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Tra sogno e colore. Intimo Mirò

A Bologna, Palazzo Albergati, una mostra racconta fino al 17 settembre il codice artistico del genio spagnolo


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PARTICOLARE DI: Joan Miró Femme au clair de lune, 1966 - Pen and wax crayon on paper, 15,2x19,5 cm © Successió Miró by SIAE 2017 - Archive Fundació Pilar i Joan Miró a Mallorca © Joan Ramón Bonet & David Bonet


Ha scritto Gillo Dorfles in un suo saggio che “l’incontro di fantasia e di controllo [...] può spiegare la base fondamentale dell’arte e della personalità di Joan Miró”.
 Trasgressivo, anticonformista e selvaggio, l’artista catalano per tutta la vita ha affiancato alla sua anima più contemplativa una poetica unica tra sogno e colore, così da sfuggire alla banalità e al convenzionalismo, dando vita a un linguaggio artistico universale ma allo stesso tempo unico e personale. La mostra MIRÓ! Sogno e colore  vuole raccontare il codice artistico del genio spagnolo: una rassegna esaustiva della sua opera che lasciò un segno inconfondibile nell’ambito delle avanguardie europee.



130 Opere tra cui 100 olii di sorprendente bellezza e di grande formato raccontano a Bologna la sua storia che si intreccia con quella variopinta e fascinosa dell’isola di Maiorca dove Miró visse dal 1956 fino alla morte nel 1983. Quì concretizzò il suo grande desiderio, ovvero di poter creare in un ampio spazio tutto suo, uno studio dove lavorare protetto dal silenzio e dalla pace che solo la natura poteva offrirgli. E da dopo la sua morte, proprio a Maiorca, la Fondazione Pilar i Joan Miró – da dove provengono tutte le opere in mostra - custodisce una collezione donata dall’artista e da sua moglie che conta 5000 pezzi e che conserva ancora (nel bianco edificio inondato di luce sospeso nel verde che era il suo studio) pennelli, tavolozze e attrezzi del mestiere rimasti lì dal giorno in cui è morto, come lui li aveva lasciati. Lo studio - che Miró aveva tanto desiderato - è ricostruito scenograficamente all’interno degli spazi di Palazzo Albergati. Sogno e colore di Miró, la sua interiorità e il modo di pensare, il profondo attaccamento alle sue radici e identità, la continua ricerca di novità: queste le chiavi per comprendere i capolavori provenienti da Palma di Maiorca ed esposti a Bologna per raccontare la sperimentazione ricercata da Miró all’interno delle principali correnti artistiche del ventesimo secolo come il Dadaismo, il Surrealismo e l’Espressionismo.
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PARTICOLARE DI: Joan Miró - Untitled, 1968-72 - Oil, acrylic, charcoal and chalk on canvas - 130,6x195,5 cm - © Successió Miró by SIAE 2017 - Archive Fundació Pilar i Joan Miró a Mallorca © Joan Ramón Bonet & David Bonet

Il percorso, cronologico e tematico allo stesso tempo, presenta la produzione degli ultimi trent’anni della vita di Miró: un periodo indissolubilmente legato alla “sua” isola dove, negli anni Sessanta e Settanta, si dedica a temi prediletti come donne, paesaggi e uccelli accanto a paesaggi monocromi e ai lavori – quelli degli ultimi anni – fatti con le dita, stendendo il colore con i pugni mentre si cimentava nella pittura materica, spalmando gli impasti su compensato, cartone e materiali di riciclo; e ancora le sculture, frutto delle sperimentazioni che fece con diversi materiali, collage, “dipinti-oggetto” che col passare degli anni traggono ispirazione da ciò che l’artista collezionò che altrimenti - come egli stesso scrisse - “sarebbero cose morte, da museo”.

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PARTICOLARE DI: Joan Miró - Untitled, 1974 ca - Acrylic on canvas, 162,5x130,5 cm © Successió Miró by SIAE 2017 - Archive Fundació Pilar i Joan Miró a Mallorca © Joan Ramón Bonet & David Bonet

•LA MOSTRA: “Miro’! Sogno e colore” - BOLOGNA, Palazzo Albergati - fino al 17 settembre - INFO: tel. 051/030141 - www.palazzoalbergati.com

 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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