguata copertura economica: difficilmente rinvenibile per filantropia e molto più facile da reperire con “padiglioni promozionali” pro gallerie e mercanti che presentano “artisti commerciali” in grado di garantire un ritorno immediato in termini di vendite ma dietro ai quali potrebbero nascondersi operazioni speculative che ne viziano il mercato reale. Se la partecipazione alla Biennale non può di per se condizionare il destino artistico di un artista, al tempo stesso la mole di visitatori che si riversano a Venezia nel periodo della manifestazione testimoniano il forte appeal che ancor oggi hanno l’Italia e il “made in Italy” e sono di buon auspicio per attirare futuri investimenti stranieri.



Roberto Brunelli
www.brunelliroberto.it

 

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