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GIO’ POMODORO. Il disegno e l’opera

Una mostra a Torino rende omaggio al maestro marchigiano a 15 anni dalla sua scomparsa. Al Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto, dal 14 luglio al 10 settembre 2017


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Particolare di: Segni, 1957/58 - Argento montato su marmo - nero del Belgio, cm 33,5 x 73 x 18 Collezione Bruto Pomodoro


A quindici anni dalla scomparsa di Giò Pomodoro e a cinque dall’ultima importante personale, la Fondazione Accorsi – Ometto desidera omaggiare lo scultore marchigiano con la rassegna Giò Pomodoro. L’opera scolpita e il suo disegno, dal  14 luglio al 10 settembre 2017).In questo nuovo percorso espositivo le sculture dialogano con una ricca selezione di opere pittoriche su carta, per sottolineare l’assoluta importanza che l’artista attribuiva al progetto e all’ideazione, fasi imprescindibili da cui partire per la creazione delle sue opere. Gio’ Pomodoro (Orciano di Pesaro 1930 - Milano 2002) è uno scultore di fama internazionale: negli anni ’50, si trasferisce a Milano e frequenta l’ambiente artistico di Brera, sviluppando nuovi mezzi formali ed espressivi che saranno costanti lungo tutta la sua carriera artistica. Dopo aver collaborato alla rivista il “Gesto”, partecipato alla mostra Arte nucleare e preso parte al Gruppo Continuità da cui, successivamente, si distacca, per diversità di ricerche, dà l’avvio alle proprie sperimentazioni informali sul Segno, per poi approdare ai grandi cicli sulla Materia e il Vuoto (le sue opere più note sono Superfici in Tensione e Folle), e sulla Geometria (con l’opera Soli, Archi e Spirali).



Per un certo periodo si dedica anche a scenografia, oreficeria e design. Pomodoro è anche autore di opere pubbliche monumentali: a Torino, sono sue la grande scultura in bronzo Sole Aerospazio, del 1989, in piazza Adriano e il modello in marmo della scultura Sole aerospazio all’ingresso della GAM. Per meglio comprendere l’importanza e l’unicità delle opere di Gio’ Pomodoro, la Fondazione Accorsi – Ometto, con questa mostra, intende affrontare la figura dell’artista partendo dal momento iniziale dell’ideazione: il Maestro, infatti, dava assoluta importanza al progetto della scultura.

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Tracce (Fluidità), 1958 - Bronzo lucido, cm 31 x 60 x 9 - Collezione Bruto Pomodoro

L’opera disegnata (il progetto, appunto), sia concepita a mano libera, in totale libertà segnica, sia rigorosamente progettata a tecnigrafo, secondo le leggi della Sezione Aurea, è sempre stata, per lo scultore, un momento indissolubile della propria ricerca, tanto da divenire opera a sé stante, che vive di vita propria per l’alta qualità pittorica che contraddistingue il lavoro di Gio’ Pomodoro pittore. I 57 capolavori in mostra, coprendo il periodo 1954 - 2000, offrono, pertanto, un esaustivo esempio di opere tri e bidimensionali dei cicli più importanti del Maestro: accanto a 23 sculture in bronzo, marmo e pietra, sono esposti 30 disegni (alcuni dei quali inediti), fra i quali spicca il grande acquerello intitolato Nutritore, che rappresenta un maestoso Sole, di due metri per due.

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Particolare di: Ubi materia ibi geometria, 1993 - Acquerelli, ossidi e matita su carta, cm 54,5 x 74,5 - Collezione Bruto Pomodoro

•LA MOSTRA: “Gio’ Pomodoro. L’opera scolpita e il suo disegno” - TORINO, Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto - dal 14 luglio al 10 settembre - INFO: 011 837 688 int. 3 - http://www.fondazioneaccorsi-ometto.it

 

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