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Ritorno alla tradizione

ROVERETO Arriva al Mart la mostra che mette in scena capolavori assoluti dell’arte italiana. Il canone classico nel linguaggio artistico del primo Novecento. Fino al 5 novembre


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Particolare di: Piero Marussig - Venere addormentata (Nudo), 1924 - Collezione privata


Dopo il grande successo a Madrid, apre a Rovereto la straordinaria mostra Un’eterna bellezza. Per il secondo anno consecutivo, il sodalizio internazionale italo-spagnolo offre ai visitatori dei due musei l’eccezionale possibilità di incontrare una selezione di capolavori assoluti dell’arte italiana del primo Novecento. La mostra rappresenta un ricco viaggio attraverso uno dei periodi più fecondi dell’arte italiana del Novecento, a circa un secolo di distanza. Dopo la devastazione della Grande Guerra e le rivoluzioni estetiche delle avanguardie di inizio secolo, nel clima europeo del “ritorno all’ordine”, si affermano ricerche e movimenti, come la Metafisica, l’esperienza di “Valori Plastici”, il Novecento italiano e la poetica del Realismo magico che recuperano temi e soluzioni formali di lontane ma fondanti tradizioni artistiche.



Nel periodo delle ricostruzioni post-belliche e dei fascismi, frustrati e delusi dai tragici eventi internazionali, molti artisti europei rinunciano al sogno del progresso tipico delle avanguardie di inizio secolo. Emergono con forza il ritorno alla ragione dopo la follia del conflitto, il recupero della tradizione dell’arte dopo le sperimentazioni e, soprattutto, l’affermazione dei principi di bellezza e armonia contrapposti alle deformazioni e alle dissonanze dell’arte cubista, espressionista, futurista. Nasce un nuovo linguaggio, che declina in chiave moderna i valori dell’arte antica e rinascimentale, reinterpretando i soggetti allegorici, il ritratto, la figura, il paesaggio e la natura morta. In questo contesto si consolida l’importanza della conoscenza tecnica intesa come strumento di restituzione e trasfigurazione del reale, alla ricerca di una dimensione trasognata e senza tempo. Attraverso capolavori assoluti del primo Novecento, la mostra Un’eterna bellezza propone un percorso tra le opere dei maestri dell’arte italiana che si rivolgono al passato e al canone classico come fonti di ispirazione.  La lezione classica della grande tradizione mediterranea è il fondamento che nutre la poetica di numerosi artisti, accomunati dall’“aspirazione verso il concreto, il semplice e il definitivo”, come scrive Margherita Sarfatti promotrice del gruppo di Novecento, una delle tendenze che più hanno incarnato il ritorno all’ordine dell’arte italiana.

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Particolare di: Ugo Celada da Virgilio  - Ritratto della moglie, 1925 - 1930 - Artdeco Galuchat, Vicenza

In gruppo o singolarmente, gli artisti in mostra recuperano gli ideali rinascimentali di bellezza e rigore, guardando a Giotto, Masaccio e Piero della Francesca, alla ricerca del classicismo puro e semplice, dell’umanesimo, dell’equilibrio, del sogno, della calma, della sospensione, in un’indagine volta alla rappresentazione dell’ordine e dell’eternità. Fuori dal tempo, pur nel recupero di stilemi provenienti da lontano, questi artisti riuscirono a essere innovatori e provocatori, finendo per rappresentare, con straordinarie intensità e sintesi, le inquietudini dell’essere umano, le trepidazioni universali dell’anima. In mostra oltre cento opere di alcuni tra i più significativi protagonisti dell’arte italiana: Carrà, Casorati, de Chirico, de Pisis, Savinio, Severini, Sironi ma anche Bucci, Cagnaccio di San Pietro, Donghi, Dudreville, Funi, Malerba, Martini, Marussig, Oppi e Wildt.

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Particolare di: Antonio Donghi  - Giocoliere, 1936 - Unicredit Art Collection

•LA MOSTRA: “Un’eterna bellezza. Il canone classico nell’arte italiana del primo Novecento” - ROVERETO (TN), Mart Rovereto - dal 2 luglio al 5 novembre - INFO: tel. 800 397760 - www.mart.trento.it

 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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