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Auto d’epoca. Le quotazioni all’asta Bonhams

Lo scorso 28 ottobre in occasione del Salone dell’Auto e Moto d’epoca di Padova, la prima vendita all’incanto della casa d’aste inglese in Italia dopo 40 anni


di Danilo Castellarin


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Mercedes 300SL Roadster


Quest’anno il 34° Salone dell’Auto e Moto d’Epoca di Padova era arricchito dalla presenza di Bonhams l’autorevole casa d’asta inglese tornata a vendere in Italia dopo circa 40 anni. L’ultima asta organizzata da questa casa nel nostro paese risale infatti agli anni Ottanta. Con sedi in tutto il mondo, 60 dipartimenti specializzati e oltre 400 aste all’anno, Bonhams è un autorevole punto di riferimento per l’andamento del mercato. Sabato 28 ottobre 2017 l’attesa era grande alle ore 14, quando a Padova è iniziata la vendita di 60 auto storiche, senza nessun oggetto di automobilia, quadri, gadget, stemmi, modelli, souvenirs. Le vendite sono state in tutto 29, un po’ meno della metà dei lotti proposti.


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Mercedes 220

Il record è stato segnato dalla Mercedes -Benz 300SL Roadster del 1957, aggiudicata a 897 mila euro, diritti d’asta compresi. Un’altra bella Mercedes decisamente più economica (si fa per dire…) e cioè il modello 220S Cabriolet, pure del 1957, è stato venduto a 131 mila. La pole-position delle italiane è stata conquistata dalla rossa Maserati 3500GT Spider del 1960 alla quale Bonhams aveva dedicato l’onore della copertina del suo catalogo, venduta a 638 mila euro. In flessione la Ferrari: la Dino 246GT che in altre occasioni aveva spuntato quotazioni superiori ai 300 mila, a Padova è andata via a 230 mila. Ben comperata anche l’Austin Healey 100BN1 azzurro metallizzato, anno 1954, appartenuta a un chirurgo romano, che è stata acquistata dopo parecchi rilanci a 55.200 euro, sempre diritti compresi, segnando anche in questo caso una flessione rispetto alle valutazioni ricorrenti per questo specifico modello che sembrava assestato intorno ai 70-80 mila. In crescita invece le Alfa. Una 2600 spider del 1963 è stata comperata a 105.800 euro.

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Ferrari Dino 246GT

E qualcuno ha ricordato quando auto di questo tipo si acquistavano facilmente a poco più di venti milioni delle vecchie lire fino all’introduzione dell’euro. In salita anche la Delta Integrale Evoluzione (anno 1994) aggiudicata a 56 mila, mentre una curiosa versione blindata della Delta GT1600 appartenuta all’Arma dei Carabinieri è stata battuta a poco più di 4000. Se per una Isetta del 1960 sono bastati 18 mila euro per far felice l’acquirente, per una Delahaye 135M Cabriolet del 1948, il martelletto del banditore ha battuto l’aggiudicazione a quota 184 mila e a 97 mila per una Porsche 911 Targa 1970, forse la marca che ha registrato le performances più significative negli ultimi due anni. Non al punto però di riuscire a vendere una 911S 2400 del 1973 alla cifra ipotizzata, cioè fra i 110 e i 130 mila. Niente da fare. Anche lei è rimasta senza acquirente. Che il mercato delle auto d’epoca stia cercando valori più realistici è confermato dai numerosi ritiri dalla vendita. Sono stati infatti più della metà i lotti invenduti. Fra questi, la De Tomaso Vallelunga che era stata stimata 250 mila euro, la Lancia Flaminia convertibile stimata 190 mila, la Lancia Flaminia Sport 1962 accreditata a 500 mila, la bianca Jaguar XK120 stimata 130 mila, la verde Triumph TR4 per la quale il catalogo prevedeva una vendita fra i 30 e i 35 mila. Tornata a casa anche l’Alfa Romeo GTA 1300 del 1969 che era stata valutata da Bonhams intorno ai 200 mila. Rispedita al mittente pure lei. E’ andata meglio alla Jaguar E-Type 12 cilindri del 1973 aggiudicata a 94.300 euro.  Ha infine suscitato simpatia la rossa barchetta Alfa Romeo realizzata dal carrozziere Ugo Dall’Ara nel 1981 come esercizio di stile e fantasia, ispirandosi ai modelli anni Cinquanta. Stimata 50 mila, è stata venduta a 29.900. Della serie: chi si contenta gode.

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Delahaye e Lancia
 

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